Ho cercato di analizzare la differenza tra le tre mozioni congressuali e mi è sovvenuta alla mente una differenza di enorme rilievo, ma poco notata, quella sulla concezione della società. La mozione Bersani si presenta come una mozione classista, che divide l'Italia in ceti e dice che il PD deve parlare ad alcuni di essi, sottintendendo dunque che per i rimanenti la miglior cosa sia allearsi con soggetti che si rivolgono ai nostri scarti.
La mozione Franceschini è invece centrata sull'unità e sull'uguaglianza, considera passato la divisione in ceti e vuole fare di tutto per farlo diventare ancora più passato, propone che il welfare porti ogni cittadino dalla culla alla tomba, indipendentemente da ogni cosa.
La mozione Bersani propone un PD dei lavoratori dipendenti e degli artigiani, "aperto anche ad altri lavori", con un'azione di governo rivolta solo a migliorare le condizioni di questi ceti, senza pensare, proporre e cercare la fine della divisione in ceti. Bersani viene dal PCI e pensa che senza comunismo la divisione in ceti sia inevitabile e l'unica cosa da fare sia attenuarla, Franceschini punta ad una società diversa, fondata sulla completa uguaglianza, sulla fine dei ceti, sulla meritocrazia e la mobilità.
Un PD dunque che si rivolga a tutti indistintamente, appoggiando i più poveri per abolire la povertà, non per farli rimanere poveri e così prendere più voti da loro. Il modello sindacale-migliorista-socialdemocratico per Bersani, quello democratico-progressista-egualitario-universalista-interclassista-moderno per Franceschini




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