La Lega adotta la Fallaci
Difesa dai parlamentari del Carroccio, in testa nel sondaggio della Padania: è scoppiato l'amore tra la scrittrice anti-Islam e il popolo dei lumbard. "Ridà dignità all'Occidente".
di Luca Gelmini
ROMA - La Lega Nord ha un nuovo idolo: Oriana Fallaci. Sarà per gli anatemi a mezzo stampa contro i no-global o per le sue crociate all'indirizzo dell'Islam, ma la scrittrice, autrice fra l'altro del controverso articolo sul Social Forum pubblicato ieri dal Corriere della Sera, riscalda i cuori del popolo lumbard.
Dimenticate in fretta certe opinioni non proprio benevole nei confronti di Bossi e dei suoi seguaci, i leghisti l'hanno adottata. Paladina del cristianesimo, baluardo contro le invasioni barbariche dei Disobbedienti alla Casarini, la Fallaci, attaccata dalla sinistra, osteggiata dagli intellettuali, trova così nel Carroccio uno scudo alle polemiche che ad ogni sua sortita ormai l'accompagnano puntualmente.
Bastava dare un'occhiata ai commenti dei politici di ieri, quando è scoppiata la bufera per quel intervento sul Corsera, per capire quanto sia profondo il feeling tra i leghisti e Oriana. Mentre da mezza Italia si levavano cori sdegnati, come già accaduto per l' articolo seguito all' 11 settembre, la gente che adora il Po, la patria e la famiglia si produceva in una difesa all'ultimo sangue della giornalista.
Da Bricolo, vicepresidente dei deputati del Carroccio, a Calderoli, numero due di Pera al Senato, era tutto uno schierarsi al fianco di una donna che sa "cosa vuol dire il coraggio della verità''. Monti, senatore leghista, intonava persino un peana: "Grazie Oriana perché stai dando dignità alla nostra cultura occidentale".
Ma non è solo tra i politici che la Fallaci fa il pieno di consensi. Negli ultimi giorni, nel sondaggio stilato dalla Padania, la Fallaci è schizzata in testa alle preferenze del popolo lumbard. Ha ottenuto più voti del filosofo Gilberto Oneto, maitre a penser di fede bossiana e tallona ormai da vicino una vera e propria icona dei fedelissimi di Alberto da Giussano come Gianfranco Miglio. Se questo non è amore...
(7 NOVEMBRE 2002, ORE 19:45)




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