POLITICA
LA SCRITTRICE
La Fallaci in città dopo le polemiche, scorta dei carabinieri
FIRENZE - Oriana Fallaci è da ieri a Firenze. La scrittrice aveva annunciato il suo arrivo nella «lettera aperta» ai concittadini pubblicata dal Corriere mercoledì, giornata inaugurale del Social Forum europeo. La lettera ha toni forti, in qualche passaggio sfociano nell'invettiva: decisamente ostile all'arrivo dei manifestanti, la Fallaci chiede alla popolazione fiorentina di «imporsi una specie di coprifuoco» e di attaccare, sulle saracinesche chiuse dei negozi, il cartello «chiuso per lutto». Lei è chiusa in casa, sorvegliata, con discrezione, dai carabinieri, che la scortano ormai in ogni sua visita a Firenze: una precauzione resasi necessaria pochi giorni dopo l'11 settembre di un anno fa, quando la scrittrice, commentando l'attentato alle Torri Gemelle di New York, invitò il mondo Occidentale a reagire alla minaccia integralista. Da allora, la scrittrice è considerata dalla prefettura fiorentina un «obiettivo sensibile». È insomma preferibile che eviti di passeggiare da sola nelle strade e dentro le piazze della sua città. In tal senso, una richiesta esplicita le è stata ovviamente rivolta anche in queste ore. Sebbene i suoi spostamenti, pur controllati dagli uomini dell'Arma, siano perciò avvolti dal massimo riserbo, ieri pomeriggio, ad un certo punto, s'è sparsa la voce, infondata, che la scrittrice volesse girare per la città. E le reazioni dal Social Forum? «Credo che la cosa migliore sia ignorare la Fallaci», ha detto ieri Dario Fo. Uno dei «delegati» si è dichiarato pronto a bruciare le opere della scrittrice. Secca la risposta del premio Nobel: «No, non bisogna bruciare i libri».
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