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    Predefinito C.V.D.(Come Volevasi Dimostrare)

    Sabato 9 Novembre 2002
    La circolare Mantovano garantisce, a quanti hanno un contenzioso aperto, un permesso di sei mesi
    Irregolari in coda per le denunce
    Cgil e Cisl prese d’assalto. Scoppia il caso finte-cooperative

    di Tiziano Zubani

    Mancano poche ore alla scadenza dei termini della più massiccia sanatoria di lavoratori extracomunitari della storia italiana e molti nodi vengono al pettine. Lunedì sarà l’ultimo giorno utile per i datori di lavoro che intendono regolarizzare i dipendenti e alle porte dei sindacati sono molti i lavoratori che bussano e chiedono aiuto per ottenere il permesso di soggiorno. Alla base di questa serie di richieste d’aiuto al sindacato c’è la circolare del sottosegretario Alfredo Mantovano, che è stata emanata il 5 novembre e quindi conosciuta dal 6. Questa introduce un elemento nuovo: il dipendente senza permesso di soggiorno che apre un contenzioso con il datore di lavoro che non lo regolarizza ottiene un permesso di soggiorno di sei mesi. È un chiaro invito agli extracomunitari affinchè denuncino le situazioni irregolari. La circolare, contestata dalla componente leghista del governo, sostiene che la posizione di coloro che denunciano il datore di lavoro si ritiene «assimilata, in via temporanea, a quella dei perdenti posti di lavoro» e quindi dà diritto al «rilascio del permesso di soggiorno per una quota di sei mesi».
    Questo ha fatto aprire molti contenziosi e sta creando un superlavoro ai sindacati. Alcuni vanno solo a chiedere informazioni preventive, hanno il sospetto che i loro datori di lavoro non intendano risolvere il loro problema e magari preferiscano licenziarli. Quindi si preparano a intervenire se entro lunedì non saranno regolarizzati. Altri hanno già la certezza che non verrà presentata per loro alcuna domanda di regolarizzazione e quindi partono lancia in resta e chiedono una mano ai sindacati. Tra questi ultimi, in particolare, ci sono coloro che sono stati inseriti in «cooperative fantasma». In pratica sarebbero essi stessi i datori di lavoro, anche se la realtà è molto diversa.
    Alla Cisl di via Zadei in questi giorni ci sono state diciassette domande d’intervento. «La maggior parte erano badanti - dichiara Ciso Gazzoli -. In tutti i casi sono bastate telefonate ai datori di lavoro con la minaccia di una denuncia e della relativa multa (che arriva fino a cinquemila euro) per sbloccare la situazione. Restano aperte le due segnalazioni ricevute nelle ultime ore, ma siamo certi che si risolveranno in tempi brevi anche queste. Probabilmente la Cgil, che già nei giorni scorsi aveva annunciato di voler denunciare molti imprenditori, ha raccolto più scontenti».
    In via Folonari, sede della Camera del lavoro, in questi due ultimi giorni davanti agli sportelli dell’ufficio stranieri e quelli dell’ufficio vertenze ci sono state lunghe code. Non tutte le richieste di chiarimento si sono trasformate automaticamente in denunce, ma anche queste sono molte.
    «La circolare arriva in ritardo - spiega Clemente Elia dell’ufficio stranieri della Cgil -, noi ci eravamo già mossi per segnalare situazioni di grave irregolarità. Ci ponevamo il problema di di garantire a questi lavoratori la possibilità, comunque, di una regolarizzazione. Prima della pubblicazione della circolare, quindi, avevamo già fatto una trentina di segnalazioni alla magistratura. In questi ultimi due giorni l’attività si è intensificata e abbiamo già raccolto una ventina di denunce. Altri casi sono al vaglio per valutare se basteranno le richieste di chiarimenti fatte ai datori di lavoro per sbloccare la situazione. Non è ancora chiaro, perchè la circolare non fa precisazioni su questo punto, se sia possibile anche presentare denunce dopo l’11 novembre. Noi pensiamo di sì, perchè molti dipendenti, comprensibilmente, prima di muoversi vorranno aspettare che l’azienda per cui lavorano compia le sue scelte e le ditte hanno tempo fino all’11 per farlo».
    Diversa è la situazione delle badanti. Sempre all’ufficio stranieri della Cgil ammettono che i problemi di queste si risolvono, quasi sempre, quando il sindacato fa presente alla famiglia a quali rischi può andare incontro nel caso non metta in regola la sua lavorante. Elia non ha dubbi, nelle prossime ore le code agli sportelli del sindacato sono destinate ad allungarsi.

  2. #2
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    Ecco un altro esempio di "cazzate" leghiste, il giorno prima spara a zero su tutti, poi basta un tramezzino con Giovanardi per far cambiare idea all'Umberto...

 

 

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