restando alla domanda di Dario
a me sembra che abbia ragione Rutelli nel ritenere un successo la prova di maturità offerta a Firenze. Un successo del movimento, certo, ma anche "delle istituzioni locali, del governo, del ministro degli Interni e delle forze dell'ordine", le quali aggiungo hanno impedito l'ingresso di almeno 6000 manifestanti supposti violenti, cosa che a Genova non seppero fare. Poi ho visto con i miei occhi che c'era un servizio d'ordine interno, dei cobas, che ha svolto una notevole funzione. Fatta questa premessa, resto dell'idea di non condividere i temi della manifestazione. Essere puramente contrari alla globalizzazione ed al capitalismo, significa proporre un sistema pauperistico e protezionista, neanche i cinesi lo sostengono più, e la contrarietà alla guerra in assoluta è un'idiozia per un Paese che deve la sua libertà e le sue istituzioni alla guerra contro il nazifafascismo condotta dagli Usa e dalla Gran Bretagna ed agli italiani che presero le armi per la resistenza, fra cui la giovanissima Fallaci. Essere poi contrari alla guerra all'Iraq è un'altra questione, ma non si testimonia certo con il pacifismo integralista di Firenze. Senza contare che non si capiva che ci facevano le bandiere del Che ad una manifestazione pacifista. Evidentemente ci sono pacifisti un po' confusi. Tutti problemi che ricadranno politicamente sul centrosinistra che ha direttive un po' diverse da quelle del movimento e che ad un dato momento, dovrà arrivare a fare chiarezza.
Re: restando alla domanda di Dario
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Originally posted by calvin
a me sembra che abbia ragione Rutelli nel ritenere un successo la prova di maturità offerta a Firenze. Un successo del movimento, certo, ma anche "delle istituzioni locali, del governo, del ministro degli Interni e delle forze dell'ordine", le quali aggiungo hanno impedito l'ingresso di almeno 6000 manifestanti supposti violenti, cosa che a Genova non seppero fare. Poi ho visto con i miei occhi che c'era un servizio d'ordine interno, dei cobas, che ha svolto una notevole funzione. Fatta questa premessa, resto dell'idea di non condividere i temi della manifestazione. Essere puramente contrari alla globalizzazione ed al capitalismo, significa proporre un sistema pauperistico e protezionista, neanche i cinesi lo sostengono più, e la contrarietà alla guerra in assoluta è un'idiozia per un Paese che deve la sua libertà e le sue istituzioni alla guerra contro il nazifafascismo condotta dagli Usa e dalla Gran Bretagna ed agli italiani che presero le armi per la resistenza, fra cui la giovanissima Fallaci. Essere poi contrari alla guerra all'Iraq è un'altra questione, ma non si testimonia certo con il pacifismo integralista di Firenze. Senza contare che non si capiva che ci facevano le bandiere del Che ad una manifestazione pacifista. Evidentemente ci sono pacifisti un po' confusi. Tutti problemi che ricadranno politicamente sul centrosinistra che ha direttive un po' diverse da quelle del movimento e che ad un dato momento, dovrà arrivare a fare chiarezza.
Condivido in pieno, dalla premessa al finale che si legano vicendevolmente. Forse Rutelli non ha ancora capito, e così la sinistra tutta (mi riferisco all'opposizione di governo), che il successo della manifestazione non è un successo loro. Nessuno la pretenderà nel centro-sinistra la chiarezza, perchè questa è l'opposizione delle apparenze, e del resto con Rutelli non si poteva pretendere altro.
Re: restando alla domanda di Dario
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Originally posted by calvin
.... Fatta questa premessa, resto dell'idea di non condividere i temi della manifestazione. Essere puramente contrari alla globalizzazione ed al capitalismo, significa proporre un sistema pauperistico e protezionista, neanche i cinesi lo sostengono più
Essere puramente contrari alla globalizzazione è un errore, non so se sia stato sostenuto a Firenze, a me non risulta. Essere invece favorevoli ad una globalizzazione PIU' GIUSTA mi sembra un obiettivo che nessuno dovrebbe rifiutare. Tenere presente che il 60% del mondo è composto da poveri, ed agire di conseguenza, mi sembra un dovere a cui nessuno dovrebbe sfuggire.
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e la contrarietà alla guerra in assoluta è un'idiozia per un Paese che deve la sua libertà e le sue istituzioni alla guerra contro il nazifafascismo condotta dagli Usa e dalla Gran Bretagna ed agli italiani che presero le armi per la resistenza, fra cui la giovanissima Fallaci.
Tu dimentichi che fu il nazifascismo a fare la guerra al mondo. Tu confondi una guerra di liberazione con una guerra preventiva. La contrarietà alla guerra in assoluto dovrebbe essere un traguardo a cui tendere in assoluto, anche se a lungo termine. Credo che solo i fabbricanti e i trafficanti di armi, e coloro che vogliono mantenere il controllo del mondo, non la pensino in questa maniera.
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Essere poi contrari alla guerra all'Iraq è un'altra questione, ma non si testimonia certo con il pacifismo integralista di Firenze.
E perchè no? Perchè si continua a gabellare come guerra di liberazione (del popolo iracheno da Saddam, del mondo dal terrorismo) una sporca guerra (che si farà) che ha come unico scopo il controllo del mercato del petrolio iracheno?