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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Note su l'apparato militare clandestino del PCI

    L'apparato militare clandestino del PCI
    nel rapporto del Console USA di Milano - 1947
    Uno dei documenti inviati dal console statunitense di Milano all'ambasciatore USA Dunn, si intitola "Italy Communist Party.Secrets.From Bay to Dumm, Secretary of State and American Consulate General - Naples". Il documento, segreto, e quindi scevro da intenzioni propagandistiche, fotografa le informazioni in possesso delle autorità statunitensi in Italia, nel 1947, sull'attività (politica e militare) del Partito Comunista Italiano, ancora componente del governo "di unità antifascista".
    Il documento accrediterebbe un ruolo notevole di Secchia, superiore a quello ufficiale, nella direzione comunista, fino al punto che si dice che "Togliatti sintetizza le discussioni ma a decidere è Secchia", in quanto uomo alle dirette dipendenze dal Cremlino.
    Alcuni passaggi del documento sono di notevole interesse:
    "Con il termine generale di apparato noi intendiamo l'organizzazione armata (difensiva-offensiva) che il Partito ha creato, a cominciare dalle formazioni partigiane Garibaldi, che durante la resistenza erano composte quasi esclusivamente da comunisti. Contrariamente a quanto è accaduto ad altre organizzazioni partigiane - prosegue il documento a pag. 5 - le Brigate Garibaldi hanno mantenuto una buona parte della loro unità e la capacità di continuare"
    Questo, secondo le autorità americane, in virtù dell'organizzazione di tipo professionale e dello spirito di ferrea disciplina, sconosciuto agli altri partiti antifascisti.
    "Poichè i membri delle Brigate Garibaldi - prosegue il documento - erano organizzazioni dell'ANPI e questa organizzazione venne a trovarsi sotto il controllo del partito comunista, l'organizzazione militare e l'ANPI sono diventate la medesima cosa" se non altro come sovrapponibilità dei quadri.
    Dopo aver parlato dell'entità dell'organizzazione comunista, sul piano del potenziale di uomini armati, e dei suoi centri di addestramento e coordinamento, il documento americano si preoccupa di trattare anche il potenziale "in caso di guerriglia".
    "per via induttiva si può giungere alla conclusione che in caso di emergenza il partito può contare sul supporto di 100/130.000 persone armate di cui 1/3 equipaggiate con armi da fuoco automatiche efficaci e circa 2/3 poveramente dotate. Per quanto la rivoluzione che è stata annunciata più volte (..) non sembri ancora vicina, lo spirito dei partigiani è alto e l'ardore di combattere assai buono; ciò è soprattutto vero in Emilia, dove la situazione politica ha già dato vita ad alcune delle più importanti rivendicazioni del periodo clandestino".
    Il documento prosegue parlando dell'organizzazione logistica, sulle comunicazioni, anche via Lubiana (la jugoslavia di Tito non ha ancora rotto con Stalin). Le federazioni comuniste di Roma e di Milano hanno sicuramente organizzato, secondo gli americani, un centro clandestino di radiotrasmittenti. Il bilancio del PCI viene stimato in circa 5 bilioni annui, mentre gli scritti vengono stimati fra i 900.000 ed 1.200.000.
    Il documento sottolinea la totale dipendenza di tutto questo gigantesco apparato politico e militare dalla linea stabilita dal Cremlino e dagli interessi dell'Unione Sovietica di Stalin.
    Le direttive tattiche sono la prudenza, l'incremento dell'attività legale di agitazione e propaganda, infiltrazione nell'apparato militare e di pubblica sicurezza dello Stato.
    "Quando vengono osservate alla luce di questo piano - prosegue il documento - le ultime manifestazioni comuniste in Italia(..) hanno tutte lo stesso obiettivo. , quello di anestetizzare le opposizioni nell'attesa che, una volta che la supremazia della sinistra sia stata raggiunta, i comunisti possano legalmente chiedere la direzione del governo". Queste sono le direttive dell'URSS che, al momento, non vuole noie con gli occidentali e ritiene sicuramente prematuro uno scontro con l'occidente capitalistico. Stalin ha già abbandonata a se stessa la rivoluzione comunista in Grecia.
    Ovviamente l'egemonia comunista nel governo di un paese occidentale creerebbe una seria contraddizione. La guerra fredda non è ancora iniziata. Di lì a pochi mesi il colpo di stato comunista di Praga darà fuoco alle polveri. De Gasperi si libererà della presenza socialcomunista nel governo e lo scontro diventerà durissimo.
    Tentazioni insurrezionali saranno evidenti nel PCI, tanto che lo stesso Togliatti ne fara' cenno ufficialmente nella Direzione COmunista. Ma i rapporti di forza non sono favorevoli. L'estensione internazionale del conflitto fra democrazie e totalitarimso comunista (la "guerra fredda") diventerà sempre più inevitabile e duro. Presto i comunisti attaccheranno in Corea. Negli USa sorgeranno a propria volta tendenze reazionarie in risposta a questa concreta minaccia della piovra rossa sul mondo libero.

    (Forum principale - primavera 2001)

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    purtroppo altri post relativi ad altri documenti "americani" ..."scoperti" nella seconda metà degli anni novanta....e a cui fa riferimento l'autore citato da Fecia nel 3d in cui "si rende ridicolo"....sono rimasti sulla vecchia pol e su un dischetto non recuperabile.....

    Shalom!

  3. #3
    memoria storica di PoL
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    Predefinito non importa egregio!...

    caro il mio bel ragioniere
    grazie vivissime per l'interessantissimo documento che gentilmente hai voluto anticipare all'attenzione dei lettori... quanto agli altri ancora 'mancanti' o 'perduti' il sottoscritto si sta dando fa fare per reperirli e quanto prima avremo il piacere di portarli a conoscenza dei lettori...

    grazie ancora!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    prego

  5. #5
    Sospeso/a
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    Predefinito Antiquariato per antiquariato, questo è meglio...

    L'APPARATO MILITARE ROMANO

    Al tempo dei re, ogni cittadino dai 17 ai 46 anni di età era soldato, ma l'esercito si formava solo in caso di guerra ed era costituito da una sola legione (legio = leva). I contingenti con cui si formava la legione erano basati sulle tribù ( tre nel periodo reggio), ognuna delle quali forniva, 1000 fanti e 100 cavalieri, così che la legione era composta da 300 cavalieri e 3000 fanti. la legione, comandata dal re, era congedata alla fine del conflitto, ai suoi ordini erano i tribuni militum, uno per ciascun contingente di fanteria fornito, ed i tribuni celerum per gli squadroni di cavalleria. L'armamento doveva essere quello tipico dell'epoca: corazza, elmo e schinieri di cuoio, scudo di legno, rinforzato da elementi di metallo, una picca (lancia), e la spada. Lo schieramento, in battaglia, avveniva con un fronte compatto, fanti al centro e cavalleria sulle ali, con i combattenti più capaci e meglio armati nelle prime file, davanti a tutti i velites (soldati armati di lance, che scagliavano contro il nemico in avvicinamento per poi ritirarsi dietro lo schieramento).

    Una prima riorganizzazione dell'esercito si ebbe con Servio Tullio (578-534 a.C.) contemporanea a quella sociale, la popolazione venne divisa in cinque classi a seconda del reddito (censo) ogni classe in centurie (maggiore il reddito maggiore il numero di centurie), per un totale di 193, ognuna delle quali doveva fornire 100 uomini validi all'esercito. Nella prima classe erano inclusi i cittadini con maggior censo, aveva quindi un numero maggiore di centurie e forniva anche i contingenti di cavalleria. Il resto della milizia era fornito dalle restanti classi. L'ordinamento della legione aveva per base la decuria e la centuria, mentre la cavalleria era divisa in turme (tre decurie). La formazione era analoga alla precedente, 3000 uomini su sei righe di profondità e 500 file di fronte, che si muoveva all'unisono contro il nemico, con davanti sempre i velites. Questo tipo di formazione aveva indubbi vantaggi, era un complesso monolitico difficilmente arrestabile una volta in movimento che schiacciava il nemico, ma aveva in se anche evidenti difetti, mancava di flessibilità e di manovrabilità e in seguito come formazione tattica fu abbandonata. Infatti la legione "manipolare" nacque con la necessita di avere reparti più manovrabili e capaci di agire con più elasticità. Il manipolo aveva una forza di 120 uomini per gli hastati e i principes e 60 per i triarii, mentre la cavalleria rimaneva divisa in decurie e turme.

    In età repubblicana, le legioni diventarono due: ciascuna, agli ordini di un console, era formata da 4200 fanti più la cavalleria. Il console era coadiuvato da 6 ufficiali superiori i tribuni militari, che sceglievano fra la truppa i centurioni e i graduati. In battaglia, i legionari si disponevano su tre linee: nella prima gli astati, armati di una lunga lancia (hasta); nella seconda i principi (che in origine formavano la prima linea: princeps = il primo); nella terza i triari, veterani destinati a sostenere l'urto finale. Tutti erano armati di una corta spada (Gladius) e di un grande scudo rettangolare. Il combattimento era aperto dai veliti, un corpo di giovani armati alla leggera con un fascio di giavellotti. Con la legione combattevano i fanti e i cavalieri degli alleati italici (socii). La cavalleria occupava le ali dello schieramento (per cui era chiamata alae).

    Di età repubblicana è la descrizione che è riportata da Polibio per quanto concerne l'arruolamento e il tipo di armi

    Nel I secolo a.C., il console Gaio Mario creò un esercito permanente di volontari e suddivise la legione in coorti (composte di 600 uomini), unità tattiche più forti dei manipoli. Spariva il velite (sostituito da truppe ausiliarie), che diventava fante come gli altri, e soprattutto non vi erano più differenze di armamento fra hastati, principes e triarii, ma tutti diventavano fanti legionari. La riforma di Mario ridusse anche le salmerie (impedimento); ogni soldato portava tutto con sé, persino il materiale per accamparsi: il suo fardello pesava 30-40 chili. La cavalleria, inoltre, non era più formata con elementi italici, ma era tratta da truppe ausiliarie. Gli italici potevano arruolarsi nell'esercito regolare, perciò le truppe ausiliarie (auxilia) erano reclutate nelle province: le coorti romane erano così affiancate da frombolieri iberici e cavalieri galli. La legione coortale di Mario si schierava su due linee di coorti, a scacchiera. Gli ausiliari reclutati nelle province militavano in corpi di 500-1000 uomini destinati a sostenere il primo urto nemico. Grazie alle loro competenze, l'esercito guadagnò in flessibilità: i Siriaci, ad esempio, erano abilissimi arcieri, i Traci magnifici cavalieri. Al congedo, gli ausiliari ottenevano la cittadinanza romana. Giulio Cesare modificò in parte lo schieramento portando le coorti su tre linee, quattro in prima linea, e tre in seconda e terza linea, queste ultime utilizzate anche come riserve. La coorte era una formazione che sia numericamente che per armamento la rendeva utilizzabile anche isolatamente.

    Alla fine della repubblica, l'esercito era costituito da 45 legioni. Augusto le ridusse a 25, ma vi affiancò i corpi alleati, che fornivano un contingente di fanteria pari a quello romano e uno, assai maggiore, di cavalleria.

  6. #6
    SENATORE di POL
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    Questo genere di risposte dimostrano che in Italia la nascita di un grande partito socialdemocratico (per non dire social-liberale) europeo è ancora, purtroppo, molto lontana. Il passato che non passa è ancora ritenuto parte integrante del proprio patrimonio genetico proprio da coloro che dovrebbero finalmente costruirlo, che invece indugiano nella mitologia o nel negazionismo più beceri, come la squallida relazione diessina alla Commissione stragi di solo due anni or sono.
    Speriamo che appaia anche in Italia se non un Blair...almeno un Wilson.

    Shalom!

  7. #7
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    "scevro da intenzioni propagandistiche"

    12 gennaio 1948
    Il console americano a Milano, Charles A. Bay, asserisce che all’interno del Pci vi sarebbero state numerose ‘commissioni segrete’. Una di carattere militare con a capo il generale Francesco Zani; una organizzativa tenuta da Longo, Spano, Secchia e Berlinguer; inoltre –scrive Bay- è stata formata una commissione per sviluppare attività di carattere morale tra le classi meno colte con lo scopo: 1) di alimentare scandali attorno alle autorità religiose, civili e militari; 2) di distribuire pubblicazioni pornografiche".

  8. #8
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    Scevro da intenti propagandistici.. ne siamo sicuri? Sicuramente non ho simpatie per quello che era il PCI filosovietico e totalitario. Ma... non è possibile che il console abbia "ingigantito" i dati in suo possesso per magnificare il suo lavoro? O più umanamente l'abbia fatto per "mettere le mani avanti", nel caso fosse scoppiata una rivoluzione? Di certo era preferibile da parte sua sopravvalutare la minaccia che sottovalutarla, vedersela scoppiare sotto il naso e sfuggire dal controllo, ed entrare quindi nell'immaginario dell'americano medio come esempio di imbecille!

  9. #9
    agaragar
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    apparato militare neocomunista bertinottiano....

  10. #10
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    Originally posted by Moderato
    Scevro da intenti propagandistici.. ne siamo sicuri? Sicuramente non ho simpatie per quello che era il PCI filosovietico e totalitario. Ma... non è possibile che il console abbia "ingigantito" i dati in suo possesso per magnificare il suo lavoro? O più umanamente l'abbia fatto per "mettere le mani avanti", nel caso fosse scoppiata una rivoluzione? Di certo era preferibile da parte sua sopravvalutare la minaccia che sottovalutarla, vedersela scoppiare sotto il naso e sfuggire dal controllo, ed entrare quindi nell'immaginario dell'americano medio come esempio di imbecille!
    Infatti tutte le fonti sono da analizzare criticamente e da confrontare fra di loro e fra ciascuna di esse e le possibili interpretazioni, correlandole agli aspetti culturali, sociali, ideologici di fondo. Tutte le fonti, comprese le pochissime non di parte che i marxisti-leninisti socialdemocratizzati possono vantare a sostegno delle loro mitologie.


    Shalom!

 

 
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