ROMA - Il pericolo di fuga tra i detenuti extracomunitari è maggiore. Ne è convinto il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che ha disposto “una osservazione preventiva” e la “concreta suddivisione” all’interno degli istituti penitenziari dei detenuti extracomunitari. In una circolare inviata ai provveditori, la direzione generale dei detenuti e del trattamento - una delle direzioni generali del Dap - sottolinea “recenti e ripetuti eventi”, tra cui due evasioni di 6 detenuti extracomunitari (di cui tre fuggiti attraverso un buco in una parete sopra il portone secondario dell’istituto per minori di Palermo). Il Dap nella circolare traccia una sorta di identikit dei detenuti che sarebbero più propensi all’evasione: “a)cittadinanza non italiana nè dell’Unione Europe; b) età giovanile (fino a 35 anni circa); c) indifferenza alla posizione giuridica; d) indifferenza alla tipologia di reato; e) ricorrenti requisiti di agilità fisica”. «Pur nella consapevolezza che i requisiti di connotazione individuino una parte piuttosto ampia della popolazione ristretta - si legge nella circolare - si ritiene che la concreta suddivisione all’interno degli istituti penitenziari permetta di interessare in ogni singolo istituto un numero adeguatamente individuabile di soggetti». Viene inoltre disposta “un’osservazione preventiva dei soggetti che presentano” le caratteristiche sopra descritte e si invita la polizia penitenziaria a “focalizzare l’attenzione su possibili autori” di evasioni. Inoltre secondo notizie pervenute al Dap da “Organo ufficiale informativo”, «movimenti facenti capo all’associazione “Antigone” e ad organizzazioni anarco-insurrezionalistè paventano la possibilità di mettere in atto manifestazioni di protesta contro il regime di carcerazione speciale nonchè iniziative di solidarietà in favore dei militanti prigionieri allo scopo di risvegliare l’interesse della classe politica». Per questo il Dap, nella nota riservata, avrebbe invitato i provveditorati a sensibilizzare le direzioni degli istituti ad adottare tutte quelle misure di sicurezza e di vigilanza “ritenute utili e consentite”, per prevenire qualsiasi atto di turbativa.