Dal sito http://www.vialattea.net/
L'INFINITO in matematica
http://www.vialattea.net/pagine/infinito/


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L'INFINITO in matematica
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Dal sito http://www.swif.uniba.it/
Giovanni Semerano, L'infinito: un equivoco millenario. Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco, Bruno Mondadori, Milano 2001, pp. 296, Euro 19.50
Recensione di Massimo Pulpito - 12/01/2003
http://www.swif.uniba.it/lei/recensi...3/semerano.htm


Se qualcuno mai si fosse chiesto quale sia l'origine del simbolo che rappresenta in matematica l'infinito
io ho qualche interessante ipotesi (e una spiegazione):
Ipotesi mitologica: il serpente che si morde la coda
Il concetto matematico di Infinito fu definito da un Astronomo e matematico indiano della prima metà del VII secolo, Brahmagupta, come il valore di una frazione il cui denominatore è zero. Nella cultura indiana l’infinito scorrere del tempo era rappresentato da un serpente che si morde la coda.
Ipotesi topologica: il nastro di Moebius
Il Nastro di Moebius è stato usato per indicare l’Infinito in quanto può rappresentare un percorso circolare senza fine.
M.C. Escher "Moebius Strip II" © 2000 Cordon Art B.V., Baarn, Holland
Ipotesi matematica: la lemniscata di Bernoulli
La “lemniscata” è una curva matematica che si ottiene dall’equazione cartesiana (x²+y²)²=2a²(x²-y²)
(il nome “lemniscata” deriva dal latino “lemniscus” che era una ghirlanda intrecciata, un fiocco)
Ipotesi Escatologica: Alfa e Omega
ω
La lettera greca Omega minuscola: ω potrebbe essere stata scelta come simbolo dell’infinito per il suo carattere altamente simbolico, essendo la lettera finale dell’alfabeto Greco e quindi adatta ad indicare il “numero finale”, l’infinito.
Inoltre, nella simbologia Cristiana, in associazione alla prima lettera dell’alfabeto Greco, alfa, sta ad indicare l’infinita Entità del Creatore (in Apocalisse 22:13, sta scritto: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine”).
Basta con le ipotesi: la vera storia del simbolo di infinito
Eh già, molto più banalmente il segno per identificare un numero infinito è stato introdotto da un matematico, l'inglese John Wallis (1616-1703) nel 1655 nella sua opera "Tractatus de sectionibus conicis" lo definisce con queste parole: "Estoenim nota numeri infiniti." (infatti questo
indica i numeri infiniti)
La ragione per cui Wallis utilizzò tale simbolo va fatta risalire alla sua cultura classica,comune a tutti gli scienziati della sua epoca in cui la lingua della Scienza era ancora il Latino.
Presso gli antichi Romani il numero 1000 per molti secoli rappresentò una sorta di limite nella loro numerazione e quindi significava anche qualcosa di infinitamente grande; e il 1000, nella notazione dei numeri romani, poteva anche essere indicato con il simbolooltre che con la lettera M.
Insomma, mille e non più di mille...


Un’altra ipotesi suggestiva: il simbolo dell’infinito è costituito da un 8 inclinato, e cioè da due cerchi. E il cerchio, formato da un’unica linea le cui estremità si ricongiungono annullandosi l’una nell’altra, è il simbolo perfetto di ciò che non ha inizio né fine.
No, eh? Bah, l’insulsaggine della realtà!![]()


Tomas hai letto il libro di Semeraro?
Io è da tanto che mi ripropongo di farlo, demolisce (a quanto ne so) la teoria delle origini indoeuropee delle nostre lingue facendole tutte derivare da quelle sumeriche ed accadiche...
Ne sa di più di me??


azz...sarebbe uno sconvolgimento accademico mondiale mica da niente!In Origine Postato da Satyricon
Tomas hai letto il libro di Semeraro?
Io è da tanto che mi ripropongo di farlo, demolisce (a quanto ne so) la teoria delle origini indoeuropee delle nostre lingue facendole tutte derivare da quelle sumeriche ed accadiche...
Ne sa di più di me??
E' temerario questo Semerar(i)o!![]()


Già....![]()
Chissà che non serva a smantellare definitivamente certe panzane nordiciste.
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000429.htm
P.S. Semerano non Semeraro sorry...devo ricordarmi di rileggere sempre i miei post faccio un casino d'errori....


Aggiungo che fu grazie alla lettura del Semerano che Zolla modificò l'iniziale orientamento indoeuropeista (ne parla in "Discesa all’Ade e resurrezione").
Altro che il De Gobineau....Otto.....
![]()


Hai ragione nel dire che Zolla è troppo poco frequentato, difatti io non ho mai letto nulla di suo tranne l' introduzione al Signore degli Anelli edito da Rusconi, che ho trovato molto profonda.In Origine Postato da Satyricon
Aggiungo che fu grazie alla lettura del Semerano che Zolla modificò l'iniziale orientamento indoeuropeista (ne parla in "Discesa all’Ade e resurrezione").
Altro che il De Gobineau....Otto.....
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Per il resto vorrei capire qual' è il tuo orientamento generale
visto che mi sembri un agguerrito contestatore del primato indoeuropeo.
Sarà interessante seguire l' evolversi di questa nuova interpretazione del Semerano sulle origini delle lungue moderne.
Ma non toccatemi il Sanscrito!![]()


Uno dei "punti fissi", se mi passate il termine, che compare piuttosto spesso nei libri di Guènon è la critica che egli fa ai "moderni" per l' "appropriazione" che essi hanno fatto del termine "infinito" per usarlo in matematica, e non solo.
Egli, e leggendo il suo "Principi del Calcolo Infinitesimale" si capisce il perchè, riserva il termine "infinito" esclusivamente al campo metafisico. E, d'altra parte, non penso che abbia tutti i torti: come è possibile attribuire il carattere di "infinità" a qualche cosa che è fisico, quindi "finito" per natura?
Saluti