....si chiede Pannella.
Capezzone definisce "sconcertante l'iniziativa della procura". Tutte le reazioni politiche
Durante la scorsa notte è stato arrestato, insieme ad altri 22 esponenti del 'movimento', il leader dei no global napoletani Francesco Caruso, con l'accusa di associazione sovversiva. I no global hanno subito organizzato un presidio davanti al carcere di Trani e hanno annunciato una mobilitazione permanente del movimento, per protestare contro degli arresti definiti una "vendetta politica" dopo il successo di Firenze.
L'ordinanza di arresto per le violenze a Napoli e Genova 2001
Sono durate un anno e mezzo le indagini che hanno portato ai 22 provvedimenti di reclusione disposti dalla Procura di Cosenza. Durante questi 18 mesi sono state fatte intercettazioni, pedinamenti, riprese filmate e sono state intercettate anche 60 mila e-mail.
Particolarmente voluminosa, 359 pagine, l'ordinanza di arresto. Viene contestata la volontà "di turbare l'esercizio delle funzioni del governo italiano, rendendo ingestibile l'ordine pubblico durante il Global Forum Ocse di Napoli nel mese di marzo 2001 e il vertice del G8 a Genova nel luglio 2001 organizzando e provocando scontri di numerosi manifestanti con le forze dell'ordine".
Sotto accusa anche il manuale di autodifesa realizzato da Lidia Azzarita e Francesco Caruso per la preparazione agli scontri con le forze dell'ordine. Nelle intenzioni dei No-Global, si legge nell'ordinanza del gip di Cosenza, la rete meridionale del 'Sud ribelle' doveva diventare per gli organizzatori "una vasta e pericolosa associazione sovversiva".
Le reazioni del mondo politico
Non si sono fatte attendere le reazioni e i commenti dal mondo politico: un coro di sconcerto e indignazione si alza dalle altre anime del movimento no global. Mentre Berlusconi non commenta, "non so nulla", Bertinotti ritiene di dover "lanciare l'allarme", i Ds chiedono alla Procura che sia fatta chiarezza al più presto, e il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone ha definito "sconcertante l'iniziativa della Procura".
Nonostante Capezzone abbia ricordato quanto dissenta dalle posizioni di Caruso e dei no global e contesti "il loro uso distorto e abusivo dell'espressione 'disobbedienza civile'", ha però sottolineato quanto trovi "sconcertante l'iniziativa della procura di Cosenza. Perché si ricorre alle figure dell''associazione sovversiva' e della 'cospirazione politica', anziché centrare l'attenzione su singole, specifiche violenze?", si è chiesto il segretario radicale (Vai al testo della dichiarazione).
Anche il leader radicale Marco Pannella ha espresso forti perplessità e chiesto delle risposte dalla Procura: "Siamo alle solite? Prima si arresta e poi si contesta? Gli arrestati erano stati 'avvisati'? 'Garanzia' prevista dai codici e dalla prudenza? Spero di avere subito risposta a questi interrogativi" (Vai al testo della dichiarazione).
"E' un atto molto grave sia per l'accusa che per la modalità dell'intervento, quello dell'arresto". Non ha usato mezzi termini il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti in viaggio per Bari dove terrà un incontro-dibattito. "I venti di guerra - ha sostenuto nella sua analisi - sembrano ispirare comportamenti da parte di parti di apparati dello Stato e di parte della magistratura tesi ad individuare nemici interni e a colpirli".
Bertinotti ha rivendicato la fiducia avuta nella magistratura durante la stagione di 'Mani pulite', ma questa fiducia rischia ora di venire meno: "Abbiamo avuto, da 'Mani pulite' ad oggi, - ha ricordato Bertinotti - un atteggiamento sempre molto rispettoso dell'autonomia della Magistratura, ma qui occorre gettare l'allarme".
Dura la reazione di Luca Casarini, che ha attaccato gli arresti definiti "una provocazione degli apparati repressivi" e contro cui annuncia una mobilitazione in tutta Italia con presidi davanti alle prefetture, alla questure e ai tribunali: "E' una cosa vergognosa, - ha denunciato - una provocazione degli apparati repressivi, gli stessi che hanno potuto compiere le nefandezze di Napoli e Genova, coadiuvati dalla disponibilità di un magistrato che tenta con la sua azione di fermare il movimento dei movimenti".
"Si tenta sempre di dividerci, di criminalizzarci, di terrorizzarci con lo spettro del carcere, ma - ha avvertito - non riusciranno a tapparci la bocca: Siamo tutti del Sud ribelle".
Per Vittorio Agnoletto "è evidente il significato politico di questa iniziativa che tende ad attaccare il movimento dopo il grande risultato ottenuto a Firenze con la partecipazione pacifica di un milione di persone. Allo stato attuale i reati contestati a Francesco Caruso riguardano la cospirazione politica, la propaganda e l'associazione sovversiva e l'istigazione alla disobbedienza, imputazioni che risalgono al codice fascista e per le quali potrebbero essere condannate un numero infinito di persone".
Mentre per il deputato di An Filippo Ascierto "è la dimostrazione che chi commette un reato viene punito e che l'appartenere a un movimento non garantisce l'impunità", i Ds si dicono molto preoccupati. "L'azione della Procura di Cosenza ci preoccupa enormemente: servono certezze al più presto", ha chiesto il presidente dei senatori Ds Gavino Angius.
"Nel provvedimento si citano, tra le imputazioni, - ha osservato - l'associazione al fine di sovvertire l'ordine costituito, e reati per danneggiamento e invasione di edifici. Sono cose molto diverse tra loro. L'accusa di associazione sovversiva è molto grave: la procura di Cosenza chiarisca al più presto se realmente esistono elementi per un'accusa così grave".
"Molto perplesso", si è detto il presidente Ds Massimo D'Alema commentando gli arresti al tg2. "Diciotto arresti in varie città d'Italia sono un provvedimento molto grave destinato anche ad alimentare tensione di cui, almeno dalle prime notizie, non si capisce la fondatezza".
"I reati contestati, come quello di associazione sovversiva, - ha spiegato - hanno una natura molto giuridica. Spero che la magistratura si muova con molta celerità, perché in una situazione di gravi tensioni sociali, movimenti e giovani, tensioni rese sempre più gravi anche dagli errori e dalle responsabilita' del governo, io non vorrei che iniziative improvvide aggravassero la tensione nel Paese".
Il segretario dei Ds Piero Fassino ha espresso, da Varsavia, dove si svolge un vertice del Pse, "stupore, sconcerto e preoccupazione" per gli arresti, anche se "le decisioni della magistratura vanno sempre rispettate", stupisce "la gravità delle accuse contestate sia per le misure di arresto e di restrizione della libertà che sono state prese".
La responsabile giustizia Anna Finocchiaro ha commentato: "Si tratta di reati che a mia memoria non vengono contestati da moltissimi anni". (RRFP)
da Radio radicale
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