Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Teranesia

  1. #1
    Membro
    Data Registrazione
    27 Sep 2002
    Località
    giaveno (to)
    Messaggi
    502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Teranesia

    Greg Egan, Teranesia, Fanucci (collana Solaria) 2001.


    Terminando di leggere Teranesia, dell’australiano Greg Egan, trovo conferma di una convinzione che recentemente sta radicandosi in me: non è raro che la narrativa cosiddetta “popolare” superi, in qualità, quella dei cosiddetti “romanzieri laureati”.
    Teranesia è pubblicato dai tipi della Fanucci nella collana fantascientifica Solaria, gli stessi de “La parabola del seminatore” dell’afro-americana Octavia E. Butler. Si tratta di un “romanzo d’idee”, nella migliore tradizione che unisce Conrad alle divagazioni scientifiche di Verne. Greg Egan è considerato uno scrittore di fantascienza scientifica, e pare che i suoi precedenti romanzi pecchino per eccesso d’informazioni e d’intellettualismi. Anche in Teranesia non mancano digressioni, minuziose discussioni su biologia e quantistica, sul rigore del metodo scientifico contro il pericolo new-age. Ma non è qui la forza del romanzo, bensì in una prosa accurata che riesce ad amalgamare l’interesse per la scienza con la cura psicologica dei personaggi.
    Il viaggio di Prabir nella tenebra della propria anima, dall’infanzia in un’isola apparentemente paradisiaca ma in realtà regno della sopraffazione come qualsiasi luogo lasciato all’arbitrio della natura, alla fuga e al ritorno, in età adulta, dovuto a motivazioni inconfessabili (apparentemente per proteggere la sorella Madhusree, in realtà per nascondere la convinzione d’aver ucciso i propri genitori) è descritto toccando le corde di una poesia dai toni eliotiani. L’autore non nasconde che “la vita non ha senso”, al punto di chiudere il romanzo con quest’assunto, eppure Prabir, hollow man alla ricerca di un’identità, si cala nel caos selvaggio alla disperata ricerca di un senso. Le pagine finali, nelle quali il giovane è infettato da un gene che intende usarlo per autoriprodursi, dando origine ad una specie nuova, dichiarano questa mancanza di senso. Sarà la sorella a impedire questa trasformazione che non ha nulla di finalistico. Non abbiamo un giovane che rischia di diventare un x-man, ma un corpo invaso da qualcosa che ha il fine in sé.
    Egan riesce a rendere tutto plausibile razionalmente, attraverso cognizioni di biologia che potrebbero figurare in un testo scientifico. Ma è l’ipersensibilità di Prabir a rendere grande questo romanzo, insieme con una efficace caratterizzazione dei personaggi e soprattutto dei paesaggi.
    È nel paesaggio lussureggiante che la lucida analisi di Greg Egan si evidenzia. L’insoddisfazione umana, di stampo leopardiano, prevale attraverso l’efficace rappresentazione di un dicotomico disagio esistenziale che nel paesaggio trova la sua corrispondenza. Nella Toronto del 2014, tecnologicizzata e non dissimile dalle attuali metropoli, ospitato con la sorella dalla zia Amita, Prabir è scandalizzato dalle teorie irrazionaliste che quest’ultima sostiene con piglio post-femminista, come se nell’anomia urbana che Prabir vivrà qualche anno dopo, impiegato di banca, sia istintivo anelare il caos che abbiamo ripudiato con il razionalismo. Di contro, nelle isole delle Molucche, è proprio la razionalità umana l’unico strumento possibile per dichiarare il nonsenso della mutazione in atto.

    Claudio Ughetto.

  2. #2
    a mia insaputa
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Casa mia
    Messaggi
    2,339
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Peccato che il genere,attualmente,navighi in cattive acque; prova ne sia la soppressione della sotto-serie
    "Collezione" e il cambio di rotta avvenuto a Settembre con lo stravolgimento della grafica e la decisione di inserire lavori "datati" in una collana il cui scopo principale era quello di far venire alla luce i talenti nascosti in un genere difficile come la "Sci-Fi".
    Personalmente ho apprezzato molto questa iniziativa di porsi in netto contrasto con il trend impostato da "Urania" in questo filone editoriale.
    Da un anno a questa parte ho recuperato e letto circa la metà delle uscite di Solaria e devo dire che sono pochi i libri che avrei fatto a meno di comprare; Dai due "F.A.U.S.T." a "La Divisione Cassini" a "Miliardi di tappeti di capelli","Nippon story","Noir","Viaggio di luce" ecc.
    Venendo ad Egan devo dire che è l'unico autore "Hard-Fiction" che riesco a leggere; gli altri,in genere,li butto nella rumenta (Niven in primis).
    Interessante la lettura che viene data di "Teranesia" in questo post,forse meriterebbe una rilettura ma,a mio modo di vedere,ho apprezzato molto di più i lavori precendenti forse più immaturi ma più vicini alla mia idea di fantascienza "hard".
    Egan è ostico e non vale la pena,per il grande pubblico,soffermarsi troppo a lungo nelle spiegazioni scientifiche che infila nei suoi lavori; per apprezzarlo meglio direi che è necessario accontentarsi di un'infarinatura data da una prima lettura del concetto astruso per poi proseguire nella narrazione.
    Si perderà qualcosa ma ne beneficerà la comprensione generale.
    Consiglio vivamente il suo primo libro: "Quarantine" (Ed. Nord Serie argento "La terra moltiplicata" ) e,soprattutto,il recente (in italia) "Distress" (Urania N° 1437 Aprile 2002) nei quali si possono riscontrare tutti i difetti di narrazione imputati all'autore e che,lo stesso,ha eliminato in "Teranesia" facendoci perdere,a mio parere,l'Egan più autentico.



    Se vedòm!
    Se vedòm!

  3. #3
    Omo de Panza
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    1,902
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi avete fatto venir voglia di leggerlo. Bene. saluti.

  4. #4
    Membro
    Data Registrazione
    27 Sep 2002
    Località
    giaveno (to)
    Messaggi
    502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Gatto rognoso
    Peccato che il genere,attualmente,navighi in cattive acque; prova ne sia la soppressione della sotto-serie
    "Collezione" e il cambio di rotta avvenuto a Settembre con lo stravolgimento della grafica e la decisione di inserire lavori "datati" in una collana il cui scopo principale era quello di far venire alla luce i talenti nascosti in un genere difficile come la "Sci-Fi".
    Personalmente ho apprezzato molto questa iniziativa di porsi in netto contrasto con il trend impostato da "Urania" in questo filone editoriale.
    Da un anno a questa parte ho recuperato e letto circa la metà delle uscite di Solaria e devo dire che sono pochi i libri che avrei fatto a meno di comprare; Dai due "F.A.U.S.T." a "La Divisione Cassini" a "Miliardi di tappeti di capelli","Nippon story","Noir","Viaggio di luce" ecc.
    Venendo ad Egan devo dire che è l'unico autore "Hard-Fiction" che riesco a leggere; gli altri,in genere,li butto nella rumenta (Niven in primis).
    Interessante la lettura che viene data di "Teranesia" in questo post,forse meriterebbe una rilettura ma,a mio modo di vedere,ho apprezzato molto di più i lavori precendenti forse più immaturi ma più vicini alla mia idea di fantascienza "hard".
    Egan è ostico e non vale la pena,per il grande pubblico,soffermarsi troppo a lungo nelle spiegazioni scientifiche che infila nei suoi lavori; per apprezzarlo meglio direi che è necessario accontentarsi di un'infarinatura data da una prima lettura del concetto astruso per poi proseguire nella narrazione.
    Si perderà qualcosa ma ne beneficerà la comprensione generale.
    Consiglio vivamente il suo primo libro: "Quarantine" (Ed. Nord Serie argento "La terra moltiplicata" ) e,soprattutto,il recente (in italia) "Distress" (Urania N° 1437 Aprile 2002) nei quali si possono riscontrare tutti i difetti di narrazione imputati all'autore e che,lo stesso,ha eliminato in "Teranesia" facendoci perdere,a mio parere,l'Egan più autentico.



    Se vedòm!
    Già... la soppressione di Solaria è stata una cosa che mi è dispiaciuta molto. Ora, con queste "modifiche" per me la collana non esiste più. Il bello era sia nel formato, sia nelle copertine, sia nella proposta di autori nuovi, diversi da quelli abituali del circuito "Urania".
    Anch'io ho apprezzato alcuni romanzi: Teranesia, Le parabole della Butler, Miliardi di tappeti di capelli, Un oscuro infinito, Fratello termite, Un secolo di ordinaria follia (traduzione orrenda per il titolo).
    Non sono un appassionato di fantascienza. Mi piacciono alcune suggestioni. Quindi giudico i romanzi che leggo esattamente come se dovessi giudicare degli autori "classici".
    Di Egan conosco solo Teranesia. Grazie per avermi consigliato anche gli altri, anche se temo usciranno troppo dalle mie preferenze per romanzi di stampo più esistenzialista.
    Ciao.

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito