Mi si accuserà di giustizialismo ma di fronte alla sentenza Andreotti io non riesco a stupirmi e mi stupisco di chi si sorprende. Certo, è cosa grave per la nostra Repubblica che un sette volte Presidente del consiglio sia condannato come mandante di un omicidio.
È difficile, impossibile da ammettere, perché vuol dire – e NON sarebbe giusto – condannare un’intera esperienza storica che è stata, va sempre ricordato, democratica e repubblicana.
Però… però poi capita che a Palermo i magistrati avessero riconosciuto i rapporti tra l’ex presidente e alcuni ambienti mafiosi (senza che ciò provasse una colpa penale per mancanza di prove) che Lima – le cui frequentazioni sono ben note – fosse l’uomo del presidente in Sicilia, che… che…
Nessuno gioisce quando una persona viene condannata. Nessuno. Tanto meno se si tratta di qualcuno che ha avuto responsabilità così rilevanti.
Non so se Andreotti sia colpevole. Come italiano mi auguro che la sentenza venga corretta, come democratico spero sia non una persecuzione ma un errore giudiziario. Come osservatore delle cose pubbliche qualche dubbio sulla sua innocenza lo nutro.
Non so se egli abbia responsabilità penali, come la sentenza vorrebbe far credere. Di certo, lui e una certa classe dirigente hanno responsabilità politiche non indifferenti. Hanno sottovalutato il fenomeno mafia fino a servirsene? Decine di indagini, anche parlamentari, dicono di si. Era Lima affiliato con la mafia? Era Lima l’uomo di Andreotti in Sicilia?
Il problema è che la responsabilità politica non si processa in tribunale e parte della sinistra ha in passato assai sbagliato intravedendo nella giustizia una scorciatoia per il potere (intendiamoci: non penso affatto ne sia stata l’ispiratrice, semplicemente, ha pensato di servirsene). Così si rischia di annacquare quella che resta una responsabilità.
Per concludere: è difficile immaginare che un personaggio come Andreotti sia mandante di un omicidio, ma sinceramente gradirei più sobrietà da parte di tutte le forze politiche e meno ipocrisia.
A me non riesce difficile credere nella colpevolezza dell'ex presidente. Può essere doloroso ma è così.
E trovo vergognoso che il Presidente Berlusconi, come al solito, sfrutti qualsiasi occasione per riferirsi ai suoi guai giudiziari con uno stile sinceramente più da Bar dello sport che da statista.




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