Sono stati condotti recentemente una serie di ingegnosi esperimenti sulle capacità di apprendimento e di memorizzazione dell’Octous da parte di un ricercatore Graziano Fiorito presso la Stazione Zoologica di Napoli. Un Octopus è stato messo in una vasca trasparente dalla quale poteva osservare un altro polpo che veniva addestrato a distinguere due palline della stessa forma e dimensione ma di differente colore. L’Octopus addestrato attaccava ora l’una ora l’altra delle due palline colorate, mentre l’altro osservava l’esperimento dalla vasca vicina. Poi anche l’Octopus spettatore è stato sottoposto al test e dimostrava la stessa capacità di attaccare o astenersi dall’attacco dell’Octopus addestrato anche se l’attacco non era premeditato con del cibo o punito con scosse elettriche.
Tutto ciò era stato filmato da una telecamera e si è potuto vedere che il polpo osservatore aveva seguito con il movimento degli occhi l’attivtà dell’altro polpo: aveva cioè appreso dall’altro Octopus come doveva comportarsi.Il suo comportamento era dettato da un programma genetico ma poteva essere cambiato dalle cellule nervose che avevano registrato esperienze precedenti e selezionato la sequenza di atti motori più adatti alla situazione da dover affrontare.
Uno dei meriti di questo esperimento, certamente non il solo, è quello di aver dimostrato che attività comportamentali “intelligenti” sono presenti non solo nei vertebrati, ma anche in organismi come i cefalopodi che sono comparsi centinaia di milioni di anni prima di loro.
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