Camicie verdi, da "duri" a boy scout
La Guardia Nazionale Padana va a congresso, archiviando per sempre le ronde contro i clandestini e la prostitute e sposando la linea governativa del Senatùr. "Noi siamo soldati, ci siamo adeguati".
di Gianluca Roselli
MILANO - Una volta erano i leghisti più duri, oggi hanno il cuore tenero. Parliamo della Guardia Nazionale Padana, le cosiddette "camicie verdi", che oggi tengono il secondo congresso della loro storia, al Salone degli Affreschi di Rho. Una giornata in cui circa 300 degli oltre 2.800 militanti sono chiamati a eleggere il direttorio e il presidente che, salvo sorprese, dovrebbe essere ancora Alfredo Pollini, 77 anni, ex generale dell’esercito, nonché ex comandante del Battaglione San Marco, che da due anni è alla guida della Gnp.
Tra gli ospiti attesi Mario Borghezio, il sottosegretario alla Protezione Civile Balocchi e forse anche Umberto Bossi.
Ma la vera sorpresa è scoprire che quelli che una volta erano i duri e puri del movimento, i secessionisti di ferro, gli organizzatori delle ronde contro i clandestini e la prostituzione, oggi sono diventati più buoni dei boy scout, più dolci delle Giovani Marmotte. La Gnp, infatti, ormai si dedica quasi a tempo pieno a operazioni nel campo della protezione civile, del volontariato e dell’assistenza sociale. Una svolta "morbida" voluta dallo stesso Bossi e incarnata perfettamente da Pollini che, insieme ad altre 38 camicie verdi, è tornato da poco dalle zone terremotate del Molise dopo aver passato due settimane a dare una mano ai senza tetto. "Ma i primi di dicembre ci torniamo - dice l’ex-generale - porteremo beni di prima necessità, abbigliamento e magari anche qualche giocattolo in modo che i bambini possano trascorrere un bel Natale". Insomma, tanto di cappello. Ma dove sono finite le vecchie camice verdi che, solo qualche anno fa, erano pronte a calare su Roma a un minimo gesto del Senatùr? "La secessione ormai fa parte del passato - spiega Pollini - adesso siamo al governo e stiamo realizzando la devolution: non è più tempo di continuare a fare i rivoluzionari e i barricaderi. Lo stesso Bossi tempo fa mi disse: ‘I tempi della goliardia sono finiti, ora dobbiamo essere persone quadrate’. Capisce? E le camice verdi si sono adeguati alla nuova linea. Noi siamo soldati, e il soldati al loro capo devono rispondere signorsì".
Tutto vero. Anche perché adesso i nuovi duri del movimento sono considerati i "Volontari Verdi" di Max Bastoni. Anche se molte camicie verdi si sono adeguate a malincuore alla nuova linea governativa: insomma, molti avrebbero continuato volentieri a soffiare fiato nelle trombe secessioniste. "Beh, alcuni miei ragazzi, specie quelli delle valli, hanno ancora la secessione nel cuore, ma io ho imposto la linea di Bossi. E a volte per farlo ho dovuto usare toni forti - racconta Pollini - sa, è Berlusconi che dalle nostre parti non riscuote molte simpatie. L’alleanza con colui che fino a ieri era considerato un nemico non è stata ben digerita dalla base. Ma io so benissimo che la politica è fatta così, se vuoi raggiungere i tuoi obbiettivi, devi anche accettare alleanze con antichi avversari".
Insomma, come i leghisti doc, anche le camicie verdi sembrano avere una fiducia smisurata nell'Umberto. E infatti: "Io non mi considero un leghista, ma un bossiano - continua Pollini - credo ciecamente nelle capacità politiche e nell’intuito del Senatùr, che fino ad ora le ha azzeccate tutte".
Intanto la Guardia Nazionale Padana va avanti sulla strada della solidarietà e da poco è impegnata anche sul fronte della tutela dei consumatori per stanare i truffatori e i commercianti che fanno lievitare i prezzi. Ma l’impegno più grosso rimane nel campo della protezione civile e del volontariato. "La gente di San Giuliano quando ci vedeva all’opera ci chiamava ‘gli angeli verdi’. E a questo proposito voglio dire al governo di non risparmiare sulla protezione civile, specie per quanto riguarda la prevenzione, lo studio del territorio, le attrezzature: le catastrofi non di possono evitare, ma forse prevedere sì".
Che fa, Pollini, critica il governo? "Il governo sì, ma Bossi mai…" Già, e quando Bossi deciderà di lasciare la guida del movimento? "Beh, senza Bossi la Lega smette di esistere…".
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