Il cardinale Tettamanzi

di Max Rigano

“La globalizzazione per l’uomo non l’uomo per la globalizzazione”. Queste la accorate parole che l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ha pronunciato ieri dal palco del convegno di Assolombarda a Milano, sul tema “Individualismo ed economia globale”. Parole, che hanno colpito molto i partecipanti. «Bisogna imparare a pensare global ma ad agire local, cosa cui non siamo abituati - ha detto il Cardinale - . È necessario ridiscutere i criteri dell’economia, perché è bene che tutti siano responsabili di tutti, ma bisogna anche dire no al colonialismo e sì al rispetto delle culture. Dio ci vuole una unica grande famiglia e perciò la globalizzazione va accettata come un segno divino, tuttavia bisogna saperla governare». Inoltre , ha continuato, è l’istinto etico che proclama che la fede non è contro la nuova economia però bisogna anche che essa sia umana ed umanizzante. Per questo è bene tutelare i valori locali contro una globalizzazione che «assumendo una competitività esasperata porta alle estreme conseguenze, cioè a nuove forme di emarginazione». Un monito duro quello dell’alto prelato che ha parlato in modo schietto ai convenuti tra i quali il presidente di Rcs, Cesare Romiti, il presidente di Mediaset, Confalonieri, Stefano Parisi consigliere de ilsole 24ore, Michele Perini presidente di Assolombarda. Cardinal Tettamanzi ha quindi invitato a porre un freno alla «globalizzazione senza regole invitando ad un attento discernimento. Bisogna ridurre il potere centrale - ha detto - per eludere il fenomeno, conseguente della esclusione sociale dei ceti meno abbienti. E sul mondo della comunicazione oggetto dell’incontro di ieri ha aggiunto: «La comunicazione deve avvicinare le persone per edificare un mondo in cui la libertà sia autentica; come ha detto lo stesso Pontefice Giovanni Paolo secondo nell’enciclica sollecitudo rei socialis. Fermiamo le spinte egoistiche del fenomeno globalizzazione - ha concluso - senza dimenticare di tutelare le nostre culture». Parole che , probabilmente, Umberto Bossi sottoscriverebbe.


mah!!