Un tranquillo Ramadan di paura


di Diego
Gabutti

Perché un malinteso diventa provocazione?
Perché l'Occidente avrebbe colpe in Nigeria?
Ma va condannato il "mercimonio" dei corpi?
O il vero scandalo sono i morti ammazzati?


Se ne impara ogni giorno una nuova. Oggi scopriamo che è stata una provocazione (anzi una PROVOCAZIONE) mostrare alle masse islamiche nigeriane le gambe lunghe delle bellezze al bagno in corsa per la corona di Miss Mondo.

Scopriamo che non si è trattato, badate, soltanto d'una provocazione religiosa, di un'offesa al Profeta e a un dio che notoriamente proibisce alle credenti di sculettare in mutande davanti a una giuria allupata, soprattutto in pieno ramadan (dicesi IN PIENO RAMADAN, ragazzi).

No, la festa nigeriana delle miss (non c'era una sola credente tra loro) è stato anche uno schiaffo alla miseria, allungato da quei ricchi crapuloni di cristiani (ai quali piace lustrarsi gli occhi con la vista panoramica di qualche bella gnocca mentre pasteggiano a champagne e bestemmiano dio) sul muso delle miserabili masse musulmane, che vivono nella miseria e nella disperazione (DISPERAZIONE, MISERIA) per colpa dei concorsi di bellezza imperialisti e che, una cosa tirando l'altra, si sono indignate al punto di scannare lì per lì qualche centinaio di persone prese a caso.

Che cosa dovevano fare, del resto, le masse islamiche nella loro disperazione e miseria? Starsene lì e subire in silenzio l'oltraggio? Tollerare quel circo viaggiante di donne svergognate, che non "abbassano gli occhi" né "custodiscono celate le loro intimità", come vuole Allah nella sua misericordia? Ah, no. Già troppo avevano subìto da un governo occidentalizzante che non rispetta gli aut-aut della legge islamica o sharia (anzi SHARIA) e che incoraggia l'immodestia nelle donne. Era tempo di reagire e le masse hanno doverosamente (no, diciamo meglio, HANNO DOVEROSAMENTE) reagito.

Infatti mica è colpa delle masse islamiche indigenti e disperate se ci sono scappate CENTINAIA (centinaia) di morti. È tutta colpa dell'Occidente e della sua ignoranza: l'Occidente ha osato trapiantare in Nigeria uno dei suoi immani e sciagurati pornoshop ed è per effetto di questa PROVOCAZIONE che il concorso per l'elezione di Miss Mondo si è trasformato in un tranquillo ramadan di massacro.

Donne perdute e puttanieri avrebbero dovuto darsi appuntamento a Las Vegas o nei quartieri a luci rosse di Amsterdàm. Possiamo ringraziare la sapienza e la tolleranza dell'Islam se le cose si sono fermate lì. Poteva andare molto peggio: le masse musulmane avrebbero potuto insorgere in tutto il pianeta e fare un falò di tutti i costumi da bagno. Avrebbero potuto prendere d'assalto i supermercati del mondo e lapidare senza processo tutte le commesse del reparto cosmetici. Oppure Allah avrebbe potuto intervenire di persona e incenerire per rappresaglia tutto il rimmel del pianeta.

Non è bello che in Occidente, tra tanti ignoranti, ci sia ancora qualche saggio così istruito e sapiente da distinguere la verità dalla menzogna, il fatto dall'opinione, l'informazione dalla propaganda?

È grazie a questi saggi che un centinaio d'islamisti radicali, armati fino ai denti da qualche califfato occulto, si trasformano per miracolo in "masse islamiche miserabili". Sono poche decine di tagliagole, ma il saggio, nella sua sapienza, li moltiplica come pani e pesci; e non è contento finché non diventano, con un magicabula da Mago Zurlì, MILIONI di nigeriani indigenti.

È al saggio che dobbiamo rivolgerci per sapere che la bellezza è un dono del Creatore. (Pensavamo, nella nostra ignoranza, che nei concorsi per Miss Mondo fosse anche un po' il dono dei chirurghi estetici e degli istruttori delle palestre di body building). Adesso sappiamo, sempre grazie al saggio, che l'emancipazione della donna è una battaglia che non si può vincere a colpi di culi e di tette. Si vince con la modestia, tenendo gli occhi abbassati, celando le vergogne.

Eh, sì, proprio vero. Dovremmo condannare di più il mercimonio del corpo femminile e indignarci di meno per i morti ammazzati. Ma siamo così ignoranti, ahinoi, e così irredimibili, che non veniamo presi dal desiderio di migliorarci, come sarebbe giusto. Ci viene piuttosto da ridere. Sa dio perché.