Dunque c'è il sig. Barak Hussein che sta facendo il suo bel discorso sulla riforma sanitaria negli iuessei e, ad un tratto, si sente una voce fuori campo che gli grida: "Bugiardo!"
Il Barakka si ferma interdetto e il cronista racconta che negli iuessei non è permesso interrompere Mr. The President finché parla: questioni di politically correct, spiega...
Il disturbatore, un deputato repubblicano della Camera dei Rappresentanti, si è poi scusato con il Barakka per la sua intemperanza ma siccome non ha voluto ripetere le stesse scuse in aula è stato "sanzionato" (non si sa bene come) dai suoi colleghi.
Questo ciò che accade nel Paese più libero e democratico del mondo, talmente democratico che si sente in dovere di esportare la sua democracy nel resto del pianeta.
Qui da noi, invece, dove è in vigore da 15 anni un regime autoritario e dittatoriale e la libertà di parola è compromessa, chi si permette di insultare una delle prime cariche dello Stato (uno a caso, BERLUSCONI...!) viene addirittura esaltato come un eroe e scagionato da ogni accusa.
Paese che vai usanza che trovi, dicono... Ma ci sembra evidente che 'sti quattro bburini de 'mmericani c'hanno troppo da 'mparà dai democratici italiani.




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