EMMA BONINO A FIRENZE PER LA FESTA DELLA TOSCANA DEDICATA AI DIRITTI DELLE DONNE
“DEDICO IL PREMIO ALLE DONNE CHE VOGLIONO ROMPERE IL MURO DEL SILENZIO. IN AFGHANISTAN O SULLE MUTILAZIONI DEI GENITALI FEMMINILI COME ALLE AMINA DI TUTTO IL MONDO”.
Roma, 25 novembre ’02 – Il Consiglio della Regione Toscana che quest’anno dedica ai diritti delle donne l’annuale ricorrenza della Festa della Toscana conferirà ufficialmente anche a Emma Bonino il Gonfalone d’Argento quale riconoscimento per una storia fatta di impegno morale, civile e sociale. Emma Bonino sarà premiata insieme con altre donne note a vario titolo come Simone Veil, presidente del primo parlamento europeo, l’attrice Vanessa Redgrave, Sima Smar, presidente della commissione afgana per i diritti umani ed ex Ministro per le politiche femminili.
La cerimonia di premiazione si terrà il 29 novembre alle ore 12,30 a Palazzo Panciatichi (Sala del Gonfalone – via Cavour 4). Nella giornata successiva, il 30 novembre alle ore 11, Emma Bonino terrà l’intervento di apertura della seduta solenne del Consiglio straordinario.
“Ringraziando ovviamente gli organizzatori e la regione Toscana per il premio - dice Emma Bonino – la mia partecipazione agli eventi previsti a Firenze sarà dedicata soprattutto a quelle donne che hanno deciso di organizzarsi, spesso rischiando in prima persona, per rompere quel silenzio che resta il migliore alleato delle violazioni di diritti umani”.
“Mi riferisco ad esempio – continua la Bonino - alle vittime di una tradizione terribile, quella delle mutilazioni dei genitali femminili che riguarda 130 milioni di donne a cui ogni anno si aggiungono 2 milioni di bambine o a quelle donne come la nigeriana Amina che rischiano la lapidazione per reati che riguardano i limiti posti dall’integralismo religioso alle libertà personali”.
“L’appuntamento fiorentino, infine, precede di pochi giorni il forum che abbiamo organizzato a Bruxelles il 10 e l’11 dicembre. Lì dove su iniziativa di donne africane e arabe ma non solo sarà lanciato un appello STOP FGM contro le mutilazioni dei genitali femminili. Una pratica che perdura malgrado le misure prese in molti dei Paesi interessati per cercare di eliminarle e che non ha più confini delimitati. Portare le donne al governo – anche se nella situazione che conosciamo – in Afghanistan sembrava un’utopia e invece è diventata realtà. Pensare di vincere un’altra battaglia di libertà per le donne violate nella loro integrità fisica può essere un obiettivo concreto da raggiungere.”
Wolare
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