In Cina si mangiano diecimila gatti al giorno
L'inchiesta di un quotidiano di Canton porta a galla cifre sconcertanti. L'enorme consumo di carne felina è dovuto alla convinzione che serva a combattere il freddo.
PECHINO - Che i cinesi mangiassero i gatti era cosa risaputa. Ma che ne consumassero ben diecimila in un giorno, è una novità. L'abuso di carne felina è dovuto al sopraggiungere dei rigori dell'inverno: pare che siano in molti a ritenere che un gatto in tavola faccia bene alla salute quando fa molto freddo.
Le cifre dello sterminio quotidiano sono state portate alla luce dall'inchiesta di un quotidiano di Canton, lo "Yangcheng", che si è mosso dopo aver letto un annuncio pubblicitario di un ristorante, in cui si decantavano le virtù della carne di gatto.
Il giornalista autore dell'articolo ha visitato diversi mercati del sud del paese, dove la gente mangia di tutto, nel senso letterale del termine (serpenti compresi), e ha potuto constatare come minuscoli mici siano tenuti malridotti e sofferenti in anguste gabbiette, pronti per essere venduti e cucinati. Molti esemplari vengono addirittura raccattati per la strada dai venditori, che poi li espongono sulle loro improvvisate bancarelle al prezzo di 10 yuan (1 euro e 10 centesimi) se pesano almeno tre chilli. Costano meno i magrolini: 6 yuan, cioè 70 centesimi di euro.
(27 NOVEMBRE 2002, ORE 11:47) DA IL "NUOVO"
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beh, per chi ne ha, sappiatevi regolare, dal momento che di Cinesi ne abbiamo in abbondanza




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