Tu quoque, Bruto??Originally posted by Muhaddip
..AdC! Questo si che e' parlare! Mandamene su' una in "Ammeriga" vah...presentami:"Bell'italiano imprenditore doppio cittadino americano


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Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.


dal quotidiano del "padrone""""
" il Giornale del 02/12/2002
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Il dibattito politico
«Piena fiducia nel premier ma diciamo basta ai ricatti»
Buttiglione: «Si al federalismo, ma solo dopo la modifica della Costituzione. No all'occupazione della Rai. Non ci costringano a gesti immoderati»
R.Pe.
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Roma - Oggi, salvo sorprese dell'ultim'ora, dovrebbe sciogliersi il nodo Tassone. L'ha assicurato Silvio Berlusconi in persona a Rocco Buttiglione, il quale non commenta scespirianamente «... e Berlusconi è uomo d'onore», ma si limita - si fa per dire - a definire il Cavaliere «visceralmente moderato». Mentre, sempre secondo il filosofo di Gallipoli, il viceministro per le Infrastrutture e i Trasporti al centro delle doglianze dell'Udc è «persona stimata e mite» alla quale «da oltre un anno è stato impedito materialmente di esercitare le sue deleghe per questioni, diciamo così, burocratiche».
Ma ad agitare le acque in casa dei centristi noti è il solo caso Tassone. «Vogliamo pari dignità» chiedono un po' tutti, e nelle ultime ore le assicurazioni in tal senso al centro della Cdl non sono mancate, a cominciare da quella venuta sabato sera indirettamente da Palazzo Chigi. «Quello della pari dignità è un punto fisso, una bussola della politica di Berlusconi» ha poi ribadito ieri il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti. Rocco Buttiglione ci tiene però a sottolineare che l'affare Tassone è solo uno dei tanti sassolini nella scarpa dell'Udc. «Quello è un caso evidente - dice - ma ce nesono tanti altri... mi capisce, immagino». Un altro potrebbe essere la devolution? «Certo. La voteremo al Senato ma, considerandola nella sua attuale stesura in contrasto con il Titolo V della Costituzione, chiederemo che prima del passaggio alla Camera si proceda a una riforma del Titolo V e si approvi la legge La Loggia». E il fatto che una riforma costituzionale preveda tempi decisamente non brevi, e tali in ogni caso da rischiare di far saltare i nervi a Bossi, non lo turba minimamente. «Ci metteremo il tempo che sarà necessario, ma il Titolo V va modificato, se non vogliamo correre il rischio di sfasciare lo Stato e il federalismo». Altri sassolini? C'è soltanto la scelta. Prendiamo, per esempio, il caso Rai e gli attacchi al presidente della Camera. «Noi non dobbiamo occupare militarmente la Rai - ammonisce il ministro per le Politiche comunitarie - ma garantire spazio, obiettivita', pluralismo, imparzialita' . Questa maggioranza, in sostanza, deve dimostrare di sapere fare l'arbitro. Certi attacchi piu' o meno espliciti al presidente Casini, poi, ci rendono nervosi. E a chi gli ricorda che a metterlo sulla poltrona di presidente e' stata questa maggioranza, ricordiamo che di questa maggioranza facciamo parte anche noi». E quindi che potreste uscire da questa maggioranza, o quanto meno da questo governo? «No, noi non mescoliamo le carte in tavola ma vogliamo che nemmeno gli altri le mescolino. Abbiamo piena fiducia nella capacita' di Berlusconi di ricomporre le tensioni, ma non vogliamo essere simmetrici a chi dice "o si fa cosi' o tutti a casa". E non vorremmo vederci costretti a qualche gesto immoderato».
Non fa esempi di «gesti immoderati», Buttiglione, ma invoca in un certo senso lo stato di necessita'. «Davanti ad atteggiamenti politicamente ricattatori - incalza infatti - come si reagisce? Non possiamo continuare a fare finta di niente, dobbiamo dare un alt. Anche perché sono e rimango convinto che ciò che sentiamo noi su temi come l'unità nazionale, la solidarietà, il Mezzogiorno è ciò che sente il 99,9 per cento degli elettori della Casa delle libertà». Ci sono, quindi, le premesse per una nuova richiesta di verifìca, prirna di qualche, «gesto imrnoderato»? «No, mi sembra per certi aspetti, inutile. Trovarsi per parlare è sempre utile, ma ormai i temi sul tappeto vanno affrontati e risolti».
In conclusione sorge spontanea una domanda maliziosa: non sarà che il centro della CdI per pari dignità intenda l'invito alla cena del lunedì ad Arcore, con Bossi e Tremonti? «Certo, è sgradevole chiedere a qualcuno "perché non rn'inviti?» ma ognuno è libero di fare le sue scelte. Indubbiamente, però, se risultasse che le direttive del governo vengono decise il lunedi' sera alla cena di Arcore, tanto varrebbe abolire le riunioni del Consiglio dei ministri». "
Cordiali saluti


Capisco "il quotidiano del padrone", ma perche' il suo servo ce lo posta sempre?
perchè è un giornale liberaldemcoratico, non ASSERVITO ai circoli........Debenettiani.


Dal quotidiano liberaldemocratico de "il padrone" (notare le virgolette.....detto per i KK):
" il Giornale del 03/12/2002
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La polemica nel Governo
Casini: amici ma non servili con gli alleati
Rapporti piu' sereni tra Udc e maggioranza dopo le rassicurazioni di Berlusconi. Buttiglione: mai pensato al ribaltone. Bondi (Fi): condividiamo valori e programmi
Laura Cesaretti
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"Solo i deboli confondono l'amicizia con il servilismo, che sono due concetti profondamente diversi". Il presidente della Camera, Casini, parlava ieri dei rapporti tra Usa e Italia, ad un convegno sulla sicurezza euro atlantica.
Ma il riferimento a fatti e persone dell'attualità italiana non è puramente casuale, visto che lui stesso precisa che, certo, questa massima "vale sempre nella vita", dunque anche in politica. "Il presidente Casini ha perfettamente ragione quando invita a non confondere l'amicizia con il servilismo", dice il ministro Giovanardi, che nel Cdu rappresenta l'ala delle "colombe", e che in questi giorni è stato tra i più attivi nello smorzare le polemiche con le altre forze della coalizione di governo. Amici, ma mai "servili": alla vigilia del congresso fondativo dell'Udc, la frase di Casini suona come un orgoglioso monito agli alleati della Cdl, e fornisce un'efficace sintesi dei rapporti che i centristi intendono avere con il resto della maggioranza. Rapporti in parte rasserenati, dopo le assicurazioni di Berlusconi sulla "pari dignità" di tutti gli alleati della Cdl. Rocco Buttiglione, cui venerdì toccherà la relazione introduttiva delle assise, si dice "soddisfatto" delle affermazioni del premier, che però "ora devono trovare conferma nei fatti". Nell'Udc, assicura, "nessuno vuol uscire dal governo, la fedeltà alla maggioranza non si discute. Ma non vogliamo essere messi all'angolo: sarebbe ridurre la portata del dibattito sul nostro ruolo pensare che risolta la vicenda delle deleghe governative e della devolution non ci siano altre questioni aperte". E per dimostrare che la partita non è ancora chiusa, il ministro delle Politiche europee avverte: "Uscire dal governo e poi votare il governo non dovrebbe essere visto come voglia di ribaltone, ma come voglia di far passare le proprie idee più che non l'attaccamento alla propria poltrona".
Quella di ieri è stata comunque la giornata dei ramoscelli d'ulivo, con il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, certo che il congresso dell'Udc "volerà alto", lontano dalle "minutaglie" del dibattito politico, e speranzoso che ne derivi "un rapporto più stretto tra Udc e Fi nella comune condivisione di valori e programmi che si rispecchia nella comune appartenenza al Partito popolare europeo". Il ministro La Loggia spiega: "La coalizione si regge sull'equilibrio delle parti e 1'Udc è una parte importante come le altre". Il sottosegretario centrista Baccini apprezza: "Siamo molto attenti alle dichiarazioni che vengono da persone come l'onorevole Bondi o da autorevoli esponenti di Forza Italia che dimostrano di guardare all'Udc come una risorsa e non come un problema". E si dice certo che "il nostro congresso porterà a una maggiore coesione all'interno della Casa delle Libertà. Questo, del resto, sarà uno degli argomenti principali che discuteremo".
E persino la Lega, il partito con cui gli scontri di questi mesi sono stati più cruenti, manda messaggi se non affettuosi quantomeno pacifici. "Ci mancherebbe altro che non andassimo al congresso dell'Udc, nel quale mi auguro che prevalgano il buonsenso, la coerenza con il programma e la fedeltà agli alleati", dice Alessandro Cè. Dietro le tensioni di queste settimane, secondo il capogruppo del Carroccio, c'è "il malessere" di quella parte "più conservatrice e legata al centralismo" che "pensava che l'asse Berlusconi - Bossi - Tremonti fosse merlo forte di quel che si è dimostrato". Ma nell'Udc ci sono anche autentici "riformisti, come Giovanardi e tanti altri parlamentari".
Aspra scaramuccia polemica, invece, tra Ignazio La Russa e Bruno Tabacci: il capo gruppo di An, in un'intervista al Giornale, aveva accusato l'esponente centrista di "creare tensioni" con il suo "costante ammiccamento a sinistra, a Violante e soci". Il presidente della commissione Attività produttive replica a muso duro: "Sia La Russa che io ci siamo giovati nella coalizione dei consensi prevalenti di Forza Italia, ma anche lui e i suoi amici senza i voti del centro non sarebbero stati eletti". E poi l'affondo: "Mi ricordo, e non vorrei ricordarmelo, che nella tragica pagina giustizialista del '92-'94 Violante è stato il profeta politico di La Russa e di quelli del cappio, non certo il mio". Contro replica il presidente dei deputati di An: "La scomposta reazione di Tabacci mi conferma che ho toccato un punto sensibile".
In vista delle assise, intanto, le truppe dei tre partiti (il Ccd di Casini e Follini, il Cdu di Buttiglione e Democrazia europea di D'Antoni) che daranno vita al nuovo Biancofiore si posizionano. Calogero Mannino, ex potente dc e rappresentante dell'influente ala siciliana del partito, annuncia battaglia sulla riforma elettorale: la necessità di tornare al proporzionale sarà "la questione decisiva del congresso". Domani, intanto, Gianfranco Rotondi presenterà ufficialmente la sua candidatura per la segreteria. Una candidatura quasi di bandiera, visto che l'elezione di Marco Follini è pressoché certa, ma che potrebbe servire a catalizzare e far pesare i sostenitori della linea più "filo berlusconiana", valutata attorno al 20% dei delegati e rappresentata da esponenti come Sandro Fontana e il sottosegretario alla Giustizia, Vietti. E ieri Rotondi, polemizzando con l'esponente prodiano Franco Monaco che se la prendeva con gli "infiltrati di Fi" nell'Udc, ha affermato: "I nostri disperati oppositori ormai vivono nella sola speranza del ribaltone e accorgendosi che l'Udc non ci pensa vogliono consolarsi incolpando gli infiltrati berlusconiani che inibiscono la voglia di libertà dei centristi". Ma "sappia Monaco", aggiunge Rotondi, che "di infiltrati ne troverà settanta, tanti quanti sono i parlamentari Udc. Il congresso, infatti, sta per esprimere una linea unitaria che gli lascerà decisamente poche speranze". "
Saluti liberali


non so perche' modifichi i miei messaggi, ma non hai risposto alla domanda: perche' il servo posta sempre gli articoli del giornale del padrone?Originally posted by yurj
Capisco "il quotidiano del padrone", ma perche' il suo servo ce lo posta sempre?
perch� � un giornale liberaldemcoratico, non ASSERVITO ai circoli........Debenettiani.


per istruire gli analfabeti politici servi della propria ignoranza![]()


Si e' appena aperta la stagione di caccia...Originally posted by AngelodiCentro
Quella di ieri è stata comunque la giornata dei ramoscelli d'ulivo, con il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, certo che il congresso dell'Udc "volerà alto"


...AdC: "Muhaddip sei fregato"!.....vedo che continui a metterla,ignorantemente , sul "personale"(dimenticando che la stragrande maggioranza degli elettori F.I-Lega _AN di questo forum dimostrano di non vedere bene l'UdC.)..Ma la verita'e che con un UdC di D'antoni cosi'importante ed influente..."fregati" ..,o perlomeno delusi,sono i MILIONI di italiani che avevano sperato di votare movimenti sinceramente e fortemente anti-sinistra,di riforme e rinnovamento e,nel caso di F.I.,LIBERISTI.(Che ,vorrei assicurarmi che fosse compreso,non significa ..libertari..
)..Comunque,AdC,gli ideali,quelli rimangono e non si "fregano"


Non mi dite che non vi avevo avvisato. Ma come avevo gia' detto e' tutto rimandato ai dati sul deficit, nonche' alla trimestrale di cassa per il 2003.
Se poi, con i conti gia' del tutto sballati, e rattoppati solo grazie a cartolarizzazioni (8 miliardi) e condoni, l'UE decidesse, come spero, di imporre una riduzione del debito del 4% annuo allora si avrebbe la mazzata finale e... bye bye incapaci!![]()


certo..come no...
adesso si fanno anche previsioni retropsettive ahahhahahah..
cmq se la soluzione e' quello di cambiare il marchio alle macchine fiat con quello ferrari..
Antonio