...e leggilo, va', prima di parlare..potresti cambiare idea sulle donne del commissario...![]()
...e leggilo, va', prima di parlare..potresti cambiare idea sulle donne del commissario...![]()


hai ragione, ma si fa per sostenere un minimo di contraddittorio nel thread apologetico.Originally posted by KillingTime
...e leggilo, va', prima di parlare..potresti cambiare idea sulle donne del commissario...![]()
però, tu che l'hai letto mi devi dire una cosa:
Camilleri, il "litighiamo domani" ce l'ha scritto davvero in "Amore e Fratellanza" o no?
non saprei. "amore e fratellanza" non solo non l'ho letto, ignoravo anche che esistesse. sei sicuro che sia un libro? sai com'e'...li compro una volta l'anno, quando scendo giu'...ora telefono a mio fratello e me lo faccio mandare...


E' un racconto inserito in "Gli arancini di Montalbano"
![]()
puoi ordinarlo qui
http://www.internetbookshop.it/ser/s...4469722&DB=104
e questa è una breve recensione...
http://www.cafeletterario.it/119/cafelib.htm
...ora controllo...just a moment...
...mi sono ingannato. di antologie ho "la paura" e "un mese". grazie comunque. me lo procurero'.


Ho verificato anch'io...
la fratellanza non c'entra (però era un bel titolo per l'argomento del racconto).
Si tratta di "Tocco d'artista" da "Un Mese con Montalbano"...


"Giacomo Larussa venne prosciolto, il tenente Olcese si pigliò un elogio, Nicolò Zito fece uno scoop memorabile, Salvo Montalbano festeggiò con una mangiata tale che per due giorni stette male."
Questa è la fine del racconto breve (25 pagine) intitolato "Tocco d'artista" tratto dalla raccolta "Un mese con Montalbano". Come si vede, niente litighiamo domani. In realtà niente Livia (se non per una telefonata nel cuore della notte), e la trama è piuttosto diversa: in realtà Montalbano non ha giurisdizione sul caso che è del succitato Tenente Olcese, che per tutta l'indagine non ci capisce una sega. Montalbano s'amminchia sulla facenna e conduce un'indagine parallela, e facendo fare il ruolo del "portavoce" delle cose che scopre all'amico Zito.
Alcune considerazioni.
Da un racconto di 25 pagine con uno sviluppo così abbozzato non ci fai nemmeno un trattamento di uno sceneggiato di due ore. E' chiaro che devi prendere la trama e arricchirla con dettagli e con altre storie che si intersecano. Per esempio, nello sceneggiato c'è un'altra storia che si interseca, che è quella dell'usuraio (che di certo c'è da qualche altra parte, ma ora non ricordo dove). Infatti nel pezzo che riporto su, cioè nel racconto, Giacomo Larussa viene prosciolto, mentre nello sceneggiato va in carzaro per l'assassinio dell'usuraio.
Nella fusione tra due racconti mi pare eccellente la trovata di far coincidere queste due storie (nei racconti senza alcun legame) nel modo in cui lo hanno fatto. Contemporaneamente al suicidio del fratello, e proprio quando non ne avrebbe più bisogno, Giacomo Larussa uccide l'usuraio: eccellente. Ma si può dire di più quando rintraccio il racconto da cui è presa la storia dell'usuraio.
Infine, se la memoria non mi tradisce, "Litighiamo domani", Montalbano dovrebbe averla detta in qualche libro da qualche parte, e, se la memoria mi tradisce, è assolutamente verosimile che lo potesse dire.![]()


Mi sembra giusto scardinare l'apologia (è l'unico modo che conosco per arrivare ad un minima inutilissima e sbomballata verità).
1. La struttura del giallo "poliziesco" piace perchè è sempre uguale; ci fa sentire tranquilli e sicuri, ci conforta con i sui schemi collaudati che prevedono sempre la scoperta del colpevole secondo passi sempre variati ma inevitabilmente incanalati alla soluzione finale.
Sicuro come la morte. La grande insuperabile qualità intrinseca della letteratura di genere. Una struttura narrativa in grosso modo lineare in cui puoi giocarci dentro e sconvolgerne i passaggi e gli schemi (o non farlo), spesso è all'interno di recinti solidi che si libera la creatività. Naturalmente c'è chi tratta la struttura (diciamo meglio: la necessarietà di alcuni punti base) in modo intelligente e creativo e chi non lo fa, ma questo è ovvio.
2. La gratificazione e la soddisfazione dello spettatore derivano quindi dalle rassicurazioni che solo un collaudato stereotipo può dare.
Questo è vero ma non per il poliziesco in generale, attenzione, cioè per un libro singolo. Ma solo per quello che si può chiamare il feuilleton, cioè quello che in fondo, sono le storie di Montalbano. Un po' come i fumetti, insomma, la stessa cosa. E' del tutto evidente che io in questo non ci vedo nemmeno per un attimo letteratura di serie B. Il punto è sempre lo stesso: come usi lo "strumento".
3. I gialli sono seriali (sempre gli stessi personaggi, gli stessi ambienti, i piccoli tic che ci fanno sentire a casa con Holmes, Poirot, Nero Wolfe, Maigret o Colombo)
vedi sopra: non tutti i gialli sono seriali. Diciamo che ci sono stati spesso giallisti che hanno prodotto serialità.
4. Come nel western, le donne dei "detective" nei gialli di questo tipo sono generalmente accessorie; o assenti per misoginia congenita (Holmes, Poirot, Nero Wolfe) o ex-mogli (in America)o relegate nell'ombra (la Signora Maigret, manco il nome aveva...) o infine macchiette come la moglie del Tenente Colombo.
5. Insomma dietro ogni grande "detective" NON c'è una grande donna.
Questo è provocatorio.Però in parte vero, te ne do atto. un'osservazione corretta. Ma vedi, se Livia non stesse così defilata, il Monatalbanuccio nostro non avrebbe tempo per risolvere i casi, e che diamine! Quindi che se ne stia a Boccadasse e lasci Salvuccio solo soletto a ragionare sopra i casi suoi. Epperò la figura di livia, e le figure delle altre donne in Montalbano sono eccezionali. (ho letto anche il tuo giudizio sulla moglie di Colombo, troppo banale, continuo a propendere per la provocazione
)
Quindi:
- Montalbano è uno stereotipo e piace per questo
certo! Ma non è, per fortuna solo questo. Perchè ci sono solidissime trame, belle invenzioni narrative, ottimi dialoghi, una buona creatività della lingua, un ottimo stile generale. roba buona. Che probabilmente, piace anche perchè è sempre lo stesso, come dici tu.
- "Litighiamo domani" è una cagata buona solo per lo schema classico del telefilm (il finalino anticlimax dopo lo scioglimento della tensione narrativa con la confessione del colpevole, dove uno o più protagonisti lasciano lo spettatore con il sorriso sulle labbra)
Continuo ad esser sicuro di averlo letto, ma forse era ijn un'altra occasione, in un altro momento, dove aveva maggior pregnanza, messo lì così in effetti può suggerire le cose che pensi. Ma solo, appunto, non avendo presente il personaggio Montalbano e il personaggio Livia. Decontestualizzando insomma. Nel contesto di loro due, ci sta bene.
Posso azzardare un'ultima impressione?
Tu Camilleri lo conosci più che bene...![]()


eccerto che lo conosco...Originally posted by Pentothal
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Posso azzardare un'ultima impressione?
Tu Camilleri lo conosci più che bene...![]()
solo che i miei libri li scrivo, ma poi non posso mica anche sgrufolarmi a leggerli.
Quando negli anni 60 sceneggiai la serie di Maigret, ho insistito assai per avere l'Andreina Pagnani nel ruolo della Signora Maigret (con quell'aria rassegnata e stanca, tipica moglie-che-aspetta-a-casa-con-la-cena) e in ogni puntata non mancavo mai di inserire la classica telefonata di Maigret (stasera non mi aspettare...) che poi se ne andava al bistrot con gli amici e la pipa.
Minchia se funzionò.
E di Montalbano che ne dovevo fare un quacquaraquà?
Vero uomo doveva essere e vero uomo ce lo feci.
Epperciò stronzo, stronzissimo e Livia zitta e cacata come un arancino, che quando si litiga lo decido io.
Preferibilmente domani.
tuo baciolemaniavossia
Andrea Camilleri.