MORAL SUASION. UNA LETTERA INVIATA AI RECALCITRANTI PARLAMENTARI DI AN
Devolution all'acqua di rose, firmato Fini
Quattro paginette su carta intestata del presidente di An e che iniziano così: «Carissimo, Ti invio, sperando di farTi cosa utile, alcune osservazioni sulla devoluzione».Per un giorno, Gianfranco Fini ha smesso i panni di vicepremier ed è tornato a occuparsi del suo partito, Alleanza nazionale. D'accordo con Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera, Fini ha scritto una lettera ai parlamentari di An per evitare brutte sorprese sulla devolution proposta da Umberto Bossi. Da via della Scrofa, sede di An, preferiscono dirla all'inglese, moral suasion, ma è chiaro che si tratta di una mossa che il vicepremier è stato costretto a fare per sedare i malumori di molti esponenti di destra per niente convinti della riforma costituzionale che vuole il Senatùr.
La sorpresa però è un'altra: per convincere i suoi parlamentari, Fini assicura che la «cosidetta devoluzione pare persino meno innovativa della riforma ulivista del titolo V». Sì, proprio così.Se da un lato, Umberto Bossi insiste sulla rivoluzione delle sue «undici righe» per modificare l'articolo 117 della Costituzione, dall'altro il vicepremier mette nero su bianco, in una lettera che data mercoledì 27 novembre, che la riforma di Bossi è meno federalista di quella del centrosinistra. E lo dimostra punto per punto. Partendo da un dato: «L'opposizione parla di crisi civile, di rottura dell'unità nazionale etc. In realtà si tratta di un progetto che non innova significativamente rispetto a quanto già contenuto nell'art. 117».
Su sanità e scuola, scrive Fini, lo Stato continuerà a garantire trattamenti essenziali e unità culturale, mentre «qualche problema in più, almeno in apparenza, è dato dalla polizia locale». In apparenza, perché tra interpretazioni di legge e commi non emendati, spiega sempre il vicepremier, l'ordine pubblico e la sicurezza statale rimarranno di «esclusiva competenza della legislazione statale».
E se non bastano queste spiegazioni sulla morbidezza del federalismo bossiano, allora, conclude Fini, «tieni presente che prima della devoluzione (4 letture costituzionali) sarà approvata la c.d. legge La Loggia» sull'attuazione della riforma ulivista. Come a dire: c'è tempo... Ma da An, sul federalismo, è in arrivo anche un'altra sorpresa, che sta preparando Carmelo Briguglio, responsabile del Dipartimento delle autonomie regionali: il federalismo tricolore, che concilia decentramento e unità nazionale.




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