Clima che sa di inquisizione'
'è lungi da me l'intenzione in questo scritto di giudicare o condannare l'operato che tanti fratelli stanno vivendo in questo periodo nella Chiesa, attraverso un cammino di fede chiamato Neocatecumenale. Voglio precisare che un giudizio sul movimento neo-catecumenale non può fondarsi soltanto sull'esame del testo da loro utilizzato come base e fondamento della loro formazione.
'è necessario, secondo la mia esperienza, entrare nel movimento, viverci dentro, a lungo, per scoprire quello che dai testi non appare, e che neppure i Vescovi, talvolta chiamati a partecipare a qualche celebrazione, riescono ad individuare. Ho vissuto 9 anni della mia vita con loro e uscendone ho sperimentato sulla mia pelle e sulla mia coscienza un trauma, un senso di colpa che mi ha perseguitato per ben due anni. Ho [...] anni, [...] figli, un marito [...] con orari di lavoro e responsabilità sempre varianti, per cui la stanchezza, l'impegno costante, i tartassamenti psicologici che il cammino gli imponevano, ci portavano anche a discutere animatamente: controversie, incomprensione, accuse, giudizi, ecc.
'Il periodo veramente duro, ossessionante incomincia terminata la fase preparatoria. Iniziano adunanze bisettimanali, lunghissime, fatte sempre di notte, dalle quali si ritorna a casa con la testa che ti martella come un tamburo, per le idee che vi sono state buttate dentro, che ti tolgono il respiro, che diventano causa di discussioni, di incomprensioni, di urti, di separazioni col marito o con i figli. La frattura c'è stata quando abbiamo cominciato a disertare prima l'Eucarestia del sabato sera, poi le convivenze di tre giorni fuori [...]. Dovevo lasciare [...] figli a casa, era normale per loro, poiché li considerano 'idoli', io non ho nessuno a [...] (mamma, sorelle, ecc.) 'nessuno'.
— Erano sempre 250/300.000, sul mio bilancio, pesavano!
— Senza queste convivenza, non potevo continuare il cammino e mi fu vietato il Rito della consegna del Salterio, in quanto per ricevere questo 'salterio' bisognava fare le convivenza, ascoltare la catechesi della 'Samaritana', venire esorcizzati e ricevere dal 'Presbitero' il libro delle Preghiere.
'Premetto che sono cattolica dalla nascita, vengo dall'Azione Cattolica, ho insegnato catechismo, ho, per grazia di Dio, vissuto in Parrocchia, dove cerco nelle mie possibilità, di essere di aiuto, con il [...] e con [...]; entrare in Comunità è stata una necessità che avevo di approfondire meglio la Parola di Dio, per me stessa. Di questo e solo di questo, sono loro grata, i primi anni sono stati salutari, anche perché gestiti 'tassativamente' da un Presbitero, serio e coerente alla Madre Chiesa. Ho saputo guardarmi dentro, esaminarmi, sono forse anche migliorata davanti al Signore, ma questo è opera di Dio, non della Comunità! O sbaglio?
'I cosiddetti lontani si avvicinano al Cammino, ma dalla Chiesa (quella ufficiale) continuano a starne alla larga quanto più possono. Purtroppo in queste adunanze-catechesi, che durano anni, si sparla continuamente dei preti, del Clero che in 2000 anni, non ha saputo fare molto. Questo si fa davanti anche a persone 'piccole' non solo di età ma soprattutto di fede, di capacità di interpretare il vero dal falso; questi o si scandalizzavano o stupiti seguono il giudizio negativo e finiscono con il credere che la Chiesa oggi si chiama 'Neocatecumenato'.
'Dicevo che per conoscere il movimento neo-catecumenale non basta leggere le catechesi del testo; è un conto sentire i discorsi saltuari di un maxi-catechista, ed un altro conto vivere all'interno di comunità, dove Kiko è 'Parola' da ubbidire, dove i sacerdoti non capiscono un tubo; 'si muovessero dai loro seggioloni! Uscissero dal loro Seminario, andassero in giro a offrire la propria vita come i nostri itineranti. Questa è la vera fede!'.
L'opera di indottrinamento è costante, assillante. Si ripete continuamente:
— Se esci dal Cammino esci dalla Chiesa, ti allontani da Dio; (quindi giudizio universale) lui è il mio Dio, chi può giudicarmi? Ti stai prendendo una grave responsabilità, le conseguenze ricadranno sulla tua famiglia. Alla fine si è condizionati, impauriti, incapaci di seguire gli impulsi che la ragione, ancora non completamente perduta, ogni tanto fa giungere alla volontà. Ma uscirne, diventa sempre più difficile, perché c'è il fatto traumatico e sconvolgente degli scrutini, che ad un certo punto ti coinvolge.
Ed io ho fatto due scrutini, memoriale della mia vita a voce alta, davanti a 60 persone che non hanno l'obbligo del segreto.
I Catechisti, in un clima che sa di inquisizione, ti dicono che sei davanti alla Croce, devi parlare di te, di quello che eri, dei tuoi idoli, di come e se li hai domati. E tu incominci a parlare. è una pena assistere a queste scene. L'umiliazione di chi parla... e dice le sue miserie. Ma non basta, l'interlocutore mette il dito sempre più a fondo, vuole sapere le cose più profonde; quando ho detto che la mia vita fino allora era stata vissuta per i figli e il marito, che ora cercavo di amare come un fratello in Cristo, mentre prima lo temevo un po' e ne ero dipendente, mi ha risposto: 'Tu non ami tuo marito'. Figuratevi a quel punto, il giudizio del 'Maxicatechista', il mormorio del fratelli, il marito che si fa rosso di furore. Io che mi sconvolgo fra le lacrime, il mio Parroco assisteva a mani giunte e testa abbassata, più rosso di me.
Finita la tua storia, c'è quella del fratello e della sorella.
Ed ecco:
— Chi dice di avere amanti, chi dice di aver usato la droga.
— Chi afferma davanti ai genitori, rapporti carnali non concessi.
— Chi tira fuori odii e rancori, magari sepolti da anni, verso i propri genitori, che, non presenti, neanche si possono difendere.
— Tutto è pubblico, è bello, è brutto, non lo so!?
— A qualcuno ha fatto bene, altri hanno paura e vivono la fede nell’angoscia, nel ricatto morale.
'Ma Cristo ha mai preteso questo dai peccatori che ha incontrato? La Chiesa ha mai agito così nei riguardi di chi si avvicina al Tribunale della penitenza? Con quale autorità dei semplici laici, che non conoscono la Teologia morale, vengono autorizzati a erigersi confessori dei propri fratelli, dai quali esigono una manifestazione accurata, dettagliata, di tutte le miserie della loro vita? E mentre la confessione prosegue, i partecipanti si guardano timorosi di scoprire quello che mai avevano pensato a riguardo del marito, della moglie, dei figli.
'Viene distrutta così ogni personalità, ogni fiducia. Si ingenera il sospetto, la divisione, l'odio. Si impongono, dai Catechisti, penitenze orribili, irrazionali, come condizione per rimanere nel Movimento. E dopo aver detto quanto sopra, dove avrà il coraggio di andare il povero penitente? Il gruppo diventa ormai la sua prigionia da cui non si libererà se non dopo sforzi immensi.
'Io sono tornata 'Cristiana Rozza, della Domenica', quella che, a detta di molti di loro, non serve a nulla; coloro che vanno in Chiesa senza comprendere la 'Parola di Dio' non hanno meriti, lo 'Spirito Santo' non è per tutti, ci vuole un canale sincronizzato chiamato 'Cammino Neocatecumenale'.
'A sentir loro, nessuno è obbligato, (a parole!), moralmente sei 'incatenato', sollecitano i giovani a sposarsi tra loro, (cercate le figlie d'Israele).
'Nel Movimento non si accettano comuni mortali scapoli o zitelle. O si è sposati (e la moglie o il marito devono entrare, dopo un certo periodo) o si esce dal Movimento.
C'è una catechesi asfissiante che tende a conoscere che il lavoro, la casa, i figli sono un idolo a cui bisogna saper rinunciare. Però il maxi-catechista ha la villa fra le Dolomiti, un ottimo posto di lavoro, la moglie pediatra, la casa sua a Roma, la baby sitter per i suoi 5 figli.
'Non c'è Sacramento (Matrimonio, Cresima, Comunione) che venga prima di una convivenza. Se qualcuno manca ad una convivenza, perché ha dovuto partecipare ad un Matrimonio, Cresima o Prima Comunione, viene aspramente rimproverato perché la Convivenza è superiore ad ogni Sacramento.
'Tu hai scelto il divertimento al Signore, lo hai messo al 2° posto'.
Dopo tanti anni di questo martellante indottrinamento si perde il controllo del discernimento, ogni cosa che fai hai paura di sbagliare. Ed il ricatto minaccioso è sempre sulle labbra del Catechista.
'Hai messo la tua firma sulla Bibbia della tua Comunità, non puoi tradire...'.
'Hai detto a tutti la tua Croce,... non puoi allontanarti da loro'.
'Se non metti in quel cesto, soldi, anelli, assegni, macchine, case, non puoi amare Dio, ... sei di mammona'.
'In una convivenza ad Arcinazzo, ho visto un prete di Rieti, seduto su una sedia al centro della sala. Gli è stato fatto un interrogatorio di 3° grado solo perché aveva al polso un orologio dal quale non voleva staccarsi, magari era un ricordo da quattro soldi. Per screditare un sacerdote sono venuti a parlare anche della sua masturbazione. Non aggiungo altro.
'Ecco poche cose, non per condannare, ma perché la Chiesa non si lasci prendere il sopravvento da queste persone; forse cercano Dio più di me, ma quello che conta è che la loro esuberanza, il loro fanatismo, il loro plagio, venga 'dominato' e modificato.
'Ho sentito predicare contro il fariseismo e il primo fariseo, l’ho conosciuto qua'. Questo è stato l’ultimo commento che ho fatto al mio catechista, 'tua colpa, tua colpa, tua massima colpa'. Questo è il cammino neocatecumenale? Chi sei tu? Vuoi prendere il posto di Dio?
'Lui mi ha risposto: è vero, forse siamo dei Farisei, prega per me! Soffro ancora, mi manca l'incontro settimanale con questi fratelli con i quali ho diviso gioie e paure, ai quali ho donato tante ore della mia vita (ero [...] e sempre presente) ma poiché chi si allontana è un malvagio, ora pago la 'non esistenza per loro del mio essere'. Nessuno ti chiama, ti telefona, ti fa visita, a malapena ti saluta. Questa è Carità? Questo è l'amore ai fratelli, fino alla dimensione della Croce, di cui tanto parlano e che portano come distintivo della loro appartenenza al movimento neo-catecumenale?
'Io ho sperimentato, da quando ne sono uscita, tutto il contrario.
'Guai a chi lascia il Movimento. Bisogna evitarlo completamente perché è un posseduto dal Maligno! Qualcuno, sapendo questo, continua a frequentare il Movimento, per non essere emarginato, allontanato o isolato.
'è difficile, per molti, dimenticare convivenza ed amicizie di anni, ed i condizionamenti psicologici e morali che durante questo tempo hanno subito. Conosco Sacerdoti che dal Movimento sono stati distrutti nel corpo e nello spirito! Su di loro incombono, come spade di Damocle, gli scrutini a cui sono stati sottoposti, davanti a tanti fedeli!
'I Vescovi non sanno queste cose, perché non hanno mai partecipato a questi scrutini! Forse quello che dico potrà sembrare loro una calunnia. Ma è la pura verità!
'Non ne faccio loro una colpa. Imploro per Essi lo Spirito Santo affinché li illumini su ciò che non conoscono, per il bene della Chiesa e delle anime, di cui sono stati costituiti Pastori'. (Segue la firma)
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