Quello che dici non è del tutto sbagliato, anzi.Originally posted by ZENA
Ok, parliamone. Quando leggo queste notizie mi viene il vomito a pensare che dietro la sventolata mentalità ultras, probabilmente, non c'è nulla se non un alibi rivolto a giustificare un tribalismo destinato a travolgere ogni convenuta regola di convivenza. Poi ci lamentiamo dello stato del calcio e organizziamo riunioni pensando che il "marcio" sia solo nel palazzo. L'inciviltà, per quanto mi riguarda, è marciume allo stato grezzo. Ora queste persone dovrebbero a mio parere rimborsare l'autogrill o chiunque coprirà le spese del saccheggio e della devastazione, mentre sarebbe ora che i costi del pronto soccorso, della degenza e della prognosi in seguito a lesioni da "rissa" fossero a carico del singolo e non della società. Un bel "ticket" non guasterebbe, insomma, aggiunto a tutte le altre responsabilità, civili e penali, che chi gioca a fare il guerriero deve assumersi. Personalmente mi son rotto il cazzo di veder gente che rifiuta di crescere e di sottrarsi ai teatrini della domenica. O si ripensa il concetto stesso di ultras e si fuoriesce da certe logiche, o sinceramente non vedo con quali argomenti logicamente validi si possa criticare la repressione. Aspetto le vostre invettive.
Siamo tutti d'accordo che la repressione è esagerata, ma se diamo alle autorità la scusa per applicare certe norme, la colpa di chi è?
Ho sempre sostenuto che gli ultras sono un movimento autolesionista, e ne sono convinto tuttora.
Non critico assolutamente gli scontri, questo è ovvio, ma alcuni comportamenti come quello dei romanisti ieri sera (incendiati 2 furgoni e, soprattutto, una vile sassaiola ai pullman dei giuventini) oppure i sacchi ai danni degli Autogrill, si, quelli non possono essere difesi.
Il sistema vuole farci scomparire perché siamo scomodi, e noi dobbiamo capire che più passano i giorni e più gli diamo terreno fertile su cui possono organizzare la nostra disfatta.
E' difficile trovare una soluzione a tutto ciò, probabilmente non esiste. Aspettiamo, quindi, il botto finale.




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