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Caro Zena, parli proprio con la persona sbagliata del problema basco. Preciso di non essere molto informato in questione, ma rimando ad un articolo pubblicato un po' di tempo fa su Diario, una rivista di sinistra. Magari potete trovarlo su http://www.diario.it, ad ogni modo descriveva il nazionalismo basco come una vera e propria lega nord spagnola, affermando che il fondatore di questo movimento di sana pianta ha inventato un inno, un identità culturale, un motivo di secessione e lotta, e chiedendosi da dove nasceva questa simpatia della sinistra per tali gruppi.
Ammetto però che le differenze fra Baschi e Spagnoli siano estremamente accentuate rispetto ad Italiani e "Padani"... il basco mi pare sia una delle uniche (se nn l'unica) lingua non indoeuropea dell'Europa, non può certo essere considerato un semplice dialetto!
Il "nazionalismo" padano, invece, nasce solo dall'insofferenza nei confornti di chi vive in condizioni di arretratezza per colpa di fattori storici, sconfinando nel razzismo puro andando a identificare cause di tale situazione la naturale "svolgiatezza" e la tendenza all'"accattonaggio" delle popolazioni meridionali.
Ad ogni modo vorrei rimandarti al fatto che i Baschi lottano per l'indipendenza, come i leghisti fino a 5 anni fa.... ora, asserviti a Berlusconi, celano i loro fini con belle parole come "federalismo", "regionalismo", "devoluzione", storpiandone il significato.
Infine una considerazione sulla scuola devoluta: i diplomi di scuola superiore rischiano di diventare specifici di ogni regione... immaginati che bel futuro per un ragazzo che possiede un diploma siciliano, se si dovesse trovare per qualche motivo a cercar lavoro al Nord! Le aziende esporrebbero cartelli del tipo: "cercasi diplomati lombardi", "cercasi diplomati veneti",....ma ti rendi conto di dove andremo a finire?
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Citazione:
Originally posted by soviet999
Caro Zena, parli proprio con la persona sbagliata del problema basco. Preciso di non essere molto informato in questione, ma rimando ad un articolo pubblicato un po' di tempo fa su Diario, una rivista di sinistra. Magari potete trovarlo su http://www.diario.it, ad ogni modo descriveva il nazionalismo basco come una vera e propria lega nord spagnola, affermando che il fondatore di questo movimento di sana pianta ha inventato un inno, un identità culturale, un motivo di secessione e lotta, e chiedendosi da dove nasceva questa simpatia della sinistra per tali gruppi.
Ammetto però che le differenze fra Baschi e Spagnoli siano estremamente accentuate rispetto ad Italiani e "Padani"... il basco mi pare sia una delle uniche (se nn l'unica) lingua non indoeuropea dell'Europa, non può certo essere considerato un semplice dialetto!
Il "nazionalismo" padano, invece, nasce solo dall'insofferenza nei confornti di chi vive in condizioni di arretratezza per colpa di fattori storici, sconfinando nel razzismo puro andando a identificare cause di tale situazione la naturale "svolgiatezza" e la tendenza all'"accattonaggio" delle popolazioni meridionali.
Ad ogni modo vorrei rimandarti al fatto che i Baschi lottano per l'indipendenza, come i leghisti fino a 5 anni fa.... ora, asserviti a Berlusconi, celano i loro fini con belle parole come "federalismo", "regionalismo", "devoluzione", storpiandone il significato.
Infine una considerazione sulla scuola devoluta: i diplomi di scuola superiore rischiano di diventare specifici di ogni regione... immaginati che bel futuro per un ragazzo che possiede un diploma siciliano, se si dovesse trovare per qualche motivo a cercar lavoro al Nord! Le aziende esporrebbero cartelli del tipo: "cercasi diplomati lombardi", "cercasi diplomati veneti",....ma ti rendi conto di dove andremo a finire?
Caro Soviet, permettimi di puntualizzare alcune questioni:
1) Io chiaramente auspico una riforma fiscale in senso federalista (oltrechè liberale, ma questo è un altro discorso), ma la riforma dell'articolo V parla di poteri e non di risorse. Questo aspetto verrà affrontato in seguito, e non è detto che non venga risolto come piacerebbe a voi, ossia secondo metodi fortemente redistributivi.
2) Il problema della differenza fra dialetto e lingua è una questione annosa che linguisti a voi per altro cari (Chomsky ad esempio) hanno risolto... NON DISTINGUENDO.
3) Nord e Sud hanno caratteristiche sociali e culturali diverse, che alcuni sociologi hanno identificato distinguendo la società civile sviluppatasi in Padania e il familismo a-morale radicatosi nel territorio duo-siciliano.
4) La devolution non parla di competenza esclusiva delle regioni in merito ai programmi scolastici tout court, ma parla di programmi INTEGRATIVI di interesse locale. C'è una bella differenza, non trovi? In ogni caso è auspicabile che il ragazzo siciliano non debba continuare a venire a studiare a nord, e che possa avere a disposizione università all'altezza in grado di contribuire quindi al bilancio regionale. Ma perchè, se l'università e la ricerca sono materie di competenza ministeriale, il sud non riesce ad offrire un servizio competitivo? L'ho chiesto a un ragazzo meridionale, la cui risposta è di quelle destinate a non piacerti: a nord i professori sono più responsabili e consci del proprio ruolo, a sud no: lezioni e sessioni sono assolutamente prive di puntualità e rigore. L'università è il segno della vitalità intellettuale e morale di una terra, a mio avviso. Quindi fate vobis.
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Citazione:
Originally posted by ZENA
3) Nord e Sud hanno caratteristiche sociali e culturali diverse, che alcuni sociologi hanno identificato distinguendo la società civile sviluppatasi in Padania e il familismo a-morale radicatosi nel territorio duo-siciliano.
Se questo non è palese razzismo cosa è?
I padani (?) "vivono in una società civile" mentre i...vivono nel "radicato familismo amorale".
Disgustoso!
Citazione:
4) La devolution non parla di competenza esclusiva delle regioni in merito ai programmi scolastici tout court, ma parla di programmi INTEGRATIVI di interesse locale. C'è una bella differenza, non trovi? In ogni caso è auspicabile che il ragazzo siciliano non debba continuare a venire a studiare a nord, e che possa avere a disposizione università all'altezza in grado di contribuire quindi al bilancio regionale. Ma perchè, se l'università e la ricerca sono materie di competenza ministeriale, il sud non riesce ad offrire un servizio competitivo? L'ho chiesto a un ragazzo meridionale, la cui risposta è di quelle destinate a non piacerti: a nord i professori sono più responsabili e consci del proprio ruolo, a sud no: lezioni e sessioni sono assolutamente prive di puntualità e rigore. L'università è il segno della vitalità intellettuale e morale di una terra, a mio avviso. Quindi fate vobis.
Chi le ha detto queste sciocchezze? Ricordo l'amministratore delegato della STMicroelectronics una delle più grandi multinazionali dei semiconduttori che esaltava la preparazione tecnico-scientifica del personale inmpegnato nella ricerca nel loro stabilimento di Catania.
Molti famosi ricercatori sparsi nel mondo vengono dalle università di tutta Italia Sud compreso.
Quella visione del sud povero ed ignorante è quella che vorreste avere.
La realtà è ben diversa. Il problema semmai è un altro. Chi si laurea al sud ha meno possibiltà di mettere in pratica subito le proprie esperienze se non abbandona in fretta il sud.
Ho avuto molti colleghi laureati al sud capaci e preparati che ora vivono e lavorano al nord. Tanto per smentirla!
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[QUOTE]Originally posted by il Pasquino
[B][/i]
Se questo non è palese razzismo cosa è?
I padani (?) "vivono in una società civile" mentre i...vivono nel "radicato familismo amorale".
Disgustoso!
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Questo non è razzismo, caro pasquino, per la semplice ragione che queste distinzioni sono intercorse nell'ambito di analisi sociologiche (e quindi scientifiche) sulla realtà del meridione. Se tu ti sforzi di non volere interpretare la realtà accettando che verità scomode possano insinuarsi fra le tue certezze, non è un problema mio e soprattutto non è un problema di razzismo.
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Chi le ha detto queste sciocchezze? Ricordo l'amministratore delegato della STMicroelectronics una delle più grandi multinazionali dei semiconduttori che esaltava la preparazione tecnico-scientifica del personale inmpegnato nella ricerca nel loro stabilimento di Catania.
Molti famosi ricercatori sparsi nel mondo vengono dalle università di tutta Italia Sud compreso.
Quella visione del sud povero ed ignorante è quella che vorreste avere.
La realtà è ben diversa. Il problema semmai è un altro. Chi si laurea al sud ha meno possibiltà di mettere in pratica subito le proprie esperienze se non abbandona in fretta il sud.
Ho avuto molti colleghi laureati al sud capaci e preparati che ora vivono e lavorano al nord. Tanto per smentirla!
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Queste sciocchezze me le ha dette un meridionale, e l'esodo dal sud per motivi di studio non è certo un'invenzione della Lega Nord. Se le università meridionali funzionano perfettamente perchè migliaia di ragazzi sono disposti a pagare esosi affitti a Nord pur di frequentare le università padane?? Non converrebbe come dice lei in ultimo laurearsi al sud e venire eventualmente al nord per lavorare?
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Citazione:
Originally posted by ZENA
Nord e Sud hanno caratteristiche sociali e culturali diverse, che alcuni sociologi hanno identificato distinguendo la società civile sviluppatasi in Padania e il familismo a-morale radicatosi nel territorio duo-siciliano.
Però, non esistono un nord ed un sud omogenei. E vi sono pure un centro-Italia, la Sicilia, la Sardegna.
Il modello familiare brianzolo, tutto casa e capannone non è affatto estraneo al familismo amorale, che attraversa tutta la società italiana e soprattutto il suo ceto medio.
R.
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Citazione:
Originally posted by ZENA
Ma perchè, se l'università e la ricerca sono materie di competenza ministeriale, il sud non riesce ad offrire un servizio competitivo? L'ho chiesto a un ragazzo meridionale, la cui risposta è di quelle destinate a non piacerti: a nord i professori sono più responsabili e consci del proprio ruolo, a sud no: lezioni e sessioni sono assolutamente prive di puntualità e rigore. L'università è il segno della vitalità intellettuale e morale di una terra, a mio avviso. Quindi fate vobis.
Ho frequentato l'università di Torino e direi che "serietà" e "rigore" variano molto a seconda dei corsi e dei professori. Non ha senso generalizzare. Poi è evidente, le risorse disponibili, il contesto sociale hanno il loro peso e compito della politica dovrebbe essere appunto quello di ridurre le differenze, non di constatarle e riprodurle.
R.