Inconciliabili come libertarismo e democrazia, ma questo non esclude che su alcuni punti ci si possa trovar d'accordo coi liberaldemocratici. O no?Originally posted by Claudio Ughetto
si tratta di abissi inconciliabili.


Inconciliabili come libertarismo e democrazia, ma questo non esclude che su alcuni punti ci si possa trovar d'accordo coi liberaldemocratici. O no?Originally posted by Claudio Ughetto
si tratta di abissi inconciliabili.


beh, qui solleviamo una quest¡one degna di un 3D a parte: quella della compatibilità tra libertarismo e comunitarismo (o statalismo) e quindi tra ragione individuale e ragione comunitaria.
È vero che una visione radicalmente libertaria porta logicamente alla posizione estrema esposta da claudio. Ma... è possibile, ragionevole, opportuno arrivare proprio all'estremo?
Io direi che si può ed è conveniente per tutti trovare un punto di equilibrio tra i due poli opposti. Ci sono comportamenti che avvantaggiano apparentemente un individuo, ma fanno del danno a tutta la comunità, ed alla fine ricadono inevitabilmente sull'individuo stesso.
Non rispettare sistematicamente leggi e costumi, per esempio. Non pagare le tasse e non adempiere a certi obblighi comunitari. Rifiutarsi di prendere le armi quando la patria è invasa dallo straniero. Non procreare. Emigrare portando con se una compentenza professionale vitale per la comunità, ecc...
Naturalmente si può discutere a lungo su come considerare e valutare ciascuno di questi obblighi e responsabilità, ma si dovrebbe ammettere per principio che esistono per forza dei limiti alla libertà ed all'arbitrio individuale assoluto.
parliamone pure. Io stesso sono combattuto tra tendenze libertarie e tendenze comunitarie, che non sempre riesco a conciliare con assoluta coerenza e rigore logico.


Credo che le tue difficoltà nascano dal non prendere in considerazione che le comunità più ricche e feconde non sono quelle coatte e statalizzate, ma quelle spontanee e volontarie (a partire dalla famiglia), che i libertari apprezzano e valorizzano.Originally posted by Felix
parliamone pure. Io stesso sono combattuto tra tendenze libertarie e tendenze comunitarie, che non sempre riesco a conciliare con assoluta coerenza e rigore logico. [/B]
Saluti


questo è un buon punto caro Paleo. Infatti le comunità "naturali", in primis la famiglia, ma anche il "villaggio", sono sempre preferibili a quelle formate artificialmente (stato). È dalla comunità naturale, dove l'individuo si integra spontaneamente, che bisognerebbe partire per formare comunità più complesse, qualora si ritenga che queste si debbano formare. Il discorso si sposterebbe dall'accettazione delle ragioni di comunità naturali, a quelle di comunità artificiali, sempre sottinteso che l'individuo deve trovare qualche forma di integrazione comunitaria meta-individuale per poter sopravvivere e convivere con altri.l
saluti


Non vedo per quale assurdo motivo si debba vedere come indispensabile il passaggio da societa' naturali (leggasi volontarie) a quelle artificiali (leggasi coercitive.![]()
Sa£udi serenissimi da Pippo III