Treviso, mercoledì 4 dicembre 2002, S. Giovanni Damasceno
La Tribuna di Treviso
PRIMO PIANO
«Queste parole mi feriscono»
L'amarezza di don Canuto: «Il mio è un gesto di pace»
a.p.
TREVISO. «Sono sorpreso, non mi aspettavo questa reazione a catena, con parole che mi feriscono nel mio ruolo di sacerdote: ho svolto un ruolo di mediazione, se lo avessi rifiutato sarei andato contro quanto annunciatoci dal Sommo Pontefice con il suo messaggio che ci invitava a ricercare il dialogo interreligioso».
Don Canuto Toso è alle prese con gli impegni di sempre, nella chiesetta dove vive: ma non sono giorni normali, questi. La Lega lo ha «puntato» per il ruolo di tramite, e lui, anima della Trevisani nel mondo, migranti di ieri, e ora referente diocesano per i «migrantes» di oggi, si ritrova al centro del caso Palaverde.
Don Canuto, la Lega l'accusa di farsi «sponsor» di altre religioni.
«Lettura assolutamente sbagliata, infondata. Nel messaggio il Papa scrive di "porre in atto gesti di pace" verso le altre religioni, e considero un gesto di pace aiutare gli islamici a trovare un luogo per concludere un Ramadan. Un gesto di accoglienza, in coerenza con l'indirizzo che ci sta dando il Sommo Pontefice nei suoi inteventi sui migranti»
Dunque è un suo compito di pastore della Chiesa?
«Tanto più come respsonsabile diocesano dei migrantes. La competenza per il dialogo interreligioso è di don Giuliano Vallotto, ma faccio parte della commissione, ci si aiuta reciprocamente, nessuno scavalca nessuno, del resto siamo attivi da anni in questo settore».
Il presidente della Provincioa, Zaia, da credente, auspica che lei evangelizzi, altrimenti non vede spiegazioni per il suo intervento.
«Da anni porto il messaggio pontificio nelle moschee, in chiave di dialogo, che non intacca assolutamente la mia fede. Quando mi interrogano sulle ragioni del perché siamo fratelli, io parlo ai musulmani citando Abramo e Gesù, esprimo la mia fede, e mi metto in ascolto, in un atteggiamento di apprendimento e di conoscenza di culture altre. Non dobbiamo farci le guerra».
Ci sarà domani, al Ramadan del Palaverde?
«Ho sempre partecipato, come atto di presenza».
Ora che si trova suo malgrado esposto, ha timori?
«Beh, finora non mi è successo nulla. Ripeto, non capisco queste reazioni. Da almeno 10 anni, nella Marca Trevigiana, i musulmani celebrano la fine del Ramadan. Un po' ovunque. Sono reazioni assolutamente fuori tempo».
---------------------------------------------------------
E poi si lamentano perchè le Chiese sono sempre più vuote e non ci sono più parroci.....mi spiace Guelfo, non ci siamo proprio




Rispondi Citando
