La Lega all'attacco dei Benetton sulla concessione del Palaverde per la festa del Ramadan
Accuse di essere una multinazionale mondialista ai Benetton, richieste pressanti di controlli a tappeto della polizia per scovare clandestini, pressioni sul prefetto di Treviso. La Lega veneta non ha proprio digerito che il più importante gruppo imprenditoriale del Nordest, la famiglia Benetton, abbia concesso un palasport di sua proprietà, il Palaverde di Villorba agli immigrati musulmani per la festa che conclude il mese di digiuno rituale, il Ramadan, la sera tra giovedì e venerdì. E questo proprio a Treviso, la città del sindaco razzista targato Lega Nord Giancarlo Gentilini. A gridare più forte e per primo è stato l'eurodeputato leghista Mario Borghezio il quale non si è limitato a criticare l'iniziativa ma se l'è presa direttamente con i Benetton definendoli alla stegua di «tipici esponenti mondialisti della cosiddetta cultura antirazzista veicolata in Occidente dalle multinazionali persino a fini pubblicitari». Insomma un attacco dal piglio no global che cita un non meglio precisato sfruttamento degli indios della Patagonia ma mostra di aver gradito poco soprattutto le immagini formato poster dei testimonial di colore ritratti da Oliviero Toscani. Da Ponzano Veneto gli industriali dei golfini colorati rispondono invitando Borghezio a visitare le realtà industriali del gruppo per
costruirsi un'opinione fondata su fatti concreti. E sottolineano poi, piccati, che i loro rapporti
con il sindaco di Treviso Gentilini sono sempre stati «ottimi».
Preoccupato che Borghezio continuo a rubargli la scena il senatore leghista di Treviso Piergiorgio Stiffoni si prodiga invece in interrogazioni e appelli al prefetto della città perchè passi ai raggi x documenti e impronte di tutti i partecipanti alla festa religiosa.
E tutto ciò costringe persino il governatore forzista della Regione Veneto Giancarlo Galan a spezzare una lancia in favore dei Benetton. Dice Galan scimmiottando Berlusconi che si sostituirebbe agli Agnelli che lui, al posto dei Benetton avrebbe fatto uguale. Cioè avrebbe concesso il Palaverde per il Ramadan.
Si schierano in difesa degli immigrati la Cisl, la Cgil trevigiane - «una lezione di tolleranza» - e i parlamentari della sinistra. La Rsu della fabbrica Electrolux-Zanussi di Susegana parteciperà con uno striscione un presidio di solidarietà. Mentre la Curia locale è intervenuta in favore delle celebrazioni religiose nel palasport delle polemiche.
Tutta la vicenda ha risvolti simbolici - i Benetton, la Treviso di Gentilini, la Bossi-Fini - che gli unici a capire assai poco sono i musulmani della zona, i circa mille e cinquecento marocchini, tunisini e africani che lavorano, molti di loro, da anni e anni, nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi, nella ristorazione di questa fetta di ricco Nordest. La comunità musulmana ha fatto sapere di non capire le polemiche: sono 12 anni che celebra la Festa della Rottura del digiuno e non ci sono mai stati problemi. Solo che fino a quest'anno veniva utilizzata una palestra adiacente all'ospedale. Certo, il Palaverde è più comodo, si sta più larghi. Ma che fosse un simbolo lo hanno scoperto con solo dopo.
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