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Discussione: Bossi non doveva....

  1. #1
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    Predefinito Bossi non doveva....

    ….ritrattare.

    Si discute di federalismo, “devoluzione”, competenze della amministrazioni locali, con gli schieramenti politici in confronto su questi temi, e il presidente della Repubblica interviene: “Questo sì, questo no, questo è giusto, questo è sbagliato”. Succede praticamente su ogni faccenda dell’attualità politica: Ciampi continua a dire la sua. E va bene, ma almeno sia chiaro che è la “sua”, mentre qui si sprecano dichiarazioni a destra e a manca secondo cui quel che dice il capo dello Stato rappresenterebbe l’opinione di tutti. Ma quando mai? A parte che il presidente della Repubblica dovrebbe starsene zitto su quelle questioni perfino se le sue idee rappresentassero effettivamente la “nostra” volontà di cittadini (sulle scelte di indirizzo politico decidono il Parlamento e il governo, punto e basta): ma a parte questo c’è che di fatto, proprio sui temi come l’istruzione e il federalismo, e cioè sulle faccende di cui s’è occupato Ciampi con le sue ultime strombazzate, i cittadini hanno ben dimostrato di pensarla in modo diverso.
    Almeno c’è caso che la pensino diversamente, per esempio, gli abitanti delle regioni del Nord che, definizioni a parte, un punto chiaro in testa ce l’hanno: vedere e controllare da vicino come gira la macchina dell’amministrazione, e sapere che se qualcosa non fila per il verso giusto bisogna cercare il responsabile in Regione, non in un labirinto di ministeri romani.
    Che la riforme ipotizzate da Bossi e dal centrodestra sappiano soddisfare quel desiderio di cambiamento, fortissimo in tanti cittadini, bisogna vederlo, ma di sicuro non lo decide Carlo Azeglio Ciampi. Eppure, ogni volta che questo presidente apre il becco, Palazzo Madama e Montecitorio son lì a ringraziarlo, a spedirgli gli elogi per l’ennesimo “alto richiamo”, come ha fatto ieri Pier Ferdinando Casini, che ha voluto devotamente significare all’ex banchiere Ciampi che “il Parlamento e tutto il Paese lo ringraziano per l’equilibrio istituzionale con cui interpreta autorevolmente il proprio ruolo di servizio all’Italia” (un mezzo chilo di retorica in meno no, eh?). E comunque, vada pure per il Parlamento, anche se il presidente della Camera non ha nessun potere di “rappresentarlo”, e se ci fosse un parlamentare degno del ruolo glielo farebbe notare. Ma che “tutto il Paese” ringrazi Ciampi è quel che si dice una petizione di principio. Che poi lo ringrazi “per l’equilibrio istituzionale” è una specie d’offesa (per il Paese).

    Potevi giurare sulle reazioni scandalizzate se un ministro della Repubblica avesse osato obbiettare, davanti all’ennesimo sproloquio presidenziale, che il Capo dello Stato non dovrebbe rilasciare o negare patenti di fattibilità politica a questa o quella soluzione di riforma. E infatti: “Volgare attacco!”, “Conflitto fra le Istituzioni”, “Deve dimettersi!”. Ma l’attacco lo fa il presidente ogni volta che parla a sproposito, e cioè ogni volta che pretende di orientare l’attività parlamentare. E il conflitto fra le istituzioni si crea quando chi ne rappresenta una la fa fuori dal vaso, non quando un altro, doverosamente, ne denuncia le esorbitanze. In quanto alle dimissioni, poi, dovrebbe semmai dimettersi chi sceglie, in questa occasione, di “stare al fianco” di Ciampi (è sempre Casini, con Pera in corteo), che significa stare al fianco di chi tiene una condotta di almeno improbabile compostezza costituzionale.
    Investito da quella bordata di accuse Bossi non ha abbozzato (ci mancava altro), ma non ha nemmeno, come invece avrebbe dovuto, rilanciato. Aveva due motivi per farlo. Primo, perché ha il diritto e probabilmente il dovere di tradurre in fatti le ipotesi di riforma (buone o cattive, questo è un altro discorso) su cui ha chiesto i voti. Secondo, perché avrebbe richiamato un principio purtroppo dimenticato in questo Paese: e cioè che gli italiani sono divisi proprio perché la cosiddetta “Unità della Nazione” è usata per impedire qualsiasi riforma.

    da Libero di giovedì 5 dicembre 2002.


    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    Scusate la mia ignoranza, ma quanto manca ancora alla fine del settennato di Ciampalone ?

    Fra lui e il Papa mi hanno gia' ampiamente divertito. Qui c'e' da combattere due guerre: una interna per le indispensabili riforme e una esterna per respingere l'attacco degli islamisti. C'e' bisogno di comandanti determinati ed energici, non di residuati del passato

  3. #3
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    Predefinito

    Effettivamente è quello che mi chiedo anch'io nell'infinità di cazzate che dice il MIO SEGRETARIO , questa era una invece di quelle giuste.....cosa poi avesse detto di così grave non capisco.....dire che il Presidente interferisce con i lavori parlamentari, era null'altro che la semplice e chiara verità come appunto scritto da Libero.....quei quattro democristiani e sinistri è ora che la piantino una volta per tutte e diano un'occhiata al sondaggio che ho appena postato....chissà che non si riflettano un pò su quanto devastante è il loro comportamento

  4. #4
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    Predefinito

    Originally posted by Il Condor
    Scusate la mia ignoranza, ma quanto manca ancora alla fine del settennato di Ciampalone ?

    Ciampi è stato eletto nel 1999 , nel periodo dell'omicidio D'Antona , se non sbaglio.
    Quindi il settennato finirà nel 2006.
    Le prossime Politiche saranno nel ... 2006!!! ...Ullallà... mi sa tanto che il prossimo premier e il prossimo presidente della Repubblica saranno la stessa persona!
    ...Chissà?!

  5. #5
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    Predefinito

    Originally posted by Ronald


    Ciampi è stato eletto nel 1999 , nel periodo dell'omicidio D'Antona , se non sbaglio.
    Quindi il settennato finirà nel 2006.
    Le prossime Politiche saranno nel ... 2006!!! ...Ullallà... mi sa tanto che il prossimo premier e il prossimo presidente della Repubblica saranno la stessa persona!
    ...Chissà?!


    Pero' altri 4 anni di Ciampi...

  6. #6
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    Predefinito Re: Bossi non doveva....

    Originally posted by mustang
    ….ritrattare.

    ............e se ci fosse un parlamentare degno del ruolo glielo farebbe notare. ...............
    da Libero di giovedì 5 dicembre 2002.

    saluti
    Una delle tante:

    CIAMPI. CAPEZZONE: INAUDITO L’INTERVENTISMO DEL QUIRINALE
    CIAMPI. CAPEZZONE: INAUDITO L’INTERVENTISMO DEL QUIRINALE.
    SU TUTTO, DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA, CIAMPI SI MUOVE COME UN PROTAGONISTA DELLA POLITICA. STRACCIATA LA COSTITUZIONE ALLA QUALE HA GIURATO FEDELTA’ (E CHE CONTINUA AD ELOGIARE)

    Dichiarazione di Daniele Capezzone, Segretario di Radicali italiani:

    Da Benevento, dove fa oggi tappa il tour presidenziale, il Capo dello Stato è tornato a intervenire a tutto campo, da vero e proprio Presidente del Consiglio: per elogiare la concertazione, per invitare all’unità sindacale, per suggerire al Governo una determinata scelta di politica economica.

    Ma quel che è in causa non è il merito delle cose che Ciampi dice: è il metodo, è il fatto che il Presidente, stracciando la Costituzione cui ha giurato fedeltà, continui a tracimare, a dire la sua su tutto, a contendere agli attori della politica il terreno che è loro proprio.

    Che poi il Presidente abbia concluso la sua esternazione con un elogio dello Stato di diritto (“Lo stato di diritto è fondato non sull’arbitrio del potere ma sull’impero della legge, avente come compito principale quello di garantire ai cittadini la certezza dei loro diritti”) è indice della situazione paradossale nella quale ci si trova: da una parte si fa sempre più sistematicamente carta straccia di ciò che Costituzione e leggi prescrivono, e dall’altra si fa l’elogio dei testi sacri.

    Roma, 2 ottobre 2002

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  7. #7
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    Predefinito Calma...ragazzi, eccovi una....

    ...lettura diversa sul nostro Presidente.

    Ciampi, presidente esemplare.

    Il presidente della repubblica ha da poco superato la metà del mandato settennale con pieno successo. Gli è toccato di assistere e certificare la prima vera alternanza della storia d'Italia. Ha affrontato questa situazione inusitata con intelligenza e grande stile. Grazie a lui l'Italia, come tutte le grandi democrazie, riconosce la sua continuità nella stabilità (che non significa immobilità) delle istituzioni, la sua libertà nell'avvicendamento delle forze politiche prescelte dall'elettorato alla guida del governo.
    L'indicazione che è venuta dal Quirinale per una "storia condivisa" ha appunto questo elevato significato, non certo quello dell'agiografia storiografica. In un panorama denso di tensioni esasperate, C.A.Ciampi rappresenta un momento di serenità e di equilibrio, nell'immagine popolare ha assunto la figura del nonno saggio che ne ha viste tante e sa guardare al futuro con ragionevole ottimismo. Sollecitato e tirato per la giacca perchè rinunciasse a fare da imparziale garante delle idtituzioni per scendere in campo, non ha mai dato ascolto a pressioni di parte.
    E', insomma, in una fase assai difficile della vita della nazione, l'uomo giusto al posto giusto. Se vorrà coronare questa serie di atti lodevoli con un gesto di clemenza verso detenuti che non hanno bisogno della rieducazione, a cominciare da Adriano Sofri, la gratitudine verso il suo operato sarà ancora più vasta.

    In questo momento il Quirinale, però, corre il pericolo di essere coinvolto nella resistenza al cambiamento di una rete di poteri centralizzati che per troppi anni si sono considerati i detentori della statualità.
    Quando Ciampi parla del ruolo dello Stato, naturalmente, parla di ciò che è previsto nella Costituzione e di ciò che è sentito come indispensabile dalla maggioranza della popolazione, una funzione unificatrice e rinnovatrice costruita sulla volontà democratica. Non certo dell'autotutela di posizioni e di ceti che debbono servire lo Stato, invece di servirsene.
    Tuttavia la congiura conservatrice di poteri un tempo forti cerca di piegare a proprio vantaggio le preoccupazioni di Ciampi per l'Unità nazionale, ma, si può esserne certi, senza alcuna autorizzazione.

    Giuliano Ferrara su Il Foglio di giovedì 5 dicembre

    saluti

  8. #8
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    Predefinito

    ....Sulle polemiche nate dalle dichiarazioni di Bossi...in questi giorni....ecco un documento della Segreteria Repubblicana inviato al Capo dello Stato, Azeglio Ciampi
    -----------------------------------------------------------------------------
    La solidarietà del Pri al Capo dello Stato

    Caro Presidente,

    desidero esprimerLe la solidarietà mia personale e del Partito Repubblicano Italiano per le pretestuose polemiche che sono insorte in questi giorni da parte di qualche Ministro del Governo in carica.

    La Sua costante difesa dei valori dell'unità nazionale, ai quali i repubblicani sono particolarmente sensibili, non può che riscuotere il consenso e il plauso dell'intero Paese.
    La stessa democrazia italiana è figlia ideale del Risorgimento, delle grandi figure storiche che la caratterizzarono, delle forze politiche che ad esso si ispirarono e continuano ad ispirarsi.

    Nel rinnovarLe la nostra solidarietà, riceva il più caloroso saluto.

    Francesco Nucara

    Roma, 4 dicembre 2002

    ---------------------------------------------------------------------------
    NUVOLAROSSA website

  9. #9
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    Predefinito OK! Andiamo un pò nel passato...

    "TELEKOM SERBIA - PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?".
    PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DEL LIBRO (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri): VENERDI' 15 NOVEMBRE, TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE (via Alfieri n. 15, Sala dei Presidenti al piano terra, ore 15).

    Interverranno alla presentazione:

    - l'autore del libro, Giulio Manfredi, militante radicale storico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani; segue da oltre dieci anni le vicende dell'ex-Jugoslavia, fornendo assistenza e consulenza in materia ai parlamentari radicali; lavora attualmente presso il Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte;
    - l'europarlamentare radicale Gianfranco Dell'Alba; Dell'Alba denunciò già nel giugno 1997 l'insensatezza politica ed economica della partecipazione di Telecom Italia in Telekom Serbia: 900 miliardi di lire dei contribuenti – la Telecom era ancora proprietà del Ministero del Tesoro, retto allora da Carlo Azeglio Ciampi – consegnati a Milosevic, che se ne servì per rinsaldare il suo regime traballante e per foraggiare l'operazione di pulizia etnica in Kossovo; Dell'Alba partecipò poi, assieme all'europarlamentare radicale Benedetto Della Vedova, alle assemblee degli azionisti Telecom e prese la parola, in veste di piccolo azionista, per chiedere ai dirigenti di TI di dismettere la partecipazione in Serbia;
    - il Presidente del Gruppo consiliare radicale alla Regione Piemonte, Carmelo Palma; nel novembre 1994, in pieno regime di embargo ONU alla Serbia, Palma riuscì ad impedire che una delegazione d'affari serba, in visita agli stabilimenti FIAT di Torino, fosse ricevuta dal sindaco di allora, Valentino Castellani; Palma si recò anche dal Prefetto per denunciare la presenza in città di esponenti di un regime sottoposto a isolamento dalla comunità internazionale; furono gettate allora le basi della partecipazione italiana in Telekom Serbia?

    Il libro "Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?" è stato stampato grazie al contributo dei deputati radicali al Parlamento Europeo e dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino.

    Il libro è acquistabile on-line su www.stampalternativa.it

    Torino, 13 novembre 2002

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  10. #10
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    Solidarietà o non solidarietà, resta un dato di fatto: che Ciampi è un impiccione e ci mette molto del suo a creare casini fra la maggioranza e l'opposizione, invece di stemperare contribuisce invece ad accendere il fuoco.....è ora che la pianti....

 

 
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