4 Dicembre 2002
Esternazione “folle” di Berlusconi sulla Fiat
di Federico Mercuri
Scade il 5 dicembre la moratoria concessa per le procedure di mobilità della Fiat. Prima di questa data il governo è stato invitato dalle opposizioni e dal Presidente del Senato Marcello Pera, a riferire in aula, circa la trattativa in corso e le posizioni che intende assumere al riguardo.
A rendere ancora più difficile la vicenda sono state le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Se la Fiat avesse il management giusto potrebbe superare questa crisi”, “se io fossi libero e non avessi questa responsabilità mi offrirei per prendere in mano la Fiat”, “io cancellerei il nome Fiat e, facendo un restyling superficiale di tutti i modelli, li riproporrei con il marchio Ferrari”.
Lo sconcerto è totale, anche e soprattutto nel mondo dell’industria. Il presidente di Confindustria D’Amato commenta così: “In un momento delicato come quello che sta attraversando la Fiat, momento in cui l’azienda sta affrontando una crisi importante con molta determinazione e con un piano industriale, che deve essere realizzato per poter guadagnare competitività, è molto opportuno misurare e calibrare bene qualsiasi commento, bisogna far lavorare l’azienda e il management, occorre molta cautela e saggezza”.
“Le dichiarazioni del Premier ci sorprendono molto, proprio mentre è in corso una trattativa complessa, alla quale il governo sta partecipando in veste di mediatore: appaiono del tutto incomprensibili e fuori luogo”. Così è scritto nel comunicato dell’azienda in risposta alle dichiarazioni del Premier.
Sono “presuntuosi, inopportuni e controproducenti” dichiara Piero Fassino, segretario dei Ds, i giudizi di Berlusconi sulla Fiat, “in un momento in cui si sta realizzando un difficile negoziato tra l’azienda e le organizzazioni sindacali”. Il Governo “naviga senza bussola” e il caso Fiat “è emblematico”. Non solo il governo non ha una “politica industriale con cui sostenere le aziende come la Fiat che sono in crisi”, ma l’Italia rischia di “battere sugli scogli” dal momento che “siamo guidati da un nocchiero che non è estraneo alla categoria della megalomania”.
Il centrodestra aveva promesso “un governo ad alto tasso di decisionismo”, ma Berlusconi, continua Fassino, dovrebbe pensare a “fare il Presidente del Consiglio, cosa che non gli riesce troppo bene, anziché sostituirsi ai dirigenti della Fiat”. Un chiaro appello del segretario dei Ds a fare ognuno il proprio mestiere, senza inutili sovrapposizioni e polemiche, che non aiutano a risolvere una situazione così complessa e delicata.




Rispondi Citando
