Dal CorSera...
" Corriere della Sera del 02/12/2002
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I poteri alle regioni
«Avanti con la devolution senza incertezze»
Berlusconi: allarmismo inutile per responsabilità della sinistra. L'Ulivo: nel governo pesa troppo la posizione di Bossi
F. Sa.
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ROMA - La maggioranza va avanti sulla devolution. L'esame del disegno di legge riprenderà domani pomeriggio al Senato, il voto è atteso per mercoledì. Non accolte quindi le richieste dell'opposizione che pretendeva il «congelamento» del progetto di Bossi per aprire il dialogo sulle riforme . Dopo il no di Fini e Maroni, arriva anche la conferma di Berlusconi. IL PREMIER - Secondo il presidente del Consiglio sulla devolution, all'interno della maggioranza e del governo, «non solo non esiste materia del contendere, ma non c'è stata mai alcuna incertezza». Insomma, «tutto questo allarmismo è responsabilità della sinistra». « La devoluzione alle Regioni in materia di sanità e scuola - aggiunge il premier - rappresenta un passo avanti per migliorare il funzionamento e la possibilità di controllo dei cittadini». Basta guardare al «vicino esempio dei Cantoni svizzeri e dei «Lander tedeschi». Quanto alla polizia locale, «si tratta di riconoscere semplicemente alle Regioni la facoltà di regolamentare meglio le polizie municipali già esistenti». Il capo del governo sfiora anche il problema del Titolo V della Costituzione «così frettolosamente approvato dal precedente governo», riforma che «richiederà una riflessione collettiva e una rivisitazione». Perché «le competenze concorrenti di Stato e Regioni su molte materie sono da trasformare in competenze esclusive dell'uno o dell'altro ».
DA DESTRA E SINISTRA - Il leader della Margherita Francesco Rutelli, assicura che l'Ulivo è pronto al dialogo, «purché non si metta la coda davanti alla testa». «Il problema - aggiunge - è che la posizione di Bossi sulla devolution sta pesando troppo. Noi siamo disponibili a discutere del federalismo e dell'attuazione del Titolo V della Costituzione, ma mettendo nell'ordine giusto le cose: la legge La Loggia, il buon funzionamento del regionalismo, la devoluzione dei poteri».
Per il vicepresidente del Senato Domenico Fisichella, uno dei fondatori di An, la cosa giusta da fare sarebbe quella di «congelare la devolution e modificare la riforma del Titolo V della Costituzione cancellando quell'articolo che spezzetta la Repubblica e reintroducendo il concetto di interesse nazionale». Ma Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio e leader di Alleanza nazionale, la sua scelta l'ha già fatta respingendo la proposta del segretario dei Ds Piero Fassino di congelare il ddl e invitando i senatori di An a votare «sì» al disegno di legge. Dal canto suo, Francesco Speroni, capo di gabinetto del ministro delle Riforme Umberto Bossi, ribadisce la posizione della Lega: «Il provvedimento non si tocca» .
NELL'UDC - La devolution sarà «completata non congelata» afferma il presidente dei senatori Udc Francesco D'Onofrio che è stato relatore in commissione Affari costituzionali. Quindi, «ha fatto bene Fini» a respingere l'offerta di Fassino e Rutelli, perché «è un provvedimento del governo e come tale va approvato al Senato, ben sapendo che alla Camera dovrà essere completato con l'articolo 117 o con il Titolo V». Ma il suo collega di partito Bruno Tabacci la pensa diversamente: «Il testo della devolution dovrebbe già essere corretto al Senato. Se poi non sarà possibile lo faremo alla Camera...». «La questione - aggiunge il presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio - investe anche alcune riforme introdotte dal centrosinistra nella scorsa legislatura. Ci sono delle cose che non vanno, ad esempio le reti di distribuzione dell'energia elettrica che vengono affidate alle Regioni. Fare 20 reti regionali sarebbe ridicolo. Dobbiamo stare in Europa con una visione nazionale dei problemi dell'energia».
Secondo Donato Robilotta, esponente del Nuovo Psi ed assessore della Regione Lazio, per costruire un moderno Stato federalista ci vorrebbero «da subito la Camera delle Regioni, il presidenzialismo e il federalismo fiscale». "
Saluti liberali




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