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    Predefinito Azione di governo : devolution o contro-devolution ?

    Il dubbio nasce dal fatto che la riforma costituzionale dell'Ulivo (e sono già passati quasi due anni...) ha innescato un fortissimo contenzioso Stato-Regioni , sul quale ovviamente i media della Lega hanno taciuto per ovvi motivi di opportunità - essendo la Lega un partito che sta al governo , cioè allo Stato

    Bene , la devolution del Polo si pone lo scopo di precisare meglio la distribuzione delle competenze al fine di ridurre le possibilità di contenzioso. Ora , astrattamente parlando il fine è lodevole , ma... c'è un ma : in che direzione sarà fissato il nuovo "confine" ?

    In proposito vi invito a saltare , se non avete voglia di leggerlo tutto , alle ultime righe dell'articolo qui sotto riportato , e in particolare alla frase che mi ha fatto scattare il campanello d'allarme : - " il centralismo è servito" . Conoscendo il Bossi mi aspetto di tutto , tanto ai militanti gliela si rigira come si vuole ...

    Con buona pace del parco-buoi in camicia verde

    La Stampa del 2-4-2003

    ROMA

    L´obiettivo, per dirla con il segretario dell'Udc Marco Follini, era «annegare la devolution in un mare di buon senso istituzionale». In sostanza si trattava di farla confluire nella riforma del Titolo V della Costituzione. E così alla fine è stato, dopo un lungo braccio di ferro nella maggioranza. Il compromesso nella Casa delle libertà prevede anche una clausola di salvaguardia «dell'interesse nazionale». Il testo, definito dal laboratorio del centrodestra «Officina» e che sarà discusso e approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, scioglie il nodo delle 22 competenze concorrenti tra Stato e Regioni previste dalla riforma dell´Ulivo e che avevano sollevato una miriade di conflitti dinanzi alla Corte Costituzionale. Il nuovo articolo 117 afferma che «lo Stato garantisce la tutela dei diritti e il rispetto dei doveri sanciti dalla parte prima della Costituzione». Dopodiché si enunciano le competenze legislative esclusive, prima dello Stato, e poi delle Regioni. Ma nel definire queste ultime, viene inserita la clausola «salva Italia», un punto sul quale hanno sempre insistito An e Udc: «Nel rispetto dell'interesse nazionale le Regioni esercitano la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie». Allo Stato rimarrà la competenza esclusiva per quanto riguarda le relazioni internazionali, la propria organizzazione (come bilancio federale, leggi elettorali), e una serie di materie in blocco (come la definizione dei codici penali e civili). Su altre materie la competenza dello Stato riguarderà i principi, mentre alle Regioni spetterà la competenze dell'organizzazione amministrativa. Per esempio, spiega il capogruppo al Senato Nania, «la Salute, con la garanzia dei livelli minimi di assistenza, spetterà allo Stato, mentre la Sanità, cioè l'organizzazione dell'assistenza sul territorio, spetterà alle Regioni». Così come Roma continuerà a dettare i principi generali su istruzione, sanità, tutela ambientale, beni culturali, tutela delle concorrenza e comunicazioni. Analogo il discorso per le infrastrutture: quelle di interesse nazionale, come il Ponte di Messina, o le grandi assi autostradali spetteranno allo Stato, mentre toccherà alle Regioni la competenza sulle autostrade di interesse territoriale. «Insomma - osserva D'Onofrio - a Roma rimarranno le competenze esclusive dei cinque ministeri fondamentali: Esteri, Difesa, Interni, Giustizia e Economia». L'unico interrogativo rimasto in sospeso, e sul quale potrebbero aprirsi nuovi scontri politici nella maggioranza, resta il federalismo fiscale. «Questo è un tema ancora tutto da discutere», ha detto D´Onofrio ad un seminario dell´Udc nel quale i centristi hanno espresso la loro soddisfazione per avere «moderato» le spinte leghiste. Al punto che lo stesso D´Onofrio ha precisato che il testo non è stato scritto «sotto dettatura di Bossi. Del resto, ha sottolineato Follini, sulla devolution «si giocava l'anima del partito contrario al centralismo regionale e alla verticalizzazione del potere». Bruno Tabacci ha invece parlato di una deriva presidenzialista che è in contrasto con la funzione dei partiti: «Ci stiamo facendo abbagliare dal leaderismo. Con questa deriva presidenzialista è inutile scaldarsi tanto per il federalismo». L´opposizione invece attacca la riforma del centrodestra. Per Gianclaudio Bressa della Margherita «il centralismo è servito: viene rovesciata la logica della riforma del titolo V fatta dai governi dell'Ulivo».

  2. #2
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    Predefinito

    Beh.....se è per questo un assaggio l'avevamo già avuto con la centralizzazione da parte di quel bischero di ministro all'agricoltura che ha riportato sotto il ministero i forestali cosa che con la riforma dell'ulivo dovevano passare alle regioni....tengo cme a precisare che la lega in questo ha fatto una forte opposizione insieme anche alle regioni Veneto e Lombardia.....ma purtroppo.....è andata come è andata

 

 

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