«Sono convinto che tutti i papi che hanno promosso le Crociate si stanno rivoltando nella tomba». Il sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, è intervenuto nella polemica in corso da tempo a Vittorio Veneto per il tentativo di trasformare un ex magazzino in moschea. Tentativo al quale si oppone l'amministrazione comunale (guidata da un sindaco leghista) ma visto invece con favore dal vescovo di Vittorio Veneto Antonio Magarotto. Gentilini ha detto di ritenere che le autorità ecclesiastiche debbano «fare un ripensamento» ed ha invitato «il Papa attuale e le gerarchie della Chiesa a pensare agli interventi dei loro predecessori, necessari allora come oggi - ha aggiunto - perché l’Islam è una religione di prevaricazione e di superiorità, molto diversa dalla nostra, basata sul perdono e sulla tolleranza». «Quando sei attaccato - ha detto ancora Gentilini - ti devi difendere». La vicenda alla quale il sindaco di Treviso di riferisce riguarda la richiesta rivolta al Comune di Vittorio Veneto dai titolari di un mobilificio per poter trasformare un ex magazzino, ceduto ad un’associazione islamica, in sede di un centro culturale. L’amministrazione un anno fa aveva negato il cambio di destinazione d’uso dell’immobile e contemporaneamente era stata avviata una petizione popolare contro l’insediamento di una moschea. L’azienda si era quindi rivolta al Tar del Veneto che pochi giorni fa, ha annullato il parere negativo del Comune, spianando la strada alla realizzazione del progetto. Il giorno dopo, però, il sindaco ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato, procedura che dovrebbe riazzerare le procedure. A far suscitare la reazione di Gentilini sono state le espressioni della chiesa locale e, in particolare, del vescovo. Per Gentilini bisogna che non intervengano preti o cardinali perché il compito di un sacerdote dovrebbe essere quello di «coagulare tutte le varie idee nell’interesse della concordia, non di scatenare nuove guerre di religione».