La denuncia dell’on. Ercole: viene praticata dal 42% dei medici

«L’eutanasia è un reato e come tale deve essere trattato. La pietas nei confronti dei pazienti deve tradursi nell’assistenza medica, nella terapia del dolore, non certo staccando la spina». Cesare Ercole ha replicato così al ministro della Salute, Girolamo Sirchia al quale la Lega Nord ha rivolto un’interrogazione che prende spunto da una ricerca sulla diffusione dell’eutanasia, condotta dal centro di bioetica dell’Università di Milano.
«Risulta che il 3,6% di medici ha praticato - dice Ercole - l’eutanasia attiva, che il 38,6% dice di aver effettuato la sospensione delle cure almeno una volta e che il 42% dei medici fa spesso ricorso all’eutanasia passiva. In nessuna caso di eutanasia l’atto del medico è stato riportato sulla cartella clinica». «L’eutanasia è un omicidio volontario - aggiunge Ercole, che ha definito esauriente la risposta del ministro - e ci trova d'accordo, dunque, il ricorso all’intervento della magistratura annunciato dal ministro Sirchia. Non possono essere impuniti medici che violano il codice penale e quello deontologico. Riteniamo necessaria, oltre all’azione repressiva, anche una propositiva che definisca i diritti e i doveri di medici e pazienti».