DA IL NUOVO
Casarini fermato a Copenaghen
Il leader dei Disobbedienti è in stato di detenzione nella capitale danese che ospita il vertice sull'allargamento. Con lui fermati altri sette italiani
COPENAGHEN - I Disobbedienti sbarcano a Copenaghen per il vertice sull'allargamento Ue , ma anche fuori dai confini italiani incorrono nei guai con le forze dell'ordine. Il leader dei contestatori no-global del nord, Luca Casarini, è stato fermato con altri sette italiani, compresa una donna: tra loro Max Gallob, padovano, portavoce del centro sociale "Pedro", Michele Valentini, veneziano, portavoce del centro sociale "Rivolta" di Marghera. Con loro, inoltre, il padovano Riccardo Varotto e il romano Paolo Do. Tutti sono ora in stato di detenzione. I compagni di Casarini confermano: ''Ne sonon stati fernati sei dei nostri, ma sappiamo che altri due italiani sono stati arrestati in altre circostanze, di cui non abbiamo notizie''. Secondo quanto riferito da Radio Sherwood, che all'alba di oggi ha sentito Casarini, con loro ci sarebbero altri tre francesi. Tutti sono ora in stato di detenzione.
Un portavoce della polizia danese ha confermato la notizia. Le forze dell'ordine danesi non hanno però voluto fornire i nomi dei quattro arrestati, che sono stati resi noti, invece, dal movimento dei Disobbedienti. I quattro sono stati fermati “perché si sono rifiutati di fornire le proprie generalità” agli agenti. Secondo la Farnesina, poi è nato ''un piccolo diverbio''. La polizia non ha voluto rivelare dove si trovano in questo momento i detenuti e quando saranno rilasciati. “Ora si accerterà chi sono e se hanno fatto qualcosa – riferisce un portavoce della polizia -. Se ci sono altri addebiti, saranno multati e poi rilasciati”.
Nel frattempo - riferiscono fonti della Farnesina - è intervenuta l' ambasciata italiana a Copenaghen, che sta seguendo da vicino la vicenda, per ''verificare le modalità del fermo'' e le ''possibilità che vi si ponga termine''.
Intanto tutto è pronto per la protesta: i Disobbedienti stanno organizzando una manifestazione di protesta davanti al consolato danese a Venezia e un sit in davanti all'ambasciata danese a Roma. "Quelli effettuati a Copenaghen - spiega Wilma Mazza, portavoce di radio Sherwood - hanno tutto il sapore di arresti a scopo preventivo. E' un fatto gravissimo perché quando si tratta di votare siamo cittadini europei mentre quando si tratta di protestare siamo persone ha incarcerare".
In un documento, diffuso dal movimento, i Disobbedienti parlano di azione che ha il sapore della vendetta e lamentano la mancanza di libertà nel manifestare.
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FREIHEIT




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