Sul 3-0 per i rossoneri, Palanca è costretto a mandare tutti negli spogliatoi per i tafferugli scoppiati in curva Maratona tra "tifosi" e polizia.
Torino-Milan, brutto destino. L'arbitro Palanca è costretto a sospenderla dopo 19 minuti nel secondo tempo, con i rossoneri in vantaggio 3-0. Dopo la rete di Inzaghi e dopo il secondo gol di Seedorf, è esplosa la rabbia di una manciata di tifosi che occupa la curva Maratona. Al terzo, ancora dell'olandese, si sfiora l'invasione di campo, con l'inevitabile lancio di lacrimogeni da parte della polizia. Con l'aria diventuta irrespirabile anche sul terreno di gioco, il direttore di gara spedisce tutti negli spogliatoi per prendere una decisione definitiva che non tarda ad arrivare.Palanca, successivamente effettua un paio di sopralluoghi per verificare se ci sono i presupposti per riprendere la gara, ma diventa inevitabile la sospensione definitiva. Per i granata si tratta di una ulteriore tegola, perché oltre alla sconfitta arriverà la squalifica del Delle Alpi per più giornate (il precedente di Como insegna).
Cosa dire di una partita rovinata dai soliti noti imbecilli? L'idea di Ulivieri era tutto sommato interessante: una sorta di 4-4-2, con il talentuoso Marinelli alle spalle di Franco, mentre Ancelotti modificava solo in difesa, dovendo sostituire l'influenzato Nesta con Costacurta. Con Redondo in mezzo al campo, ha schierato Rui Costa e Serginho a supporto di Inzaghi che andava in gol subito. Esemplare l'azione del vantaggio, perché dimostra quanto Serginho sia importante per il gioco dei rossoneri: fuga sulla sinistra, grande apertura sulla destra per Maldini che regalava a Superpippo una palla al bacio. Il Torino cercava di impedire alla fonte il possesso di palla rossonero, ma la fragilità, si sa, è il suo principale problema. Poi sono arrivati il raddoppio di Seedorf su perfetta punizione dal limite e il bis dell'olandese con ubriacante dribbling, su assist di Redondo. A conti fatti il Milan aveva totalizzato nel primo tempo quindici azioni di attacco, tre delle quali trasformati in gol, senza dimenticare una chiara occasione a testa per, sempre loro, Inzaghi e Seedorf.Poi la follia in curva Maratona e la giusta decisione di Palanca di chiudere il discorso. Il Milan in ogni caso vince, lo sport decisamente perde. E il Torino? Un quasi definitivo addio alla serie A e un futuro da non augurare a nessuno..
Il tabellino di Torino-Milan
TORINO-MILAN sospesa al 19' del s.t. sul punteggio di 3-0 pe i rossoneri
MARCATORI: 2' pt Inzaghi, 43', 48' pt Seedorf.
TORINO (4-4-1-1): Manninger; Comotto, Delli Carri, Fattori (17'st Donati), Mezzano; De Ascentis, Conticchio (1'st Sommese), Vergassola, Castellini; Marinelli, Franco (Sorrentino, Lucarelli, Ferrante, Lopez, Mantovani) All. Ulivieri.
MILAN (4-3-2-1): Dida; Simic, Costavurta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Redondo, Seedorf, Serginho 6.5 (16'st Brocchi); Rui Costa; Inzaghi (Fiori, Rivaldo, Tomasson, Pirlo, Laursen, Dalla Bona). All. Ancelotti.
ARBITRO: Palanca di Roma.
NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 12.000 circa. Angoli 4-2 per il Torino. Ammoniti Delli Carri. Recupero primo tempo 3'.
Galliani: "Mi cadono le braccia"
Il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, è avvilito: "Mi cadono le braccia, sono demoralizzatissimo e molto scosso. Queste cose succedono solo in Italia - ha dichiarato Galliani - in Spagna non è così, in Inghilterra ci sono squadre che sono retrocesse fra gli applausi dei loro tifosi. Non faccio il sociologo, non so perché da noi accadono certe cose, ma il vero problema del nostro calcio è questo. Dopo il decreto legge varato ieri, di più il governo non può fare. Stasera ho visto ragazzi che cercavano di sfondare tutto, di distruggere, di colpire e di fare del male. Sono scosso, e mi chiedo cosa ci sia nelle loro teste. Forse in questi incidenti c'era qualcosa di preordinato. Oltretutto, in campo nulla è successo per poter giustificare un comportamento del genere". Critiche anche nei confronti degli addetti ai lavori: "Ci sono colpe fra i presidenti e in certi mezzi di comunicazione che ad arte alimentano le polemiche. Lo stesso fa qualche allenatore. La parte più pulita sono i giocatori, in campo non si sono viste scene. Sul perché di tutto questo qualche idea ce l'ho, ma non la dico perché scatenerei altre polemiche...Quando si va avanti una settimana a disquisire su un rigore non dato o un fallo di mano se era da rigore o meno, questo fa sì che poi la gente vada allo stadio troppo carica, e per creare problemi. Il governo ha fatto la sua parte, ora tocca a noi, ne parleremo alla prossima assemblea di lega, per fare qualcosa. Tutti dobbiamo assumerci le nostre colpe, io lo faccio per primo".
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