La pagliacciata della "Commissione Mitrokhin" continua a produrre un discreto casino.
Stavolta nell' occhio del ciclone è finito direttamente il presidente di detta Commissione, Paolo Guzzanti, e ben gli sta.
Lo scandalo è esploso dopo l' audizione segretissima (non era stato ripresa neppure dalle telecamere a circuito chiuso della Camera per precauzione) del colonnello Domenico Faraone, uno degli ufficiali del Sismi tuttora in servizio che per primo aveva indagato sul dossier trasmesso dagli 007 inglesi.
Ebbene, il giorno successivo, sul "Giornale" di Berlusconi, di cui Guzzanti continua ad essere vice-direttore, compare- unico in tutta Italia- un' articolessa con una ricostruzione minuziosa della seduta "segretissima". Inoltre, accanto alla prima articolessa, compare un' altra articolessa scritta da Guzzanti in persona, che pretende di esporre le sue considerazioni sui lavori della "Mitrokhin" da "normale cittadino".
La cosa più buffa è che la fuga di notizie potrebbe avere anche un' implicazione giudiziaria: in teoria il presidente Guzzanti avrebbe il diritto/dovere di presentare una denuncia alla procura di Roma. Ma contro chi? Contro ignoti o contro se stesso? La vicenda potrebbe insomma addirittura fornire lo spunto per uno sketch comico ai figli del presidente, Sabina e Corrado.
Nel frattempo si viene a sapere che la distruzione di alcune schede del dossier, di cui i commissari del Polo hanno dato annuncio a gran voce, è un' altra bufala. Nel senso che al macero sono finiti documenti riguardanti persone che, dall' esito delle indagini, sono risultate del tutto estranee alla vicenda. Si è trattato di una normale procedura, volta a tutelare la privacy dei cittadini.




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