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  1. #1
    "Il Ventennio"
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    Predefinito la lega: vero movimento fascista anni 2000!

    è brutto riconoscere che la storia e la quotidianità ogni tanto danno delle solenni mazzate ai partiti tradizionali!!
    La fiamma??? forza nueva???
    ma quale fascismo?
    Il vero movimento fascista e riformista contro tutti gli schemi è la lega!!!
    E guarda caso incomincia proprio dove il fascismo cadde miseramente:
    dalla repubblica sociale italiana!!
    oggi ribattezzata pdania..o anche repubblica federale del nord!!!

    Allora fascisti da operetta?
    sveglia il frutto è maturo..manca solo la decima mas...oggi chiamata GNP (camicie verdi) e il gioco è fatto!!!
    voi dove state???
    con Caruso e soci???
    ehehehehheeehhehehe
    la storia vi sorpassa sempre...sempre, sempre....

  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito


    Cin cin! un altro giro anche per me?

  3. #3
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    Predefinito Re: la lega: vero movimento fascista anni 2000!

    Originally posted by "Il Ventennio"
    e il gioco è fatto!!!
    voi dove state???
    con Caruso e soci???
    ehehehehheeehhehehe
    la storia vi sorpassa sempre...sempre, sempre....

    a me risulta che a Nizza nel 2000, Bossi promise la partecipazione dei leghisti alle manifestazioni dei no-global.....

  4. #4
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Giuseppe Spadaro: «Il fascismo, crocevia della modernità».

    Gli errori storici della Chiesa cattolica

    Davanti le Telecamere di ParvapoliS Giuseppe Spadaro, uno degli intellettuali più autorevoli ed apprezzati della destra sociale italiana. Spadaro è famoso anche e soprattutto per un libro, «Il fascismo crocevia della modernità» che ha costituito una vera e propria rivoluzione copernicana nell'ambito di quella "destra bigotta" che per cinquant'anni ha giocato a presentarsi come più ortodossa della Democrazia Cristiana. Rinunciando al suo patrimonio di pur cattolico ghibellinismo, capace di distinguere (sull'esempio di Dante, che metteva all'inferno papi e vescovi) le posizioni dottrinali della Chiesa da quelle, sempre variabili ed elastiche, che il Vaticano assume di volta in volta in campo politico e sociale, questa destra continua a ruffianeggiare, mentre perfino il gesuita padre Sorge invita la chiesa a rinunciare, quand'anche ne abbia diritto, ai suoi privilegi, "perché sia chiara la sua testimonianza evangelica".

    «Spadaro è invece più vicino al vero fascismo, che fu più laico e meno oltranzista nella difesa dell'ortodossia, di quanto non lo sia poi diventato il neofascismo», scrive Giano Accame nella prefazione. Tuttavia da errori ed esasperazioni del fascismo l'autore prende senza mezzi termini le distanze...ma senza rinunciare a tirare in ballo le responsabilità multisecolari della Chiesa.
    Giuseppe Spadaro è un intellettuale che ha una sua precisa quanto particolare biografia culturale. I tanti interessi nutriti e la grande capacità artistica della sua natura hanno contribuito e mai ostacolato il percorso di approfondimento e di problematizzazione di alcuni cruciali aspetti della nostra civiltà, in particolare dell'età contemporanea. Per un lungo e fecondissimo periodo della sua vita, egli è stato ricercato pittore, elettivamente esoterico e al contempo inimitabile bizantino per la ricchezza degli ori e dei colori e delle irrompenti sinuosità delle forme perpetuando nel pennello le trame della sua origine, che unisce insieme Noto e Siracusa. Già allora dimostrava di avere saputo fare ottimo, personalizzato tesoro di alcune delle maggiori esperienze pittoriche novecentesche e Aniceto Del Massa e Valerio Mariani, e poi Mercuri, Segala, Tallarico e altri hanno scritto del pittore parole che non appassiscono, mentre grandi intenditori e collezionisti hanno già allora ben gustato delle sue tele. Sul piano delle sue ricerche e della sua produzione, lo abbiamo visto poeta fine che ha saputo richiamare molteplici attenzioni ed ha fatto esprimere giudizi più che lusinghieri su versi distillati e forti, di cui si coglie il segno nelle presentazioni di Giulio Cogni e di Franco Piccinelli («L'immagine del padre», minipoema in endecasillabi, nel 1982). Nel 1993, per le Edizioni Mediterranee, ha pubblicato un libro originale che ha lasciato una bella traccia «Il "caso" Borromini» ricostruito per identificazione. Un libro di ricerca artistica e di ricerca storica che diventa un grande romanzo in cui l'ardimento stilistico e linguistico e la finezza psicologica si impongono immediatamente, tanto che sanciscono un successo tra schiere dei cultori della materia. A questo libro seguiva subito «Rogatoria finale» (Shakespeare & Company editore). In anni più recenti, il mai interrotto studio in profondità della nostra contemporaneità da un lato e dell'età tardoantica dall'altro, ha portato lo scrittore alla ribalta con interpretazioni originali. È il caso di un interessante libello «La parabola dei talenti e l'eterno ritorno» (Edizione Le Tre Parole, per conto dell'Associazione per la rigenerazione religiosa della modernità) e, soprattutto, dell'opera già citata che ha fatto e da tanto discutere non solo fra gli esponenti delle diverse culture della destra. Adesso sta per uscire per i tipi dell'editore Antonio Pellicano «L'equivoco della liberaldemocrazia». Anche quest'opera si conferma come un pezzo forte per la sua sagacia critica e la capacità di volersi mettere controcorrente rispetto a quelle idoli che improvvisamente irrompono e prevalgono nell'agone politico, costituendo fenomeni alla moda incontenibili e idonei a svolgere il ruolo di vuoti simulacri in funzione di conversioni ideologiche repentine o fittizie. Un'opera che accenderà il dibattito tra gli intellettuali di destra. E non solo.

    (da ParvapoliS - 9 dicembre 2002)




    PUO’ ANCHE ESSER VERO CHE IL COMUNISMO SIA MORTO, MA A QUANTO PARE L’ANTIFASCISMO ED IL BRODO CULTURALE IN CUI VIVE E PROLIFICA, ESISTONO ANCORA
    E GODONO DI OTTIMA SALUTE !!!

    “ANTIFASCISMO, MASCHERA ED ARMA DI COMUNISMO E POTERI FORTI”

    - Sconfessare definitivamente il binomio fascismo = incarnazione del male.

    “… Le linee d’azione saranno principalmente rivolte al futuro ed in questo alle giovani leve d’Italiani, perché possano acquisire strumenti e basi critiche di analisi storica, utili a renderli uomini liberi e mai più
    succubi e funzionali all’odio ideologico antifascista…”
    “ … la miglior “vendetta” verso gli antifascisti militanti del passato e del presente, sarà rubare al loro odio perverso quante più giovani menti possibile…”

    ADERISCI

    "Desideriamo difendere la nostra voglia di esistere"

    « Quali sono gli alleati del Fascismo? Non esistono. Il Fascismo è solo. Completamente. Ma basta a se stesso ».


    NON AVER PAURA DI AVER CORAGGIO

    FIERI DI ESSERE CAMERATI !!!

    FIERI DI ESSERE ITALIANI !!!

    BOIA CHI MOLLA !!!


    «Questa è ora la

    mia strada - dov’è la vostra?».

    Così rispondevo a quelli che mi chiedevano “la strada”.

    La strada - infatti - non c’è!

    Il processo di globalizzazione, inteso sia come formazione di un mercato unico a livello di scambi economici, sia come tentativo di formare una cultura omogenea per tutti i popoli, è un fatto che pare inarrestabile. Le due manifestazioni prima citate del fenomeno sono interdipendenti, potendo essere entrambe sia causa che effetto l’una dell’altra; ma mentre il fine commerciale è palesemente perseguito, l’aspetto culturale viene invece curato in maniera occulta o comunque mistificato. Infatti, su di un qualunque testo di economia aziendale si può leggere che l’obiettivo finale è la costituzione di un mercato mondiale indifferenziato che presuppone ovviamente un cliente “standard”, per fare in modo che un prodotto sia universalmente commerciabile, ma soprattutto che lo stesso passaggio promozionale possa essere efficace verso chiunque; in sintesi che una stessa pubblicità sortisca effetti in Cina come negli Stati Uniti, in Iran come in Germania. Per ottenere questo il passaggio obbligatorio ed inevitabile è la distruzione di qualsiasi specificità culturale, l’annullamento delle diverse tradizioni, degli usi e costumi delle varie nazioni, creando tramite un meticciato il cosiddetto “villaggio globale”.

    Ora questo progetto non è direttamente riconducibile a qualcuno, né palesemente teorizzato e propagandato, ma si cerca comunque di diffonderlo favorendo i processi indiscriminati di immigrazione, con continui richiami all’integrazione in nome di una tolleranza per lo più di comodo e certamente strumentale. Purtroppo facendo il punto della situazione attuale si constata che la dannosità del tentativo di preservare la propria razza è ormai un dogma; infatti la corrente di pensiero denominante, accuratamente creata e guidata, è quella di assimilare senza capire qualsiasi influsso, moda, uso o tradizione proveniente da altri popoli; e mentre tra i giovani, sempre più ingenui, l’americanizzazione è dilagante, tra gli intellettualoidi e le persone “culturalmente impegnate” sono di moda più le influenze africane ed asiatiche. Per questo si è perso l’interesse allo studio delle differenti culture, apprezzandone la diversità, per una appropriazione dannosa, indiscriminata ed inadeguata di tutto ciò che non ci è proprio. Se questa tendenza diventasse un destino ineluttabile il futuro del mondo sarebbe inevitabilmente nelle mani delle grandi lobby finanziarie che a tal fine tramano o a chi riuscirà grazie alla saldezza delle proprie tradizioni religiose e culturali a mantenere la propria specificità, ed abbiamo esempi di popoli che sebbene geograficamente non uniti, sono in realtà granitici verso l’esterno.

    Il nostro impegno ad arrestare questo processo è legato alla riscoperta ed alla diffusione della nostra Tradizione rifiutando ogni assimilazione e rimanendo come la roccia all’acqua, impermeabile a qualsiasi influenza che non ci appartiene, rifiutando o combattendo qualsiasi tentativo di omologazione.

    VIVA L'ITALIA
    VIVA il DUCE
    VIVA IL FASCISMO

  5. #5
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    Riprendendo il tema iniziale è fuorviante definire la Lega un movimento neofascista.

    E' vero che molti dirigenti del MSI-DN, durante la segreteria Fini, sono confluiti nel partito di Bossi in cerca di un nuovo modo di far politica e di una nuova realtà nazionalpopolare ma, è anche vero, che la Lega si pone al di fuori del fascismo storico (come lo è del resto dalla storia d'Italia) configurandosi come un partito liberal-capitalista.

    Proprio questo liberal-capitalismo sarebbe alla base del secessionismo e della devoluzione, cioè staccare le regioni del nord dal "carrozzone-Italia" e agganciarle nel "frullatore" europeo delle multinazionali nella speranza che, nel selvaggio mondo dello sfruttamento capitalista dell'UE, "mercanti" e banchieri vari possano banchettare meglio sulla pelle dei lavoratori... "e io pago!".

    Altro che fascismo!

    www.fiammanettunia.it

  6. #6
    "Il Ventennio"
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    allora iniziamo a vedere fondamenti di verità?
    o proseguiamo mettendo la testa nel buco?
    a scelta.....anzi : a voi la scelta!

  7. #7
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    'a Principe, sei proprio 'na testa matta, ma te voio bene; nun ce faccio caso, sei 'n grande amico.



    P.s. Hai finito la naia?

    ciao angelo

  8. #8
    "Il Ventennio"
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    Originally posted by angelo nero
    'a Principe, sei proprio 'na testa matta, ma te voio bene; nun ce faccio caso, sei 'n grande amico.



    P.s. Hai finito la naia?

    ciao angelo
    ancora il bello deve arrivare..ehehehehehe.
    ricambio con affetto.

  9. #9
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    Bossi si è sempre definito antifascista, nel 94 ha definito AN una porcilaia fascista e qualche anno dopo ha invitato i leghisti ad andare casa per casa a prendere i fascisti di AN.

    Uno strano modo quindi quello di essere fascisti semmai sono qualcos'altro.

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by Thiene
    Bossi si è sempre definito antifascista, nel 94 ha definito AN una porcilaia fascista e qualche anno dopo ha invitato i leghisti ad andare casa per casa a prendere i fascisti di AN.

    Uno strano modo quindi quello di essere fascisti semmai sono qualcos'altro.
    Grande!

 

 
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