Originally posted by Unheimlich
Ok, vabbè, è la prima cosa che mi è venuta in mente da dire aprendo il thread, questo perchè, udite udite, ho fra le mani una patinatissima rivista per sole donne.
Eh già, non ho "Selen", non ho "Dylan Dog", non ho il fu "Espresso", non ho "The FACE", non ho "The Economist", non ho gli Art Dossier di Giunti, nemmeno "Le Ore", no: ho fra le mani una cosa che penso non leggessi più da quando, nel'90 io e mia madre forzammo mio padre a scegliere come abbonamento regalo non più "Espansione" (un ottimo giornale, per quel che ne capivo allora...meglio di "Class", che costava ma mi piaceva più del "Corriere dei piccoli", che a parte la Pimpa...mmm, vabbè, chiudo parentesi), bensì "Marie Claire".
E' passata una vita e più da quando tra le mani non rigirassi una di quelle riviste dove, delizia delle delizie, trovi un articolo ogni dieci pagine di pubblicità di moda, dove tra un dossier e un reportage, puoi farti i tuoi fantastici personalissimi film riguardo quanto ti starebbe bene l'ultima collezione di intimo Parah, disegnata per esaltare schiene di alto livello scultoreo, no, avevo smesso, forse perchè un anno passato in compagnia di tutto ciò mi era bastato ed aveva soddisfatto appieno i miei bisogni di lusso e solidarietà femminile sulla carta.
Ebbene oggi, appena scesa dal treno, ho comprato una rivista chiamata "Donna".
I retroscena sono più che sostanziosi, molto di più rispetto ad una eventuale carenza di femminea femminilità in vista degli acquisti natalizi che ogni donna dabbene dovrebbe fare solo entro i primo tre giorni di saldi, e discendono direttamente da un articolo letto sul Foglio, cazzuto fra i cazzuti, che mai mente e mai dice la banale verità, e perciò sì, è tra le mie mani, dotato di oroscopo sia per lui che per lei, e stronzo e pessimista per entrambi, un giornale per femmine.
Non lo so se ne diventerò lettrice, per adesso sono solo sfogliatrice, e con la stessa incostanza con cui sono in genere lettore, ho sfogliato e sfoglio: a caso.
Mi voglio godere gli articoli come bon-bon, come quando devi vedere quanti cioccolatini al rhum e quanti alla nocciole e quanti di nero fondente ci sono nella scatola, e date le firme, il primo cioccolatino è di Luca Sofri e sono già incazzata.
Questo bastardo ha trovato uno dei dischi che io cerco da quando è uscito, dal 1993, e non sono mai riuscita a trovare:
Jesus blood never failed me yet di Tom Waits.
Mi ricordo ancora come lo scoprii: c'era un trafiletto, tipo una nota, sull'Espresso, dove si parlava dell'incredibile esperimento di Gavin Bryars, un musicista che, come ricorda lo stesso Sofri nell'articolo, nemmeno gli addetti ai reparti riescono univocamente a catalogare.
Ebbene, tale Bryars una notte ascoltò un barbone ripetere una frase come una litanìa:"Jesus blood never failed me yet",
Il sangue di Gesù non mi ha ancora tradito.
Ci pensò e ci ripensò, e pensò che la più bella voce da sbronzo che il mondo abbia mai partorito e portato alla conoscenza pubblica fosse quella di Tom Waits.
Dice Sofri:" 'Jesus blood never failed me yet' fu pubblicato nel 1993. Dura settatatre minuti. Per settantatre minuti si ripete circa centocinquanta volte la stessa strofa sottratta quella notte alla voce del barbone londinese, campionata e ripetuta per tutta l'opera e accompagnata da un arrangiamento orchestrale sempre più denso, che parte da pochi archi e si arricchisce man mano di altri strumenti, cori e infine una seconda voce solista che chiude la composizione sottobraccio al barbone.".
Sofri lo propone come regalo di natale ai suoi parenti, e quelli lo ascoltano veramente e, alla fine, ammettono anche che Tom Waits gli piace.
E io, che quell'album non l'ho mai nemmeno trovato, eppure è nove anni che lo cerco, penso ai miei, di parenti, se mai dovessero davvero ascoltare musica e dico vabbè: Luca Sofri, mi fai schifo.
Veramente.
Non so cosa accadrà quando leggerò il prossimo articolo, comunque, per adesso, l'oroscopo mi ha dato della "Gattona" e mi ha detto pure "Brava!".
E ho visto un reggiseno stupendo.
Mah.