Bergamo, ogni pestaggio costituiva un bonus. Era un modo per stabilire il ruolo nella banda.
"Un poliziotto vale 50 punti". Il gioco violento degli skinheads
Picchiavano giovani e immigrati, dodici sotto accusa
di GIULIANA UBBIALI
BERGAMO - "Cinquanta punti per dare una lezione a un agente della Digos, a uno spacciatore, oppure a un ebreo. Quaranta per poliziotti, celerini o infami, 35 per un carabiniere e da 25 a 10 per albanesi, marocchini, negri, borghesi o compagni. Più i bonus supplementari per lesioni gravi. Fino alla morte". Questi i punteggi di un gioco di efferata violenza inventato da un gruppo di skinheads della zona dell'Isola bergamasca al confine fra Lecco e Milano. Dodici in tutto, fra i 22 e i 33 anni, una sola donna: tutti finiti sotto inchiesta per "associazione a delinquere finalizzata a lesioni volontarie, aggravata da discriminazione razziale", come ipotizza il pubblico ministero Domenico Chiaro della procura di Bergamo. Che al suo fascicolo allega anche un documento sequestrato dalla polizia nella casa del più giovane degli indagati. Un documento nel quale si leggono nomi di battaglia, simboli (una stella per il compagno, una bocca per l'infame, doppia x per l'agente della digos) e punteggi accumulabili con le violenze. Appuntano gli investigatori: "Vittime preferite erano giovani gravitanti nell'area della sinistra e immigrati". Obiettivi "normali" per gli skin, anche se nessuno avrebbe pensato che per ogni vittima fosse stato fissato un punteggio sul quale misurare il ruolo che ciascuno avrebbe occupato nel gruppo.
Voi a quanto state? Io a 50![]()
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