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  1. #1
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    Predefinito Quel Berlusconi che è in tutti noi

    Lo sforzo del premier, ci pare, è far sì che la realtà interpreti e incarni il sentire diffuso. Che lo faccia, come è probabile, in nome del consenso, o perché ne è veramente convinto, a questo punto poco importa. Lo fa

    Com’è noto, un buon giornalista si chiede sempre qualcosa di più, cerca il pelo nell’uovo e il filo giusto da tirare per vedere con curiosità cosa ne vien fuori.

    Come ha fatto per esempio Paolo Mieli intervenendo l’altra sera a Ballarò. Con grande onestà intellettuale, Mieli ha infatti tirato fuori quel po’ di Berlusconi che è in lui e, a dir la verità, in tutti noi.

    Mieli ha ragionato così. Sono furiosamente contrario ai condoni che premiano gli evasori, ma mi devo pur chiedere come mai, invece, sono sensibile alle ipotesi di indulto che finirebbero per premiare chi ha commesso reati più gravi dell’evasione fiscale.

    Mieli ha riconosciuto, lo ripetiamo, con grande onestà, che anche per lui la frode nei confronti del fisco non è poi questo terribile delitto, iscrivendosi così a quell’alta e variabile percentuale di italiani (da un minimo di 60 a un massimo del 150 per cento) che il premier Silvio Berlusconi evoca sempre per sostenere la bontà delle sue scelte: “Il popolo è con me”.

    Qui, come si vede, sorge subito un problema delicato, ovvero il rapporto che ogni responsabile commentatore, intellettuale, per dir così “opinion maker” deve (dovrebbe, forse, chissà?) avere con le correnti del sentire comune.

    Nella visione berlusconiana delle cose, ormai ne abbiamo numerose testimonianze, il sentire comune e la realtà necessaria coincidono.

    Ha perfettamente ragione il premier quando sostiene che la maggioranza degli italiani non vede affatto male i condoni fiscali o edilizi che siano, le sanatorie, per dirla in breve tutto ciò che aggira quelle noiose regole della convivenza civile che, se infrante, rischiano di contrapporre il cittadino all’autorità dello Stato. (Se è per questo, è probabile che la maggioranza degli italiani sia anche favorevole alla castrazione per i pedofili o all’iniezione letale per i sequestratori di bambini, ma questo è un altro discorso).

    Lo sforzo di Silvio Berlusconi, ci pare, è far sì che la realtà interpreti e incarni il sentire diffuso. Che lo faccia, come è probabile, in nome del consenso, o perché ne è veramente convinto, a questo punto poco importa. Lo fa.

    A un’altra lampante testimonianza della supremazia del comune sentire abbiamo assistito proprio in questi giorni con il caso Rai- Monica Lewinsky.

    La presenza in una popolare tramissione Rai della giovane ex stagista della Casa Bianca protagonista di lieti intrattenimenti con Bill Clinton è stata considerata inopportuna dai vertici dell’azienda e da numerosi uomini di governo, come il ministro Gasparri.

    Ironia della sorte, quel programma, Domenica In, è condotto da una nota show-lady, Mara Venier, che ha patteggiato alcune condanne proprio per eccessiva maleducazione fiscale. Ma, perdonateci la brutalità, qualche pompino al presidente degli Stati Uniti è considerato assai più disdicevole delle false fatturazioni o degli imbrogli a suon di mazzette.

    Che volete farci, così va il mondo. E proprio perché va così, se ne può ricavare che il premier ha ragione ancora una volta, dal suo punto di vista, nel definire ogni voce dissonante come “mistificatrice della realtà”, come si è permesso di fare con un giovane collega dell’Unità proprio ieri l’altro.

    La chiusura del sillogismo berlusconiano è dunque chiarissima. Se il senso comune e la realtà debbono coincidere, chi nuota in acque diverse sceglie la mistificazione, l’irrealtà, l’inesistente e, soprattutto, l’inutile.

    Già, l’inutile. Celebri versi di Baudelaire spiegano che deve “esser sempre maledetto quel sognatore inutile che per primo pensò di mischiare l’onestà alle cose d’amore”. E così sia sempre maledetto chi pensa di lavorare per una realtà diversa da quella ispirata non da Berlusconi Silvio, si badi, ché quello sarebbe il meno, bensì dal Berlusconi che è in noi.

    In fondo, mentre molti aspettano un buon esorcista, di certo la maggioranza degli italiani pensa che i giornalisti siano, appunto, inutili.

    E se lo credono in tanti, probabilmente è vero.
    mr

  2. #2
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    Predefinito i reati connessi con l'evasione fiscale

    Perdonatemi se non ho citato la fonte dell'articolo precedente, si tratta del Barbiere della sera.



    che bello liberarsi della suocera noiosa o del vicino petulante, del superiore che ci stressa....
    Come fare? Basterebbe dire che li abbiamo dovuti sopprimere per attuare la frode fiscale di cui chiederemo il condono: minacciavano di spifferare tutto alla GdF, la frode per l'appunto.
    Il comune sentire inoltre sancirebbe che, dopo tutto, anche le suocere o i vicini o i superiori sono inutili e spesso dannosi. Chiediamo il condono.
    mr

  3. #3
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    Penso, Mariarita, che i peccati più grossi e dannosi per l'umanità siano i peccati di omissione.

    Paolo Mieli ha fatto un ragionamento molto elementare e diffuso.

    I reati che più ci terrorizzano sono quelli di violenza, soprattutto fisica, perchè li immaginiamo commessi su di noi.

    E' un senso elementare di difesa personale.

    Da qui lo scandalo se gli omicidi, ad esempio, non si fanno tutta la galera e vengono scarcerati prima. I familiari della vittima, naturalmente si risentono e si sentono offesi. E' una reazione istintiva, non razionale. In realtà la vittima non tornerà più nè sarà più felice o più infelice. Gli estranei sperano nella funzione della pena come barriera alla commissione di delitti. Qualunque studioso di antropologia criminale ti dirà che questa funzione della pena è efficace pochissimo. Nel momento di delinquere, per passione o per interesse, nella mente di chi sta delinquendo la nozione della "pena" non esiste.

    I reati di violenza sono fatti gravissimi, ma sono azioni "puntuali" le cui conseguenze, in un mondo ordinato, si possono limitare.

    I peccati di omissione, di cui parlo, sono, invece quella mancanza di atti derivanti dal proprio senso di responsabilità personale che tutti dovremmo avere.

    Vorrei che, quando si verifica qualche danno a persone o cose derivante da mancanze dello Stato, ci sentissimo tutti responsabili, se, per caso, non avessimo compiuto tutto il nostro dovere nei confronti della collettività in cui viviamo.

    Vorrei che un evasore fiscale, invece di sentirsi furbo, sentisse su di se la colpa di avere in parte contribuito con la propria omissione a che qualcosa dello Stato non funzionasse, ad esempio, nella sanità, e che per questo qualcuno dovesse morire o soffrire. E si rendesse conto che le conseguenze del suo omettere permangono nel tempo, si allargano e producono danni maggiori.

    Scusami per questo discorso lungo e confuso, ma le parole di Paolo Mieli mi hanno indignato.

  4. #4
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    Scusate ma io ritengo molto più grave uccidere o rubare (salvo legittima difesa oppure taccheggio per poche lire) che non evadere le tasse.
    Sarò anch'io Berlusconiano senza saperlo, ma un rapinatore che ammazza un mio congiunto, oppure anche un estraneo ma in mia presenza, mi lascia distrutto.
    Idem un ladro che entra in casa mia e mi costringe d' ora in poi ad aver paura di ogni piccolo rumore, ad alzarmi di notte per vedere ogni volta che il vento sbatte una finestra. Un ladro che magari potrebbe uccidermi se solo lo sorprendessi sul fatto, per cui non so se, quando capiterà, devo sperare di accorgermi o no della sua presenza.
    Invece un evasore fiscale, anche di milioni di euro, mi indigna ma non mi terrorizza. E' vero, dissesta lo Stato e mi costringe a pagare le tasse al posto suo, ma non mi terrorizza proprio.
    E comunque, che ne direste di non condonare niente a nessuno, e punire tutti di tutto? Perchè dividerci tra sinistra che vuole ladri e brigatisti liberi, e destra che vuole mafiosi, evasori e tangentisti liberi?

  5. #5
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    Originally posted by gribisi
    Scusate ma io ritengo molto più grave uccidere o rubare (salvo legittima difesa oppure taccheggio per poche lire) che non evadere le tasse.
    Sarò anch'io Berlusconiano senza saperlo, ma un rapinatore che ammazza un mio congiunto, oppure anche un estraneo ma in mia presenza, mi lascia distrutto.
    Idem un ladro che entra in casa mia e mi costringe d' ora in poi ad aver paura di ogni piccolo rumore, ad alzarmi di notte per vedere ogni volta che il vento sbatte una finestra. Un ladro che magari potrebbe uccidermi se solo lo sorprendessi sul fatto, per cui non so se, quando capiterà, devo sperare di accorgermi o no della sua presenza.
    Invece un evasore fiscale, anche di milioni di euro, mi indigna ma non mi terrorizza. E' vero, dissesta lo Stato e mi costringe a pagare le tasse al posto suo, ma non mi terrorizza proprio.
    E comunque, che ne direste di non condonare niente a nessuno, e punire tutti di tutto? Perchè dividerci tra sinistra che vuole ladri e brigatisti liberi, e destra che vuole mafiosi, evasori e tangentisti liberi?




    Gribisi, naturalmente sono stata prolissa e confusa.

    Non è mai stato ucciso un mio parente, ma, io, personalmente sono stata rapinata e ferita. So bene, quindi, di cosa parli.

    Quello che notavo è proprio questo. Noi ci spaventiamo soprattutto degli atti di violenza fisica, ci colpiscano o no personalmente.

    Ma, se ci pensi bene, dovremmo essere anche spaventati dalla mancanza del senso civico che, molte volte, ci affligge.

    Un mondo cosi' ci dovrebbe terrorizzare perchè sarebbe un mondo di lupi (senza offesa per i lupi veri, che sono molto attenti alle leggi del branco).

  6. #6
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    Eh si!

    L'eterna lotta interiore, in ognuno di noi, tra il bene e il berlusconi.

  7. #7
    Cavaliere
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    Preciso che gli esempi dell' uccisione di un congiunto, o di un estraneo in mia presenza, sono ipotetici, ma credo validissimi.
    Invece i ladri in casa li ho avuti davvero.

  8. #8
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    Originally posted by gribisi
    Scusate ma io ritengo molto più grave uccidere o rubare (salvo legittima difesa oppure taccheggio per poche lire) che non evadere le tasse.
    Sarò anch'io Berlusconiano senza saperlo, ma un rapinatore che ammazza un mio congiunto, oppure anche un estraneo ma in mia presenza, mi lascia distrutto.
    Idem un ladro che entra in casa mia e mi costringe d' ora in poi ad aver paura di ogni piccolo rumore, ad alzarmi di notte per vedere ogni volta che il vento sbatte una finestra. Un ladro che magari potrebbe uccidermi se solo lo sorprendessi sul fatto, per cui non so se, quando capiterà, devo sperare di accorgermi o no della sua presenza.
    Invece un evasore fiscale, anche di milioni di euro, mi indigna ma non mi terrorizza. E' vero, dissesta lo Stato e mi costringe a pagare le tasse al posto suo, ma non mi terrorizza proprio.
    E comunque, che ne direste di non condonare niente a nessuno, e punire tutti di tutto? Perchè dividerci tra sinistra che vuole ladri e brigatisti liberi, e destra che vuole mafiosi, evasori e tangentisti liberi?

    Io dico che ci sono il codice e le relative norme che dovrebbero essere rispettate e fatte rispettare. Certo si può anche stilare una graduatoria dei reati, ma sostanzialmente i piani sono due: i delitti contro la persona e quelli contro il patrimonio.
    E' chiaro che l'incolumità della persona deve precedere ogni altra considerazione, ma riguardo a reati contro il patrimoniobisogna cercare di valutare le cose in un modo diverso.
    Per esempio chi ha fatto sparire quella certa procura nella causa IMi -SIR che ha comportato il trasferimento di 1000 miliardi agli eredi Rovelli da parte di un ente pubblico ha inflitto un danno alla collettività forse superiore all'intero importo dei furti in privati appartamenti per l'arco di un anno.
    E chi froda ad esempio sulla qualità dei materiali nell'esecuzione di opere pubbliche o private crea sicuramente la prospettiva futura di un danno che potrebbe comportare persino la morte di persone incolpevoli. Quanti sono ad esempio gli edifici che hanno evaso le norme antisismiche nei paesi ad alto rischio del sud?
    Vedi, io credo che , come per i nostri figli, le parole servano a ben poco. Serve l'esempio. E che esempio dà la nostra classe politica al governo? Se evadono le imposte o corrompono pubblici funzionari il presidente del consiglio o un suoi ex ministri, vi aspettate che il comune cittadino si senta compreso del suo dovere civico?
    Le regole hanno la loro utilità e il rispetto è necessario da parte di tutti. Se gli anglosassoni non ammettono che nemmeno i potenti possano sgarrare , un motivo c'è, ed è esclusivamente di ordine pratico prima che etico.
    mr

  9. #9
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    Originally posted by mariarita



    Io dico che ci sono il codice e le relative norme che dovrebbero essere rispettate e fatte rispettare. Certo si può anche stilare una graduatoria dei reati, ma sostanzialmente i piani sono due: i delitti contro la persona e quelli contro il patrimonio.
    E' chiaro che l'incolumità della persona deve precedere ogni altra considerazione, ma riguardo a reati contro il patrimoniobisogna cercare di valutare le cose in un modo diverso.
    Per esempio chi ha fatto sparire quella certa procura nella causa IMi -SIR che ha comportato il trasferimento di 1000 miliardi agli eredi Rovelli da parte di un ente pubblico ha inflitto un danno alla collettività forse superiore all'intero importo dei furti in privati appartamenti per l'arco di un anno.
    E chi froda ad esempio sulla qualità dei materiali nell'esecuzione di opere pubbliche o private crea sicuramente la prospettiva futura di un danno che potrebbe comportare persino la morte di persone incolpevoli. Quanti sono ad esempio gli edifici che hanno evaso le norme antisismiche nei paesi ad alto rischio del sud?
    Vedi, io credo che , come per i nostri figli, le parole servano a ben poco. Serve l'esempio. E che esempio dà la nostra classe politica al governo? Se evadono le imposte o corrompono pubblici funzionari il presidente del consiglio o un suoi ex ministri, vi aspettate che il comune cittadino si senta compreso del suo dovere civico?
    Le regole hanno la loro utilità e il rispetto è necessario da parte di tutti. Se gli anglosassoni non ammettono che nemmeno i potenti possano sgarrare , un motivo c'è, ed è esclusivamente di ordine pratico prima che etico.




    Hai detto molto bene quello che penso anche io, Mariarita.

    Fa bene al cuore sapere che esistono persone come te.

  10. #10
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    In realtà mi scopro a dire delle ovvietà che dovrebbero essere condivise da tutti. Tempo fa le erano e chi infrangeva certi codici di comportamento aveva almeno il pudore di farlo di nascosto.

    Oggi invece poco ci manca che si debba conferire la medaglia al merito.


    Non ho visto se hanno aperto un 3d per gli auguri.
    Colgo l'occasione per farteli qui: tanti auguri per un Natale sereno con chi ami. Ciao. rita
    mr

 

 
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