Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Ultimi giorni per il Tremo?

    Questa è un'intervista all'economista di Forza Italia Renato Bunetta ha rilasciato al Corriere, piena di complimenti a Tremonti, in pratica definito fallito, incapace ed arrogante.

    Pensa te, quello che dice il fazioso Brunik da circa un anno e mezzo.

    Si preannuncia il siluramento di Tremo?


    Corriere, 20.12.2002
    L’INTERVISTA / L’economista Brunetta: il ministro avrebbe dovuto riconoscere in tempo che lo scenario era cambiato. Ora pensioni e privatizzazioni


    «Tremonti si è illuso sulla ripresa, serviva più coraggio per le riforme»


    «Al responsabile dell’Economia sarebbe servito un bagno di umiltà Alla fine potrebbe diventare il capro espiatorio di tutto»



    ROMA - Renato Brunetta considera quella dei condoni «soltanto la pagina finale, scritta al termine di una tragica deriva». Ma il responsabile del programma di Forza Italia lo giudica anche «l’atto meno colpevole e inevitabile». Meno colpevole, ha detto?
    «Faccio una premessa. Nessun ministro del governo di Silvio Berlusconi ha avuto carta bianca come Tremonti. E sull’intera politica di sviluppo del Paese. Aggiungo che il ministro dell’Economia ha avuto in mano, di fatto, anche il programma della Casa della libertà. E’ stata una scelta coraggiosa da parte di Berlusconi e di grande responsabilità da parte di Tremonti, che non l’ha voluta condividere con nessuno».
    Allude per esempio al fatto che non ha voluto il capo economista di palazzo Chigi, posto per il quale lei era il candidato naturale?
    «Non ha voluto il capo economista di palazzo Chigi, è vero. E questo può avere una logica per chi decide di assumere su di sé quel ruolo. Tremonti ha favorito l’alleanza con la Lega, l’ha riempita di contenuti, l’ha riversata nella Casa delle libertà e si è assunto l’onere di fare il perno centrale dell’ alleanza».
    Fatta questa premessa?
    «Tremonti ha fallito. Le cose sono andate così. Aveva messo in piedi un giocattolo che si fondava tutto sulla crescita. Una crescita economica vigorosa è in grado di finanziare politiche espansive, come la riduzione della pressione fiscale, che anzi la alimentano. La crescita ripaga la Tremonti bis, favorisce il rientro dei capitali, l’emersione del sommerso, e il rispetto del patto di stabilità. Poi Osama Bin Laden ha aperto il forno è il soufflé si è sgonfiato».
    Allora?
    «Ha preferito non guardare in faccia la realtà, non rivedere il quadro degli scenari, delle strategie e degli strumenti a suo tempo predisposti. Ha tirato dritto nella speranza di una ripresa che non c’è stata. E siamo a questo punto».
    Che cosa l’avrebbe indotto, secondo lei, a tanta ostinazione?
    «Non ha voluto accettare di cambiare linea perché questo avrebbe messo in crisi la sua egemonia culturale e politica, per essere snodo centrale fra Polo e Lega».
    E che cosa avrebbe dovuto fare?
    «Un bagno di umiltà. Riconoscere che lo scenario era cambiato, fatto di cui nessuno gli avrebbe attribuito le responsabilità, e riprogrammare il quadro di politica economica. Svanita la speranza dello sviluppo che fa da traino, per fare la modernizzazione del paese che vuole Berlusconi bisognava mettere mano alla riforma delle pensioni, alle privatizzazioni, alle liberalizzazioni. Insomma, alle riforme dolorose che costano sangue, sudore e lacrime. Invece arriviamo a una finanziaria del 2002 tutta basata sulle cartolarizzazioni, che non contiene quelle riforme».
    Una specie di tattica suicida, a sentire lei. Eppure Tremonti non è certo uno sprovveduto.
    «Non ho acrimonia nei suoi confronti e non penso che sia uno sprovveduto. Dico che il cambio di linea l’avrebbe costretto a chiedere collaborazione agli altri ministri, ma anche a Berlusconi. Diventare, cioè, un ministro normale».

    Perché mai, se è così, Berlusconi non è intervenuto?
    «Perché Tremonti è il perno del rapporto con la Lega e qualsiasi cosa faccia il giudizio su di lui finisce per coinvolgere anche il rapporto con la Lega. E questo lo rende di fatto intoccabile».

    Veniamo ai giorni nostri.
    «Tremonti continua pervicacemente a negare l’evidente per non mettere in discussione la propria egemonia. La tragica deriva di errori continua tuttora e investe non solo il suo ministero ma il governo e l’intero paese. Per questo, dall’essere il più amato nella Casa delle libertà è diventato il più avversato».
    Posso immaginare il suo giudizio sulla Finanziaria...
    «E’ arrivata in parlamento con 500 pagine e ne uscirà con 600, tutta diversa, con un gioco al massacro di tre mesi. Ricordiamo tutti gli scontri con i ministri Pietro Lunardi, Letizia Moratti, Antonio Marzano. La sua egemonia si trasforma così in una totale solitudine e lui diventa il capro espiatorio di tutto. Inevitabilmente.
    Che spiegazione dà del fatto che per parte del condono fiscale sia fissato il limite del 14 marzo?
    «Forse per avere qualche effetto sulla trimestrale di cassa. Della serie una tantum: cartolarizzazioni, cartolarizzazioni delle cartolarizzazioni e swap. Ma così non si va da nessuna parte».

    Sergio Rizzo


    Brunik, scusa. Ti avevo sottovalutato. Avevi ragione tu, è un fallito che ci sta portando alla deriva.

  2. #2
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    E due. Il "tiro al Tremo" continua.

    Ce la fa a finire gennaio, secondo voi?


    Ok, Brunik, mi hai convinto. Cacciamolo a casa, finchè siamo in tempo.
    Ma anche il Berlusca deve stare attento. Lo ho già licenziato una volta, non mi ci vuole niente a fare il bis.
    Noi difendiamo la centralità del Parlamento. E chi vuol capire capisca.



    Domenica 22 Dicembre 2002, 21:12


    Finanziaria:Udc, Il Problema e' Centralita' Del Parlamento; Buttiglione, Il Tesoro Ha Privilegiato Cultura Decisionista
    - ROMA, 22 DIC - Buttiglione (Udc) parla di Finanziaria e afferma che il problema che si presentera' anche per le riforme e' il ruolo delle Camere.Durante l'iter della manovra, secondo Buttiglione, 'il Tesoro ha dimostrato una cultura politica decisionista che ha tenuto poco conto del Parlamento'. E nella prospettiva di discutere le riforme istituzionali, compreso il presidenzialismo, il ministro sottolinea la propria posizione: 'noi difendiamo la centralita' del Parlamento'.

  3. #3
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    E tre. Continua la caccia al Tremo.

    Cosa vuol dire secondo voi "verifica di governo subito a gennaio?"


    acci che Tabacci

    Corriere, 23 dicembre 2002

    «Manca una regia, verifica di governo subito a gennaio»


    ROMA - «Non vogliamo far tornare i deputati dalle vacanze. Ma il nostro è un disagio che dovrà essere preso sul serio», avverte Bruno Tabacci, presidente della commissione Attività produttive della Camera ed esponente di spicco dell’Udc. «Perché diversamente - aggiunge - la maggioranza rischierà di andare in sofferenza». Traduca: significa che potreste anche non sostenere più il governo di Silvio Berlusconi?
    «No. La nostra lealtà all’esecutivo è fuori discussione. Se avessimo voluto premere sull’acceleratore avremmo avuto già diverse occasioni per farlo. Ma Berlusconi si deve rendere conto che a gennaio è necessario voltare pagina. Serve una verifica e le questioni che poniamo sono assolutamente serie. C’è una insofferenza crescente, anche e soprattutto per come il governo ha gestito i rapporti con il Parlamento in occasione della Finanziaria».
    Sbaglio o il ministro per i rapporti con il Parlamento è proprio il suo collega di partito Carlo Giovanardi?
    «Infatti è rimasto il solo, in questo frangente, a prendere le difese del governo. La verità è che quella dell’esecutivo è stata una condotta criticabile, senza una regia, senza trasparenza, senza chiarezza».
    Tanto per fare una cosa nuova ce l’ha con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, scommetto.
    «Ce l’ho con la vicenda del condono.
    L’11 ottobre avevo detto chiaramente che con il concordato che proponeva Tremonti non si sarebbero mai incassati gli 8 miliardi di euro che erano previsti e invitavo il governo a dire chiaro e tondo se voleva in realtà fare un condono. Il ministro dell’Economia viene in Aula e lo nega pubblicamente. Poi il governo fa fare in Senato un emendamento con dentro 12 condoni, e lo fa fare a un relatore, Lamberto Grillotti, che per prima cosa dice: "In un Paese dove si pagano troppe tasse, non pagarle è un atto di legittima difesa". Complimenti!».
    Scusi, ma l’Udc non è forse favorevole al condono?
    «Certo. Però avremmo voluto che il governo si fosse assunto le proprie responsabilità già alla Camera. E non che prima negasse di volerlo fare, e poi agisse occultamente per interposta persona, quasi vergognandosi di quello che si stava verificando. Ma sa che cosa è accaduto con il passaggio al Senato?»
    A quale dei tanti episodi si riferisce?
    «Al fatto che l’introduzione dei 12 condoni non è servita solo a garantire che la previsione di entrata di 8 miliardi di euro venisse rispettata, ma ha dato anche l’alibi per allargare la tovaglia di 2,5 miliardi di euro. Del resto, quando manca la regia...».
    Che cosa succede?
    «Che c’è spazio per ogni genere di scorribanda. Fanno trentacinque, dico trentacinque articoli nuovi, e poi vengono qui e pretendono che approviamo tutto in 48 ore. Le sembra sensato?».

    S. Riz.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito "Pensa te: è quello che il fazioso...

    ...brunik dice da un anno e mezzo".
    Così si vantò il "vice Visco" verso il 20 di dicembre.

    Questa è notizia recente.
    Lo stile scelto dal ministro dell'Economia è stato di quello di un comunicato "tecnico". Far parlare le nude cifre nella loro eloquenza. Il significato politico ne sarebbe derivato per conseguenza, da un risultato così soddisfacente come il fabbisogno di cassa contenuto nel 2002 nei 25 miliardi di euro, invece dei 32 cui puntava il governo (accusato di mentire per eccesso di ottimismo), e al posto dei 40 e rotti che l'opposizione aveva preso a sbandierare nelle sue proiezioni, anche con strizzatine d'occhio garbate di una parte della maggioranza (i centristi dell'Udc). (Vedi l'accenno fatto da brunik a Buttiglione, 'un grande economista, il più grande che ci sia', ndr)
    Il dato, appunto, parla da solo. E' il migliore da 22 anni a questa parte con la sola eccezione del 1999, è due volte apprezzabile perché si ottiene in una fase di bassa congiuntura, tre se si pensa a come va la finanza pubblica in paesi come Germania, Francia e Portogallo, tutti interessati da procedure d'infrazione o early warning da parte di Bruxelles, a differenza dell'Italia.

    Il suo primo significato politico è di togliere ogni argomento alla campagna secondo la quale Tremonti ( amichevolmente Tremo per brunik) era un "ministro a tempo" perché il 4 aprile, alla prima trimestrale di cassa del 2003, inevitabilmente si sarebbe aperto un incidente con Bruxelles. L'unico tra gli oppositori ad averlo intuito, mostrando di non aver obliato l'antica sua dimestichezza col far di conto, è stato Eugenio Scalfari. Quando prima di Natale ha scritto che i problemi sarebbero esplosi ma entro il 2004, la sua defezione all'"allarme trimestrale" era l'abbandono di una nave che faceva acqua: quella dell'opposizione, però.
    Il tignoso Visco ha dovuto ammettere che si tratta di un dato positivo, e gli è restato solo l'attacco per il metodo in cui esso è ottenuto, "con troppe una tantum".
    Argomento che all'Economia viene respinto. L'opposizione non vanta contenimenti strutturali alla spesa pubblica, il risanamento dei governi dell'Ulivo si realizzò con i minori interessi grazie all'euro e con tasse più alte. E con un altro espedientuccio che, al contrario, proprio il successo del 2002 comincia a sanare. Sotto l'Ulivo, come il Governatore della Banca d'Italia non si stanca di denunciare, nel computo del deficit si registrò infatti l'apertura sempre più inquietante del divario tra il dato di competenza che fa fede a Bruxelles e il fabbisogno di cassa monitorato appunto da via Nazionale. La spesa aggiuntiva finiva nel fabbisogno che cresceva fuori controllo, mentre a Bruxelles con il dato "abbellito" di competenza, ci si atteggiava a verginelle.
    Ora il contenimento avviene invece sul lato della cassa, ponendo termine alla cosmesi, assecondando le preoccupazioni del Governatore, e ponendo le basi per una gestione rigorosa della tesoreria. I due strumenti dei quali all’Economia si va più fieri, il decreto taglia spese e quello di fine anno sulle coperture delle spese, sono volti ad ottenere finalmente il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, e a un diverso, moderno e ordinato rapporto tra Stato e autonomie: riforme strutturali, non una tantum.

    Il secondo significato è europeo. Chi puntava a un colpo alla credibilità italiana resta deluso. A Eurostat l’operazione di “swap”, di conversione di titoli del debito pubblico tra Economia e Bankitalia che ha consentito di abbattere il debito pubblico di oltre 20 miliardi di euro, è stata approvata a maggioranza schiacciante (18 a 6, pare) malgrado la Bundesbank fosse ostile. Dopo il giudizio prodiano sul “patto stupido”, e con i buoni rapporti che l’Economia vanta con i colleghi francesi e tedeschi, o ripartirà la congiuntura, oppure il patto di stabilità verrà ancora rivisto. Senza zeppe all’Italia per il suo più alto debito pubblico: perché esso non sale ma continua a scendere, e perché come ai fini del computo del deficit si terrà conto degli effetti depurati del ciclo, come indicano i “criteri Solbes” appena adottati, lo stesso avverrà per il debito pubblico.
    Infine c’è un terzo significato, nascosto, di prospettiva. Sgombrato il campo dalle ipoteche, Tremonti può finalmente pensare a realizzare cosa aveva in mente quando parlò di Colbert. L’anomalia italiana in Europa non è solo quella di avere un alto debito pubblico, ma di mancare di strumenti come la Caisse des depots et consignation (Cdc) in Francia o la Kfw in Germania: strumenti con cui lo Stato agisce a sostegno dell’economia reale senza emettere debito pubblico, nel rispetto delle norme di Bruxelles.
    E’ un piano ambizioso, quello che si studia all’Economia, perché punta insieme a fornire alla mano pubblica uno strumento amichevole e rispettoso del mercato, e “coinvolge” anche chi porta nei propri bilanci il peso delle attuali difficoltà dell’economia italiana, cioè le banche.

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Gli ultimi giorni di Silvio?...
    Di Robert nel forum Fondoscala
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 06-09-13, 02:51
  2. Gli ultimi giorni di Hitler
    Di Gianky nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 15-01-13, 20:06
  3. Gli Ultimi Giorni di Pompei
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 08-06-07, 11:51
  4. Ultimi Giorni Di Vacanza......
    Di pensiero nel forum Fondoscala
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 26-08-02, 12:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito