4 novembre 2003 - ROSITA PECORELLI: PER MIO FRATELLO UN DELITTO DI STATO
ANSA:
PECORELLI: ROSITA A SKY, PER MIO FRATELLO UN DELITTO DI STATO
"Ho sempre pensato fin dal primo momento che l'omicidio di mio fratello sia stato un delitto di Stato e via via che il processo andava avanti, la mia convinzione si e' rafforzata". Rosita Pecorelli, sorella del giornalista ucciso nel 1979, parla alle telecamere di "Controcorrente", programma condotto da Corrado Formigli dallo studio di Sky Tg 24 e non fa mistero di cio' che pensa.
"Non e' che mi aspettassi l'assoluzione del senatore Andreotti - dichiara la sorella del direttore di O.P. - cio' che mi ha meravigliato e' l'insieme della sentenza. Ho assistito per anni a questo processo ed elementi ce n'erano tanti, che fossero assolti anche Badalamenti e gli altri, questo no, non me lo aspettavo".
"Non nutro odio per Andreotti ne' gioisco per la sua assoluzione - aggiunge - sono contenta per lui, che l'abbiano assolto ma non e' questo il punto: io cerco la verita' su mio fratello".
La donna non condanna l'ex presidente del Consiglio ma non sposa nemmeno la dichiarazione con cui lui stesso chiama in causa Luciano Violante, ex presidente della commissione Antimafia di allora.
"La teoria che vedrebbe Violante artefice strumentale dell'accusa contro Andreotti non mi convince - motiva - in quel caso non avrebbero avuto alcun bisogno di mettere in mezzo la figura di mio fratello".