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    Predefinito Repubblicani nelle Marche

    da IL RESTO DEL CARLINO 30 dicembre 2002
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    «Caro euro? Azzeriamo l'Ici»

    PESARO — Dal vice segretario provinciale del Pri Gabriele Gerboni due interventi su temi di attualità: l'Ici sulla prima casa e quell'evergreen che è la viabilità, ed in particolare in problema dell'A-14.
    «Dopo un anno intero passato a fare i conti con l'Euro e la scoperta che siamo diventati tutti più poveri — scrive Gerboni —, salvo coloro che hanno guadagnato con gli arrotondamenti ed in qualche caso con i raddoppi per protestare poi perché i clienti hanno ridotto gli acquisti, è giunto il momento di prendere le decisioni opportune per alleggerire il peso fiscale ed aiutare la cittadinanza. Il Governo nazionale ha ridotto l'Irpef, i Comuni invece hanno aumentato tutte le tariffe . Un settore delicatissimo è quello degli affitti in deroga giunti nella nostra provincia alle stelle mentre gli stipendi sono aumentati appena e tutto ciò nel silenzio degli innocenti e dei colpevoli. Il Pri avanza una proposta per tutti i sindaci della Provincia che possono così dimostrare di essere di sinistra non solo a parole: azzerare completamente l'Ici per tutti gli immobili locati a contratto agevolato. Una rivoluzione copernicana nelle scelte di politica economica fiscale che è necessario intraprendere se si vuole davvero essere utili ai propri concittadini e dei veri amministratori, evitando le speculazioni dei proprietari e le angosce degli affittuari. Perché come diceva Ugo La Malfa la vera virtù dei governanti non è quella di aumentare le tasse ma quella di spendere bene il pubblico denaro. Ma nella nostra Provincia si fa addirittura il contrario». Sul tema A-14 Gerboni aggiunge:«Giungono notizie da Roma abbastanza preoccupanti in merito alla realistica ipotesi di realizzare la terza corsia sulla A-14 come a noi repubblicani sembra evidente e necessario per evitare la pericolosa strettoia attuale all'inizio della Regione per chi proviene da nord. Alcuni esponenti di Governo di fronte all'assurda bocciatura da parte degli Enti locali della nostra Provincia della terza corsia a favore di uno spostamento dell'Autostrada che non avverrà mai, hanno lasciato capire che ognuno avrà ciò che merita. A noi repubblicani resta incomprensibile il rifiuto dei Ds, che di solito sono più realistici, di una soluzione che darebbe alla nostra Provincia ed alla nostra Regione semplicemente quello che le altre Regioni hanno ottenuto da tempo. Ma ci ricordiamo anche che il vecchio Pci fu violentemente contrario al raddoppio della galleria del Furlo voluto allora dalla Dc e dal Pri e si sa come andò a finire. Per informare dovutamente la cittadinanza il Pri di Fano ha invitato l'onorevole Giorgio La Malfa, a relazionare in merito nelle prossime settimane. Da decenni ci lamentiamo della viabilità ed oggi che ci viene concessa c'è chi la rifiuta».
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  2. #2
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    Predefinito IL MESSAGGERO Online 2 gennaio 2003


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    I repubblicani: «Per l’A14 - la terza corsia»

    FANO—La sezione "Mario Frontini" del Partito repubblicano ha invitato l'onorevole Giorgio La Malfa, presidente della Commissione finanza, a fare il punto sull'ipotesi di realizzare la terza corsia A14, un argomento alquanto dibattuto negli ultimi tempi e che si scontra su quanto punta l’Amministrazione comunale che chiede l’arretramento dell’autostrada.
    Il Pri è invece critico nei confronti del centrosinistra, che caldeggia appunto la costruzione di un nuovo tratto: «Incomprensibile il rifiuto dei Ds, di solito più realistici».
    Ripescando la contrarietà dell'allora Pci al raddoppio della galleria del Furlo, il Pri conclude: «Da decenni ci lamentiamo della viabilità e oggi che ci è concessa, c'è chi la rifiuta». E sempre in tema di priorità dettate dai repubblicani, il vice segretario provinciale del Pri, Gabriele Gerboni, propone ai sindaci di «azzerare l'Ici per tutti gli immobili locati a contratto agevolato».
    «Una rivoluzione copernicana - scrive - nelle scelte di politica economica e fiscale, che è necessario intraprendere se si vuole davvero essere utili ai propri concittadini e se si vuole essere veri amministratori, evitando le speculazioni dei proprietari e le angosce degli affittuari».

    O.S.

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  3. #3
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    Predefinito Lo scopo dell'Edera

    Lo scopo dell'Edera




    Affermare i nostri principi e dare forza al Partito repubblicano. Qualche mese prima di morire Ugo La Malfa chiudeva praticamente la sua vita politica con un discorso al Teatro Nuovo di Milano, il 4 febbraio del 1979. Riascoltiamo le sue parole ed è come se le pronunciassimo noi oggi. "Scopo supremo del Pri è oggi, come nel passato, fare dell'Italia una delle democrazie economiche e sociali più avanzate d'Europa, arrestando il processo di degradazione economica, sociale, civile, che l'ha investita, quasi come una prolungata bufera, negli ultimi dieci anni."

    Una bufera che non riguarda le coalizioni che si sono alternate dal 1994 in poi. Riguarda, piuttosto, l'approccio ai problemi di una classe politica inadeguata, confusa e spesso maldestra. Ne sono conferma le stesse vicende di questa ormai conclusa campagna elettorale, gli ultimi giorni della quale ho voluto dedicare alla terra di Romagna, terra repubblicana per eccellenza.

    E queste giornate romagnole potrebbero essere - e credo lo siano - giornate di festa per il popolo repubblicano.


    (Francesco Nucara)

    Un popolo repubblicano che ha le sue radici nella storia del Paese e non solo nella storia del proprio partito.

    Sbagliano coloro che pensano di distruggere il partito romagnolo, e, a maggior ragione, coloro che pensano di minarlo dall'interno.

    Il Partito repubblicano italiano ha resistito a tutto: alla monarchia, al fascismo, alla Democrazia Cristiana, all'asse Dc-Psi e all'asse Dc-Pci, e resisterà ancora a quanti lo vogliono far scomparire.

    Basterebbe rileggersi un po' di storia e, se vogliamo, un po' di cronaca.

    Nelle varie peripezie il nostro partito ha sempre trovato un nucleo di resistenti pronti a far rivivere l'Edera.

    E' mancato spesso, in questi casi, il senso di appartenenza ad un'idea che andava ben oltre le occasioni o i singoli aspetti di una situazione contingente.

    E' mancato quel collante che Spadolini chiamava "l'altra idea dell'Italia", da non confondersi con l'idea di chi dell'Italia si voleva servire.

    Quel senso di appartenenza che portò Umberto Terracini, leader prestigioso del Pci, a spiegare cosa lo aveva spinto a non abbandonare mai il proprio partito anche quando le decisioni del gruppo dirigente comunista erano distanti anni luce dal suo modo di essere, di pensare, di realizzarsi.

    Egli così affermava in un libro-intervista: "A reggermi in così aspre prove è stata allora la mia convinzione che fuori dall'impegno collettivo non c'è via ad alcuna conquista e che perciò, pur ritenendomi nel vero, politicamente parlando, da solo non avrei potuto realizzare nulla e che, quindi, dovevo custodire gelosamente anche l'ultima radice di quella solidarietà ideale che da sempre mi aveva nutrito."

    Repubblicani, sotto qualsiasi cielo politico oggi vi troviate, tornate a nutrirvi dei nostri ideali, degli ideali mazziniani, della vostra patria che è il Partito repubblicano italiano.

    In una società confusa come quella attuale non sappiamo cosa ci riservi il futuro.

    Sappiamo però che il nostro futuro, nel bene e nel male, è e sarà nell'Edera. Ho trascorso questi giorni con gli amici romagnoli per sostenere il nostro partito, per sostenere una storia mai doma che s'intreccia con la storia dell'Italia e la storia dell'Europa.

    Non c'è docente o studente che studi il Risorgimento italiano e non s'incroci con il Partito repubblicano italiano, quel partito che nasce ben prima della sua fondazione e che trova la sua estrinsecazione formale nel novembre del 1895 a Bologna, su iniziativa del vostro concittadino Aurelio Saffi, triumviro della Repubblica romana e discepolo di Mazzini.

    Forlivesi e repubblicani, onorate la vostra memoria, che non è una memoria chiesastica e non è nemmeno una memoria marxista.

    In questi anni di segreteria, abbiamo cercato di conciliare l'affermazione dei nostri principi con la necessità di far vivere l'Edera: questo simbolo che nasce nel 1834 come emblema della Giovine Europa.

    Molti amici non hanno capito che solo uno sconfinato amore per questo partito ci ha indotto a trovare compromessi che hanno consentito ad una minuscola formazione come la nostra di esercitare un ruolo nel governo del Paese.

    L'atteggiamento tenuto dal segretario nei confronti dei repubblicani romagnoli non è mai stato - e mai sarà - di ostilità preconcetta.

    Anche qui ho cercato di stabilire un rapporto che, pur salvaguardando la posizione politica nazionale, non compromettesse il vostro ruolo negli enti locali.

    E' mia intenzione proseguire su questa strada in attesa che il Pri sia unito da un interesse nazionale, che rilanci le proprie idee ed il proprio ruolo in Italia e in Europa.

    Tutti abbiamo commesso errori - ed io per primo devo farne ammenda - ma se siamo insieme a combattere una battaglia di sopravvivenza, vuol dire che la comune radice non è marcia e che pensiamo di riprendere il cammino. Quel cammino che ci appartiene e non quello che ci ha visto sconfitti all'inizio degli anni '90, come ci aveva visto sconfitti in altre epoche del nostro lungo percorso.

    Gli amici romagnoli sanno che ho difeso il partito e il loro ruolo anche quando, a mio avviso impropriamente, venivano attaccati dagli organismi nazionali.

    E' difficile coniugare Ragione e Passione.


    (Giorgio La Malfa)

    La seconda spesso prende il sopravvento sulla prima, ma noi dobbiamo essere protesi a salvaguardare un equilibrio dinamico.

    Oggi siamo in una coalizione e in un governo che può piacere o meno. Tuttavia, poiché non abbiamo il 51% bensì lo 0,5% siamo costretti e - giustamente - a tener conto delle posizioni altrui.

    Per quella che è stata la mia esperienza di questi anni di governo, debbo ribadire che la forza politica più vicina ai nostri obiettivi è stata Forza Italia e, in modo particolare, il suo leader.

    Le posizioni repubblicane riguardanti Europa, energia, fisco, sicurezza, ambiente e, più generalmente, la modernizzazione del Paese, hanno trovato riscontro negli atti del governo.

    I dissidi sono sorti quando abbiamo affrontato i problemi della ricerca o, in modo particolare, riguardo all'uso degli Ogm ed al ricorso al nucleare (dove ci siamo trovati di fronte all'ostilità di Alemanno), oppure quando abbiamo affrontato i problemi delle cellule staminali o della scuola privata, cui si affiancava tutto il mondo cattolico, al governo come all'opposizione.

    Sulla liberalizzazione, vedi Direttiva Bolkestein, approvata quando Prodi era Presidente della Commissione Ue, ci siamo trovati contro tutta l'opposizione e il mondo sindacale.

    A difendere i privilegi di chi è occupato si fa molto prima che a liberalizzare il mercato.

    Chi è il conservatore e chi è il progressista?

    Il governo o l'opposizione?

    Cari amici, sono stati cinque anni di impegno duro.

    Abbiamo riportato il simbolo dell'Edera, anche se parzialmente, sulle schede elettorali per le elezioni politiche; abbiamo rieditato la "Voce Repubblicana"; abbiamo messo ordine nel tesseramento e nei bilanci del partito; abbiamo riportato il Pri al governo con un ministero politicamente prestigioso e con l'aggiunta dell'incarico a Giorgio La Malfa di coordinare ben sette ministri per l'attuazione della Strategia di Lisbona; abbiamo eletto consiglieri comunali e provinciali, soprattutto nel Mezzogiorno, e ottenuto rilevanti incarichi nelle istituzioni locali.

    Fatemi sentire con il vostro amore e con il vostro cuore che tutto ciò non è stato inutile.

    di Francesco Nucara
    Roma, 7 aprile 2006


    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2305

  4. #4
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    saluti alle marche - forza ascoli!

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    «Meno tasse così si vince»

    di SILVIA BALDUCCI

    L’onorevole Giorgio La Malfa cita la Ferilli e Cacciari, dissidenti interni per criticare la Finanziaria. Nel terzo sabato di proteste, dopo sit-in e presidi vari, i rappresentanti della Casa delle Libertà hanno fatto tavola rotonda a Pesaro alla presenza del parlamentare del Pri, Giorgio la Malfa. Tra i presenti, numerosi rappresentanti locali del centrodestra, Roberto Giannotti, consigliere regionale di Fi, Francesco Grianti, della Nuova Dc, Susanna Alexis, coordinatore comunale Udc, Pietro Bruschi, coordinatore comunale An, Elisabetta Foschi, consigliere provinciale An e tanti altri. La discussione scivola dalla Finanziaria fino alle sbandierate ipotesi di grosse-koalition o governo tecnico, senza dimenticare le liberalizzazioni del decreto Bersani e il Tfr. a Malfa sottolinea come non si possa correggere il deficit, puntando solo sull’aumento delle entrate. Troppe tasse, dunque a sentire le parole del parlamentare cui fanno eco quelle dei vari rappresentanti locali. «La lotta all’evasione si fa riducendo le imposte- incalza La Malfa- così da favorire il rispetto delle regole». Ad ogni modo i 217 articoli della legge finanziaria «sembrano piacere poco alla maggioranza stessa- aggiunge- che ha proposto ben 2917 emendamenti, vale a dire 15 per articolo. Solo 1000 in meno di quelli postulati dall’opposizione, ben 3916».

    tratto da http://www.ilmessaggero.it/

  6. #6
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    Difensore civico: perplessità avanzate dall'Edera/Il Pri di San Benedetto del Tronto stanco del proliferare di incarichi
    Fare un elenco delle spese inutili

    SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Ascoli Piceno) - Il Pri di San Benedetto del Tronto, in merito alle candidature ipotizzate a ricoprire il ruolo di difensore civico, sente il dovere di esprimere la sua perplessità in ordine, non ai nominativi ipotizzati, ma alla figura propria del difensore civico.

    Infatti, riteniamo che gli elettori abbiano espresso, attraverso il diritto di voto, la volontà di essere rappresentati da un Consiglio Comunale e da un Sindaco, che a loro volta si avvalgono dell'operato di Assessori, Funzionari e di Impiegati, con il compito di attendere alle esigenze amministrative della città e di ogni singolo cittadino.

    Quindi, quale ulteriore esigenza c'è di trasferire altrove il compito di risolvere eventuali incomprensioni tra queste parti?

    Come può un ente nominare e pagare un "difensore" del cittadino che poi dovrà entrare in conflitto con esso nominante?

    Ed inoltre, entrando nel merito delle competenze, come può un solo individuo confrontarsi con tanti "esperti" di settore, quali sono i capi servizio, ben remunerati per risolvere questioni in singoli comparti dell'operare e del sapere amministrativo?

    Il PRI ritiene che la circostanza sia l'ennesima occasione per aprire un responsabile confronto sui costi della pubblica amministrazione.

    I contribuenti sono stanchi del proliferare di incarichi, sempre più costosi e lontani dal rapporto con la città .

    Le risorse potrebbero essere meglio impiegate per la manutenzione dei quartieri come ci chiedono tutti i giorni i nostri concittadini.

    Del resto non tutti i Comuni d'Italia hanno provveduto a questa nomina.

    Considerato che San Benedetto è la città della Regione Marche più tartassata in termini di pressione tributaria per abitante, sarebbe ora di iniziare una saggia azione amministrativa contro le spese inutili per abbattere gradualmente la tassazione.

    Antonio Merlini
    , segr. sezione Pri di San Benedetto del Tronto

    tratto da http://www.pri.it

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    Senigallia (Ancona) - 29 settembre 2007 h. 9,30
    Palazzo Ducale

    Conferenza Pri

    I nodi che rallentano lo sviluppo delle Marche
    • -Lavoro
    • -Energia
    • -Infrastrutture

    Coordinatore
    on. De Carolis Stelio (Resp.le nazionale Pri Conferenze organizzative)

    Relazione introduttiva
    Gambioli Giuseppe (Segretario regionale Pri Marche)

    Relatori
    Canafoglia Corrado (Presidente Libero Consumo)
    Pacetti Tarcisio (Unicredit-Banca)
    Santini Lamberto (Segretario Confederale Uil)
    Stronati Massimo (Presidente Confcooperative della Provincia di Ancona)

    Intervento
    on. Nucara Francesco (Segretario nazionale Pri)

    Conclusioni
    on. La Malfa Giorgio (Parlamentare delle Marche)

    tratto da http://www.pri.it

  8. #8
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    Sito web del P.R.I. delle Marche

    http://www.utenti.lycos.it/primarche/


  9. #9
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    Lascia il Cda della società dei trasporti pubblici
    Le dimissioni di Gerboni

    FANO (Pesaro Urbino) - Gabriele Gerboni del Partito Repubblicano ha rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione dell’Ami spa sulla base della legge finanziaria del 2007 , che prevede la riduzione di componenti dei consigli d’amministrazione nelle società controllate da amministrazioni pubbliche. “Non capisco però - commenta lo stesso esponente repubblicano - il can can che fanno alcuni comuni dell’entroterra fanese, soci dell’Aset Spa, governati da esponenti degli stessi partiti che hanno emanato la finanziaria, sembra che non accettino il dispositivo della finanziaria volta ad eliminare alcune spese, vogliono questi sindaci andare contro il governo da loro stessi votato? Il numero di componenti è dato dalle percentuali di proprietà dei comuni stessi, nell’Ami spa, il comune di Fano, secondo la suddetta legge finanziaria non aveva più diritto ad avere due consiglieri, perciò molto opportunamente e secondo i dettami della legge, il consigliere Gerboni ha presentato le dimissioni , perché secondo lo stesso ragionamento i sindaci dell’entroterra sembra che non vogliano aderire alla legge? Dovranno però adeguarsi, anche se hanno voluto trasformare il lorointervento all’Assemblea dei soci Aset come un fatto politico locale, invece nella decisione del socio di maggioranza, il Comune di Fano, non c’è protervia , ma la semplice applicazione della legge nazionale”.

    tratto da http://www.corriereadriatico.it/arti...493BB6BB2B5A9F

  10. #10
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    Solidarietà alla Catalano

    CAGLI (Pesaro) - Il Partito Repubblicano Italiano esprime piena solidarietà e sostegno alla dottoressa Giuseppina Catalano per il grave tentativo d’intimidazione che la dottoressa ha subito tramite una lettera anonima indirizzata al “Carlino” . Siamo certi che la dottoressa Catalano manterrà invariato il suo impegno civile per la città di Pesaro e che la lettera minatoria, anche se non da sottovalutare, le offra una ragione in più per lottare contro la una situazione paralizzante e feudale che ormai si è instaurata a Pesaro. Il Pri vuole comunque esprimere la propria solidarietà alla Catalano poiché il suo impegno sarà anche quello del PRI, per una classe politica più trasparente, meno arrogante e soprattutto per ridare la città di Pesaro ai cittadini.

    Cagli, lì 10 novembre 2007

    Il segretario regionale del P.R.I. delle Marche Giuseppe Gambioli

    tratto da http://www.utenti.lycos.it/primarche/

 

 
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