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Discussione: I primi hackers

  1. #1
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    Predefinito I primi hackers

    Prima Parte



    Non so quanti di voi hanno mai sentito parlare di quest'uomo,
    ma vi assicuro che senza di lui tutto oggi non sarebbe lo stesso.
    La leggenda narra che nel 1971 John Draper apprese da un cieco che
    soffiando in un fischietto sorpesa uscito da una famosa scatola di
    cereali (Cap'n Crunch) vicino la cornetta, si otteneva come risultato
    di resettare la centralina telefonica della Ma Bell. Draper progetto
    un circuito in grado di simulare quel fischio, che altro non era se
    non un suono a 2600 Hz, dotandolo inoltre della capacita' di riprodurre
    i toni della tastiera telefonica. Cosi dopo aver dato il trunk a 2600Hz
    si faceva credere alla centrale di aver riappeso la cornetta e si poteva
    comporre il numero voluto senza pagare la telefonata. Si avete capito
    bene, stiamo parlando della BLUE BOX, scatola magica che ha fatto
    sognare e divertire molti. La BLUE BOX funzionava sulle linee a lunga
    distanza, perche' le centraline di queste erano state progettate male,
    in pratica usavano un solo circuito sia per la voce che per i segnali,
    in modo da ridurre i costi. Questo errore fece in modo che chiunque
    possedesse una BLUE BOX potesse entrare nei meandri di mamma BELL.
    Durante quegli anni, Dreaper ad una cena venne in contatto con took
    Steve Wozniak, allora ancora studente al UC Berkeley e poco tempo dopo
    dietro preghiera di questi lo ando' a trovare per mostrargli il
    funzionamento della BLUE BOX. In quell'incontro pare sia stata fatta
    la leggendaria telefonata al papa. Da li a poco l'Intel annuncio il
    suo processore 8080 mentre Wozniak, entrato in possesso di alcuni
    processori 6502, diede vita all'Apple fondado una societa'. A Draper
    ando' peggio, fu tracciato e accusato di truffa, quindi incarcerato.
    Durante la detenzione, Draper riprese a programmare, dando vita al
    primo programma di videoscrittura per piattaforma Apple, EasyWriter .
    In seguito la Intel lo assoldo' per fare un porting di questo su
    piattaforma Intel. Oggi John Draper, dopo aver pasato la sua vita tra
    momenti di estrema richezza e assurda poverta', ha fondato una sua
    societa' di sicurezza negli Stati Uniti e si sta occupando della
    realizzazione di una piattaforma supersicura per il commercio
    elettronico, basata su sistema operativo OpenBSD. A 57 anni, ben
    raffigura il nonno del Phreaking.

  2. #2
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    Predefinito



    Questa è la storia di Kevin Mitnick, il più grande Hacker di tutti i tempi.

    A 9 anni e vagabonda per i negozi di elettronica della sua città, prende pezzi usati, li ricicla, costruisce, assembla tecnologia trasmissiva tutto solo nella sua stanzetta: diventa cliente assiduo di alcuni negozi, fa amicizia con i proprietari, inizia a fare qualche lavoretto, ricevendo come paga dell'hardware usato.
    A 13 anni viene cacciato da scuola dal preside, perché entrava negli archivi degli altri istituti. Trasferisce la bolletta telefonica di un ospedale (30.000 US$) sul conto di uno che detestava. Si battezza Condor, dal film "I tre giorni del Condor", con Robert Redford.: il Condor è solitario, lavora da solo, non si fida di nessuno, vive con la solitudine. Kevin/Condor trova nella Rete e nell'hacking una compagna ideale, un qualcosa che lo rende meno solo.
    Verso la fine degli anni '70, a 16 anni, come ogni bravo ragazzo americano, prende la patente: la targa della sua auto è X-HACKER. A 17 anni viene arrestato per la prima volta: furto di manuali informatici.
    Seguono altri arresti, nell'83, nell'87 e nell'88, sempre per reati informatici. Un giudice di Los Angeles, la signora Mariana Pfaelzer, lo mette in carcere emettendo una condanna superiore a quella richiesta dall’accusa.
    Il "Condor" vola troppo in alto Anni '90. Kevin è cresciuto. E' sempre più Condor. E' un fantasma, come scrissero in seguito. Non esiste. Vive dirottando i propri conti su altre utenze. Pone molta attenzione durante le connessioni, cambia spesso numeri telefonici, appartamento. Si sposta di continuo. Nel mirino le "Big Companies": IBM, Digital, Sun Microsystems, Fujitsu. Tutte hanno dei segreti da custodire. Il Condor cerca la libertà d'informazione. Vuole la verità, vuole i bug, i famosi difetti, errori di programmazione compiuti dalle software house, per poter accedere ai sistemi informatici protetti.
    Dalla prima metà degli anni '90, sino al suo arresto, Kevin cresce ancora. E' molto attirato dai sistemi VAX della Digital: sono i soli a non avere praticamente bug, a non essere "sfondabili". Allora il Condor agisce, silenzioso. Utilizza Social Engineering, una tecnica hacking per carpire telefonicamente informazioni spacciandosi per un'altra persona, un collega di una filiale. Ottiene tutto quello che vuole. Viola il sistema di un Internet Provider inglese. A quel sistema è abbonato, come utente regolare, un consulente della Digital.
    Kevin gli spia le e-mail. Apprende i segreti più segreti della Digital, il suo intento era quello: se non posso ottenere le informazioni in un modo, le ottengo in un altro.
    L'FBI è sui suoi passi. Lui lo sa. Spia le comunicazioni tra la sede centrale dell'FBI e gli agenti dislocati, i quali lo stanno cercando per mezza America. Non appena l'FBI dà l'ordine "ok, andate a prenderlo", lui sparisce. Li prende in giro. Falsifica le comunicazioni. E' un'ombra sulla Rete, nessuno sa dove sia fisicamente.
    Kevin nel frattempo è entrato ovunque: multinazionali, società d'informatica, agenzie governative. Entra e copia: progetti, piani, budget, business plan, contatti, consulenze esterne. Non vende nulla, non baratta, non cancella: apprende, impara, conosce. Per lui la conoscenza è importante. Sa come funzionano le cose. Capisce che il nuovo business sta partendo: telecomunicazioni, telefonia cellulare, satellitare, pay-Tv. I bit avanzano, l'analogico scompare. Kevin lo sa. Forse inizia a capire il potere che ha in mano.
    Lo capiscono anche altre persone. Kevin ha accesso ad informazioni riservatissime, e questo dà molto fastidio alle multinazionali. Le lobby USA si muovono, l'FBI lo inserisce ufficialmente tra i "Top Wanted" , come per i peggiori criminali.
    L'Fbi ha capito, le multinazionali anche, le lobby hanno provveduto: mancano i mass-media. Come per magia, appare un articolo sulla prima pagina del New York Times, il 4 luglio 1994: racconta dell'esistenza del Condor. Kevin diventa un personaggio. Ma è sempre più braccato. John Markoff, l'autore dell'articolo, fa di tutto per incontrarlo. Corrompe alcuni suoi "amici", collabora con l'FBI per incastrarlo.
    Nel dicembre del 1994, appare un messaggio sul computer di Tsutomu Shimomura, nippo-americano, super esperto di sicurezza, consulente del Governo USA. Non c'è scritto molto, solo un "Found me: I am on the Net". Trovami, sono sulla Rete.
    La sfida ha inizio. Per la prima volta, le armi sono diverse: è una caccia all'uomo on-line. Le maggiori compagnie di telecomunicazione americane collaborano con l'FBI. La Sprint Corporation fornisce manuali, schede, tecnici specializzati. Il Condor è braccato. Kevin ha utilizzato, tra i primi al mondo, la tecnica dell'IP-spoofing, nel dicembre del 1994, per attaccare i server di Shimomura con sede a San Diego.
    14 febbraio del 1995. Kevin viene arrestato, tradito da un giornalista di cui si fidava. Non uscirà mai più dal carcere. Amici, conoscenti, hacker, amanti della libertà d'espressione, dell'open source, della libera comunicazione,hanno fondato un sito web, http://www.kevinmitnick.com. Sull'home page c'è un contatore. Non è il classico counter per gli accessi. Scorre veloce, di continuo. Purtroppo non testimonia una cosa allegra, come l'alto numero di visitatori. Le cifre che scorrono, a ritroso, contano quanto manca al suo rilascio.
    E ci siamo quasi: tra circa 18 giorni e 13 ore il Condor sarà di nuovo in libertà.

  3. #3
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    Predefinito

    rettifica

    Il Condor è gia libero: l'attuale countdown si riferisce alla sua condanna, di non poter utilizzare il computer per nessuno scopo, di tre anni dopo l'uscita di galera.

 

 

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