





Questa è bellissima, varie interpretazioni:Originally posted by Unheimlich
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*I due hanno litigato? naaaaaaa, troppo scontata...
*I due stanno solo guardando il panorama? naaaaaaaaa...banale come sopra.
*I due sanno che qualcuno li sta spiando e allora sopra pace, sotto...guerra, si frugano dovunque, ma sopra sono super composti causa guardone.
*I due hanno un bebè a bordo, stanno solo aspettando l'ora della poppata.
*I due sono solo manichini, stanno sperimentando il crash test in mare.


Cosa fanno quei due in macchina?
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UN ANNO DOPO


Ci sono attimi che pure trasparenti mantengono l'essenza del piombo, un rapporto tra peso e volume che ha dello specifico l'ineffabile e il taciuto perchè, semplicemente, quello che c'è non si può dire.
Un'orizzonte e due persone in questa macchina, un utero di ferro, a false mirror aperto allo sguardo, dove pare che non si sfiorino, ma che stiano condividendo qualcosa che li vede divisi, come se entrambi aspettassero, nello spazio rinchiuso di quella macchina nera, il proprio turno, un turno, una chiamata, qualche cosa.
Il turno per parlare forse, il turno per dire una parola, o forse il turno per uscire per primi da quel paesaggio irreale che li riduce a simbolo di qualcosa nell'eleganza di un'immagine che ne ferma la storia, il respiro, l'essere andati là voltando le spalle al mondo, voltandole a qualunque cosa diversa da loro stessi.
Sono insieme ma sembrano soli come in una trappola di metallo, in un cielo che è plumbeo come il piombo materiale, eppure in alto è aria e libertà, e quelle onde che si rincorrono si rincorreranno nel rumore, nel sussurro del mare, in quell'odore che sa di vita, che non si può immaginare silenzioso.
il silenzio fotografato è nella macchina, e in ogni silenzio c'è un enigma.
Non è importante quale sia, quello che stranisce è che ci sia.
Gianni Berengo gardin, fotografo, vivente, nel 1958, asolutamente per caso, come in tutte le sue foto, in tutte le magie che il suo occhio, non visto, meravigliosamente coglie.


In assoluto il più grande fotografo vivente, italiano e non.
Sono rimasto fulminato da una sua personale, a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, credo si chiamasse copyright. E' un peccato che non si trovino molte sue foto on line, e questi dannati cataloghi delle mostre e libri di fotografia costano un'esagerazione.
La prima foto, che credo si intitoli "Vaporetto", è stata scattata a Venezia, credo negli anni 60. Ci sono altre foto di Gardin su Venezia, una con un gruppo di pretini che passeggiano di schiena, e solo uno si accorge del fotografo e si gira, sentendosi osservato. E poi ne ricordo una incredibile della regata storica, con i piccoli velierini in un canale.
Perchè Gardin non è celebrato come meriterebbe?
Uno dei pochi che è riuscito a fotografare l'Italia per 50 anni, uno sguardo limpido, un uomo invisibile, con l'occhio puro, perchè?
Perchè è un fotografo vero, che non si nasconde dietro uno stile riconoscibile, che non premette la realtà alla sua interpretazione, che si confonde come un camaleonte nelle cose, come fosse un albero, un'onda, un pezzo di selciato, che non c'è mai quando scatta. Così diverso e atipico da altri, che pare fotografino sempre se stessi che fotografano.
Aspettiamo che muoia, o che passino degli anni (speriamo tra cent'anni), e poi usciranno i menestrelli del catafalco (le moschine che ronzano intorno al cadavere - come le chiamava Pazienza)...


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Ne ricordavo un'altra, ma ecco una foto della regata storica...


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Ed ecco quella dei pretini


Questa è la foto che più mi ha colpito. Scattata nel 1962 a Chiasso. Lo sguardo incommensurabile di quest'uomo che corre con la valigia, mamma mia, mi mancano le parole, quanto dei nostri emigranti avevano questo sguardo, fiero, come rivolto ad altri luoghi, , come perso nel passato e avido di futuro, amlinconico, insieme pieno e vuoto di speranza. Vederla in formato grande è una esperienza sgomentevole.
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