Un'indagine dell'Eurispes sui costi dei generi alimentari
Ma Marzano ribadisce: "L'Istat è l'unica fonte ufficiale"
Pasta carne e verdura più cari del 29 per cento
E l'Adiconsum rilancia: aumenti insostenibili anche nelle tariffe
La Cgil annuncia battaglia: "Adeguare i salari all'inflazione reale"
ROMA - Quasi il 30 per cento in un anno: a tanto ammonta secondo l'Eurispes l'aumento dei prezzi dei generi alimentari registrato negli ultimi dodici mesi. Secondo l'istituto di studi politici economici e sociali, che ha condotto l'indagine insieme alle associazioni della Coalizione dei consumatori, l'incremento del costo dell'alimentazione per le famiglie italiane è stato del 29 per cento, ben al di sopra del 3,8 per cento misurato dall'Istat tra novembre 2001 e novembre 2002.
L'Eurispes ha utilizzato per l'indagine un metodo di calcolo diverso rispetto a quello utilizzato generalmente dall'Istat. Tuttavia, spiegano all'istituto di studi, volendo calcolare l'inflazione con lo stesso metodo dell'Istituto di statistica, la variazione risulterebbe comunque del 13 per cento, tre volte superiore a quella denunciata dall'Istat. Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha comunque ribadito che "l'Istat resta l'unica fonte ufficiale per la rilevazione dei prezzi".
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Secondo le misurazioni dell'Eurispes, condotte su un paniere di 150 prodotti contro i 164 dell'Istat, gli aumenti maggiori hanno riguardato i prodotti ortofrutticoli (+51 per cento), con punte oltre il 60 per cento per le zucchine. Notevole anche l'incremento dei prezzi dei carboidrati, come il pane, la pasta e il riso, cresciuti in media del 20 per cento. Rincari del 37 per cento anche per il caffè e addirittura del 48 per cento per l'acqua minerale.
Fra gli alimenti proteici sono le uova a segnare l'aumento più consistente (+34 per cento), seguite dal pesce fresco (+28 per cento), dalla carne suina (+26 per cento), da quella di pollo e tacchino (+20 per cento) e infine da quella di bovino (+19 per cento). Incrementi superiori al 30 per cento registrano anche il prosciutto, il grana e il parmigiano, mentre per pelati e polpe pronte i prezzi sono cresciuti rispettivamente del 35 per cento e del 59 per cento.
L'inflazione, rileva ancora l'Eurispes, ha galoppato più rapidamente nelle città con oltre 100 mila abitanti (+34,6 per cento) che nelle piccole (+27,2 per cento). L'aumento è stato inoltre più evidente nell'Italia centrale (+44 per cento), dove hanno pesato in modo considerevole i rincari registrati a Roma e Firenze, rispetto al Nord (+33 per cento) e al Sud Italia (+25 per cento). Tra le tipologie di rivendita, a segnare gli aumenti più consistenti sono stati infine discount e supermercati, entrambi oltre il 30 per cento.
Insomma "gli aumenti dei prezzi - ha detto il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, presentando l'indagine statistica - sono generalizzati: la verità alla fine ha preso il sopravvento e oggi tutti siamo finalmente consapevoli di quanto l'introduzione dell'euro e soprattutto le spinte speculative dei commercianti siano costate agli italiani". "L'aumento della spesa per l'alimentazione - ha aggiunto Fara - penalizza i consumi degli altri settori, anche di quelli che non hanno visto aumentare l'inflazione. Le aspettative del governo per il 2003 sono di un incremento dei consumi del due per cento, ma secondo noi non ci sarà: ci aspettiamo una sostanziale stagnazione che colpirà tutto il sistema produttivo".
I dati dell'Eurispes hanno rinfocolato le polemiche sull'inflazione. La Cgil ha annunciato I sindacati sono tornati a chiedere un adeguamento che darà battaglia per l'adeguamento delle retribuzioni all'andamento reale dei prezzi, mentre la Coalizione dei Consumatori ha sollecitato la filiera commerciale a ridurre i prezzi di almeno il 10%.
Ma ci sono anche le tariffe, a rendere quasi insostenibili gli aumenti. A sottolinearlo è l'associazione Adiconsum secondo cui i rincari saranno fra i 60 e gli 80 euro per luce e gas, 70-100 euro per la Rc auto, 130-180 euro per i trasporti (autostrade, trasporti locali e benzina), 30-40 euro fra acqua e tassa sui rifiuti, 10-20 euro per i ticket sulla salute, 20-30 euro per i servizi bancari e postali. Insomma, una media di 320 euro per famiglia. Il segretario dell'associazione, Paolo Landi, invita il governo a fare attenzione soprattutto a "nuove speculazioni sul caro-petrolio" e chiede che sia l'authority per l'Energia a "monitorare il prezzo della benzina alla pompa".
(2 gennaio 2003)




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