L'indiano cattivo
Miguel Martinez
www.kelebeker.com
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La sera in cui l'Italia è entrata in guerra con l'Afghanistan, Bruno Vespa alla trasmissione Porta a Porta non ha solo denunciato un curioso attentato ma ci ha anche presentato un certo Adel Smith dell'Unione Musulmani Italiani, che ha recitato con maestria il ruolo dell'indiano cattivo, speculare a quello dell'indiano buono recitato da Massimo "Abdul Hadi" Palazzi. Ma vediamo chi è in realtà il Fratello Smith che ha sbraitato contro il crocifisso...
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Adel Smith è riuscito a fare molto per la causa crociata. Per molti telespettatori, i suoi discorsi sembravano infatti confermare i peggiori timori di tanti italiani, magari non particolarmente religiosi, ma comunque atavicamente legati al cristianesimo: lo scopo fondamentale dell'Islam, dichiarato proprio dal dirigente dell'Unione Musulmani Italiani - che presumibilmente rappresenta tutti i musulmani d'Italia - consiste nel condurre una guerra contro la "nostra" religione.
Un volantino cristianista distribuito a Verona fa vedere la foto di una manifestazione in cui Adel Smith guida alcuni manifestanti davanti al Castello Sforzesco di Milano che inalberano cartelli contro "L'Eucarestia: rito antropofago" e che commentano, profondamente, "L'Islam? Sempre più su... Cristianesimo? Sempre più giù." Gli autori del volantino commentano "Ecco il vero Islam!" e aggiungono alla lista dei terroristi islamici, per buona misura, anche il Genova Social Forum, il presidente Ciampi e ... Giovanni Paolo II.
Ciampi a parte, quanta ragione hanno i nostri cristianisti nel definire Adel Smith un rappresentante del "vero" Islam?
Intanto, una premessa tecnica: l'Islam non ha alcun capo o alcuna organizzazione o alcuna gerarchia. Dire che qualcuno "rappresenta" i musulmani è un po' come dire che qualcuno "rappresenta" i laici. Nessuno puo' parlare a nome di tutti i musulmani, un fatto che peraltro sta ritardando l'intesa tra lo Stato italiano e... e migliaia di individui che non hanno alcuna intenzione di costituirsi in chiesa.
Secondo, l'enorme maggioranza dei musulmani in Italia è ancora oggi composta da individui di nazionalità extraeuropee, anche se ovviamente la cosa cambierà nel giro di una generazione. I musulmani italiani sono pochissimi - in ambienti curiali girano ogni tanto cifre ridicole, ho sentito addirittura parlare di "centomila italiani convertiti all'islam". La cifra andrebbe divisa per mille, o quasi.
Alcuni italiani sono persone serie; ad esempio Ali Schutz del "Fondaco dei Mori" di Milano, oppure Hamza Roberto Piccardo dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), che rappresentano posizioni molto diverse ma entrambe rispettabili. Pur ribadendo il concetto che nessuno puo' rappresentare "i musulmani" nel loro complesso, l'UCOII è comunque l'organizzazione che raccoglie più consensi tra musulmani di varia provenienza.
Alcuni italiani sono invece individui assai particolari. Tra questi, Adel Smith: invece è un caso del tutto personale. Cittadino italiano, il padre è di lontane origini scozzesi, la madre invece è egiziana, risiede nel piccolo e tranquillo comune abruzzese di Ofena, dove ovviamente costituisce un notevole punto di interesse per la vita locale. Caratteristica fondamentale di Smith è l'odio tutto particolare che nutre per il cristianesimo in cui è cresciuto. Questo odio ricorda quello di certe figure anticlericali dell'Ottocento; e forse non si sbaglierebbe troppo a dire che Smith si sia convertito all'Islam essenzialmente per fare dispetto al cristianesimo.
Una decina di anni fa, in seguito a un gravissimo incidente in moto, questa sua particolare fissazione cominciò ad aggravarsi. Ebbe poi problemi molto seri con la giustizia per aver rapito la propria moglie che lo voleva lasciare; fuggì in lingua Albania, dove visse per un periodo in un camper, stampando opuscoli in albanese. I contenuti erano ripresi da pubblicazioni ottocentesche di autori atei che sottolineavano le contraddizioni della Bibbia, ma Smith aggiunse una buona dose di punti esclamativi.
Smith è ricomparso in Italia - e a Ofena - appena un anno fa, cercando con molta aggressività di presentare i propri testi anticristiani agli incontri di varie organizzazioni islamiche in Italia e venendo gentilmente messo alla porta da tutte. A parte attaccare di tanto in tanto il cristianesimo, non sembra che faccia molto altro: alcuni hanno quindi ipotizzato che Smith facesse di mestiere l'agente provocatore, ma pare improbabile, visto che tutti coloro che lo hanno conosciuto sono rimasti colpiti dal suo tetro fanatismo e assoluta mancanza di senso dell'umorismo.
Comunque Smith è riuscito ad agganciare un altro individuo, che per certi versi sarebbe anche simpatico, un donchisciotte romanaccio venditore di materassi. Si tratta di Massimo, in arte "Abdul Haqq", già in carcere come fiancheggiatore delle Brigate Rosse, che scoprì il Grande Complotto degli Ebrei mentre era in galera, grazie a un altro detenuto, un estremista di destra. Quando scoppiò la Guerra del Golfo, senza saperne nulla di Islam, decise di farsi musulmano. Aveva un piccolo seguito di borgatari romani, tre o quattro di numero, che però sembra che lo abbiano già abbandonato. Se mi si concede un tocco di colore, mi ricordo Abdul Haqq una volta mentre adocchiava una bella cameriera: "anvedi che morettina..." poi distolse lo sguardo, aggiungendo, "eh già, er Profeta disse che nun le devi guardà... e c'aveva pure raggione, tanto quanno l'hai guardata, nun è che c'hai fatto niente."
Smith e Abdul Haqq insieme hanno costituito sia l'Unione Musulmani Italiani sia il Partito Islamico Italiano: quest'ultimo venne fondato nel salone di un albergo romano, alla presenza di una quindicina di persone, di cui cinque o sei appartenenti ai servizi di vari paesi arabi e qualcuno, si può essere sicuri, anche ai servizi italiani, più almeno due o tre curiosi, per cui il numero di militanti effettivi è facile da calcolare. Anche se bisogna dire che le forze poi sono cresciute, con l'adesione di un'infermiera di Niguarda a Milano, tale Rosa Fatima Petrone, che avrebbe guadagnato un bel po' di pubblicità agli smithisti per aver protestato contro la presenza di un crocifisso sul suo posto di lavoro.
Recentemente, Mario Borghezio, eurodeputato della Lega, si è reso ridicolo chiedendo lo scioglimento del partito di Smith (Padania del 8 novembre 2001), da lui descritto come «leader indiscusso di un neonato movimento di musulmani italiani». Date le circostanze, non sorprende che Smith sia leader indiscusso; incuriosisce piuttosto la scarsa coerenza di Borghezio, ex-membro del Movimento Politico Ordine Nuovo, messo al bando nel 1973 dal governo italiano.
Un giorno, Smith e il suo compare scoprirono, chissà come o da chi, che nel Duomo di Bologna c'era un affresco medievale che rappresentava Muhammad all'inferno, presumo tratto dalla Divina Commedia. E qui hanno trovato un'occasione straordinaria di pubblicità gratuita per la loro non-organizzazione, chiedendo la distruzione dell'affresco: una richiesta condannata immediatamente da tutte le organizzazioni islamiche in Italia. Alzi la mano chi si ricorda di aver letto tali smentite sulla nostra stampa.
Il 14 ottobre 2001, Smith - approfittando dell'attentato di New York - ha tenuto un comizio al Parco del Castello a Milano, in cui ha inveito contro l'affresco davanti a una minuscola folla di curiosi. Un fatto però davvero strano: nella foto pubblicata su L'Avvenire, si vedono quattro o cinque persone dall'aspetto balcanico, proprio quelle che tengono in mano gli ormai famosi cartelli (la foto si può vedere sempre sul volantino cristianista). Qualche musulmano in vena di complottismo ha notato che questi albanesi erano privi di barba, per cui certamente non erano "fondamentalisti islamici". Gli ipercomplottisti hanno anche trovato strano il fatto che un gruppo di immigrati si esponesse in maniera così clamorosa alle attenzioni della DIGOS: che non avessero nulla da temere?
I razzisti nostrani non nascondono la loro gratitudine ad Adel Smith. Ecco cosa dice un certo Alberto Indelicato ("Musulmani: cittadini, ma non italiani", Il Giornale, 20 settembre 2002) - notate con che furbizia aggira il problema della rappresentatività numerica del movimento di Smith:
Gli italiani ignorano quanto dovrebbero essere grati ad una certa "Unione dei Musulmani d'Italia", che sempre più spesso fanno parlare di sé. Non sappiamo quanti islamici raggruppi e rappresenti, ma la sua importanza prescinde dal dato strettamente numerico per le ragioni che non mancheremo di illustrare tra poco. Per intanto ricordiamo che dai suoi rappresentanti è venuta l'indignata segnalazione dell'affresco che nella chiesa bolognese di San Petronio rappresenta Maometto nei tormenti dell'Inferno e la richiesta di sopprimerlo. In realtà pochi lo avevano notato e pochissimi lo avevano messo in rapporto con il canto dantesco relativo ai seminatori di scisma e di discordia.
Nel gioco degli specchi, ogni mossa del disoccupato di Ofena fa alzare la posta dall'altra parte. Esilarante la campagna della signora Silvia Ferretto Clementi, Presidente della commissione consiliare "Cultura, formazione professionale, commercio, sport, informazione" della Regione Lombardia, per mettere fuorilegge il micropartito di Adel Smith e del suo solitario seguace. La grintosa signora, militante missina dall'età di sedici anni e moglie del noto esponente di Alleanza Nazionale Riccardo Decorato, ha promosso una raccolta di firme con le seguenti motivazioni:
PETIZIONE al Presidente della Repubblica e al Parlamento
I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, FORTEMENTE PREOCCUPATI PER IL DILAGARE DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO CHIEDONO:
-CHE IL PARTITO ISLAMICO FONDATO DA ADEL SMITH VENGA SCIOLTO,
-CHE NESSUNA ASSOCIAZIONE ISLAMICA POSSA USUFRUIRE DEL CONTRIBUTO DELL’8 per mille FINO A QUANDO NON PRENDA UNA NETTA E CHIARA PRESA DI POSIZIONE CONTRO LA VIOLENZA, IL FANATISMO E LA GUERRA SANTA
- CHE NON SIA PERMESSA LA COSTITUZIONE DI PARTITI ISPIRATI A PRINCIPI PALESEMENTE ANTIDEMOCRATICI E IN APERTA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO
La petizione mostra certamente l'entusiasmo vivace della sua autrice; ma anche una forma ricorrente di ipocrisia: i neofascisti tendono a lamentarsi quando vengono emanate leggi repressive nei loro confronti, ma spesso sono i primi a chiedere leggi simili contro gli altri. La storia della trave e della pagliuzza, insomma. Tra parentesi, nelle pagine che il sito della signora dedica ad Adel Smith, ci sono link ad alcuni articolo, ma a un unico sito esterno, qualcosa che si chiama "Coranoislam". Questo sito è un'ammucchiata confusa di islamofobia di ogni sorta, rigorosamente anonimo (manca persino un recapito e-mail). I link di questo sito ci portano poi in un pellegrinaggio attraverso mondi meravigliosi:
qualche altro sito anonimo
un sito evangelico che ci spiega perché il cristianesimo (loro) è meglio
un certo Andrea Fracassi di Gaggiano con un sito dedicato a scandali, canzonette, la Storia del Grande Fratello 2001, Miss Italia, ma anche feroci attacchi all'islam
Dulcis in fundo, il sito di Arrigo Muscio che riporta le testimonianze di anime dannate dall'inferno e le confessioni di diavoli cacciati durante esorcismi. Ci sono addirittura le foto dall'inferno. Che noi vi risparmieremo, presentandovi invece quella della signora Ferretto Clementi.
Personalmente non credo che Adel Smith sia pagato per recitare il ruolo del musulmano che tutti i crociati e guerrafondai di questo momento sognano. C'è una spiegazione più semplice - e forse anche più preoccupante - di questo caso così assurdo.
Le informazioni sono libere, in una società democratica, per permettere a ogni cittadino di arrivare a una decisione ragionata. Ma cosa succede se le informazioni diventano semplicemente uno spettacolo, che da una parte impone la volontà del dominante sul suddito, però dall'altra si prostituisce al cittadino stesso, conformandosi a tutti i suoi desideri di divertimento, di eccitazione, di paura?
In questo caso, l'informazione è semplicemente un gioco e una merce. Alcuni devono faticare da matti per inserirsi nel gioco, e quasi tutti finiscono sospinti nell'anonimato.
Ci sono però alcuni attori poveri, che sanno come inserirsi in questo gioco, ottenendo risultati a volte incredibili. Il trucco sta nel parassitare eventi maggiori, presentandosi come il cattivo perfetto. È quello che fa Adel Smith, cavalcando l'islamofobia, l'isterismo bellico, il razzismo, il "cristianismo", il suprematismo occidentale che in questi giorni si stanno scatenando in una folle sabba, che unisce tutto il gusto di una guerra ben fatta all'assenza assoluta di pericolo reale: la guerra di Disneyland, che riporta innumerevoli migliaia di afghani alla polvere e alla pietra, ma che per noi è soltanto un agitarsi di bandiere e sani istinti omicidi.
Adel Smith, che normalmente sarebbe solo il personaggio più pittoresco di Ofena, uno tra mille e mille eccentrici d'Italia - dal caro vecchio Pierluigi Ighina che bombarda la Luna con cannoni di cartapesta, a Carl William Brown che spamma tutto Internet con le sue opere poetiche e i suoi aforismi - diventa il Capro Espiatorio della nazione, trascinato alla distruzione, ma intanto viene addobbato di nastrini mentre si avvia verso la rupe da cui verrà scagliato giù, le-'Azazel, "per il demone Azazele", affinché si distragga e non porti testimonianza contro Israele.
Ma evidentemente basta un nastrino per rendere felici certe capre.
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P.S. Il 9 novembre, Adel Smith è stato cacciato dalla Moschea di Roma dai semplici fedeli. Ecco il resoconto in un comunicato di agenzia:
ISLAM: ADEL SMITH CACCIATO DALLA MOSCHEA DI ROMA - UN TESTIMONE, CHE SEI VENUTO A FARE? MEGLIO CHE TE NE VAI!
Roma, 9 nov. - (Adnkronos) - Adel Smith è stato cacciato senza troppi complimenti stamane dalla moschea di Roma, dove era andato a vendere i suoi libri contro il Cristianesimo e la Chiesa cattolica. L'episodio, avvenuto intorno alle 10.30 e reso noto da alcuni testimoni, è stato confermato dai vertici della Lega Musulmana Mondiale che ha sede nella moschea. Unanime condanna è stata espressa dalla comunità islamica nei giorni scorsi per le offese espresse da Smith contro il Cristianesimo durante un'infuocata puntata di "Porta a Porta".
"Si è presentato con il suo banchetto di libri intorno alle 10.30" racconta O.H., di nazionalità araba, che chiede l'anonimato. "Era venuto altre volte, anche in passato, ma noi stavolta non abbiamo avuto dubbi: appena l'abbiamo visto tirare fuori i suoi soliti libri, contro il Crocifisso, la Chiesa e il Vaticano, gli abbiamo detto subito di andarsene. 'Se vuoi, gli ho detto, vai a pregare in moschea. Altrimenti è meglio che te ne vai: noi qua non ti vogliamo e poi questi tuoi libri non ci interessano'".
"Eravamo - dice ancora - una quindicina: lui era venuto al mattino per avere più gente al momento della preghiera delle 12.30 e magari farsi intervistare, perché qui il venerdì è pieno di giornalisti. Ma tutti quanti gli abbiamo detto che non era proprio il caso dopo quello che ha fatto l'altra sera da Vespa. Smith non ha neanche ribattuto: ha ripiegato il banchetto e si è allontanato. Ma siete voi giornalisti che date importanza a questa gente: per noi non ha mai rappresentato nessuno se non se stesso che date importanza a questa gente; per noi non ha mai rappresentato nessuno se non se stesso e il suo segretario".
(Mbr/Zn/Adnkronos)
09-NOV-01 17:43




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