ROMA - Le entrate fiscali si sono ridotte del 4,7% nei primi unidici mesi del 2002 e a ottobre il debito pubblico ha toccato il record a 1.395,9 miliardi di euro, secondo il Bollettino Statistico della Banca d'Italia. Il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, però, è tranquillo e sottolinea che gli ultimi due mesi dell'anno hanno registrato un'inversione di tendenza e i conti, anche grazie agli interventi straordinari, torneranno a posto.
Nei primi 11 mesi del 2002 le entrate tributarie hanno subito un calo che sfiora il 5%. Il gettito - senza tener conto dei fondi speciali per la riscossione - ha registrato una contrazione del 4,76% passando dai 272.357 milioni di euro del 2001 ai 259.391 milioni di euro del gennaio-novembre 2002.
Sul dato complessivo ha pesato anche il risultato negativo di novembre (-5,7%), ma bisogna tener conto che l'ultimo giorno per l'autotassazione scadeva all'inizio del mese successivo, ovvero il 2 dicembre: le entrate del mese sono scese di 1.444 milioni di euro, passando da 25.167 milioni di euro del novembre 2001 a 23.723 del novembre scorso.
Nuovo record assoluto, invece, per il debito pubblico che a ottobre ha toccato quota 1.395,9 miliardi di euro. Secondo il Bollettino, il debito delle amministrazioni pubbliche è cresciuto in un anno del 4,07%, rispetto ai 1.341,3 miliardi di euro dell' ottobre 2001 e mostra un lieve incremento (+0,6%) rispetto al dato di settembre (1.387,4 miliardi) che aveva segnato il valore storico più alto.
A novembre la Banca d'Italia aveva segnalato che, dopo aver toccato il livello record a settembre (1.387 miliardi), il debito sarebbe salito ancora, ''presumibilmente in base al disavanzo registrato dal settore statale”. Ma, segnalava l'istituto centrale, “dovrebbe ridursi nell'ultimo bimestre dell'anno, anche in connessione con entrate straordinarie attesa da operazioni di cartolarizzazione”.
Nel Dpef, il governo prevedeva una flessione del rapporto debito/pil rispetto all'anno precedente di 0,4 punti a quota 109,4%. A fine anno, comunque, lo scambio dei Btp fra Tesoro e Bankitalia ha consentito di ridurre il debito pubblico di circa 22 miliardi di euro, un valore vicino a due punti di pil. Questo – secondo alcune indicazioni fornite dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti a Bruxelles – consentirebbe di ridurre il rapporto debito/Pil a quota 107,7%.
In termini assoluti, il debito ammonta a ottobre a poco meno di 25.000 euro per ciascun cittadino, neonati compresi. La quota maggiore del debito è legata alle amministrazioni centrali, che 'pesano' per 1.352,1 miliardi di euro, in crescita del 3,6% (49,3 miliardi) rispetto a ottobre 2001. Anche se più contenuto, il debito dovuto alle amministrazioni locali cresce più rapidamente: rispetto a un anno fa l'incremento è del 13,69% (5,2 miliardi) che porta il totale a 43,46 miliardi.
Nessun allarme per il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas. “È un dato da non sottovalutare – spiega – ma gli ultimi due mesi dell'anno saranno nettamente migliori”. A ottobre, “non c'era l'autotassazione oppure le disposizioni sulla Dit e c'erano invece altri fattori critici”. Lo stesso discorso si può fare per l'andamento delle entrate tributarie: l'ultimo giorno utile per l'autotassazione è caduto il 2 dicembre ed è possibile dunque che la maggior parte delle entrate vengano contabilizzate sull'ultimo mese dello scorso anno
Non c'è male!!![]()




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