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Discussione: Terroni brava gente

  1. #11
    Ospite

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    Originally posted by Alex_
    Mi dispiace ti rimetto a ragione sul pulpito (anzi copriti bene, non prendere troppi spifferi lassu') e continuo a notare l'ipocrisia nel vederti elargire patenti di onesta' e disonesta' :-)

    Non ho giustificato i simpaticoni che hanno organizzato la truffa, li ho solo paragonati a quegli altri ben piu' simpaticoni delle compagnie assicuratrici (tutte del nord).

    Gli impiegati dell'assicurazione tutti meridionali? e con questo? stai a vedere che ora le politiche dei prezzi vengono decise dai pennivendoli e non direttamente dai dirigenti. Per favore non fare ridere i polli.

    I dolce sono meridionali? non mi sembra, sono ben distribuiti su tutto il territorio nazionale. Inoltre con quella "simpatica" canaglia c'era una certa Paola Rossi.
    Tipico cognome napoletano, nevvero?

    Con questo per dire che? cio' che ho detto gia' un post fa: "DA QUALE PULPITO...."
    mwahahhahahaahhahahahahahahahahahah

    lasciategli scrivere stè pirlate...
    e non create un altro martire virtuale .....
    più scrivono pirlate e più la gente odierà il loro "benpensare"

  2. #12
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    Dal Corriere della sera del 30/3/2001: (LEGGETELO BENE E TUTTO QUESTO ARTICOLO,E' VERAMENTE "ISTRUTTIVO".E' INUTILE SOTTOLINEARNE SOLO ALCUNE PARTI PERCHE' E' TUTTO INTERESSANTE)


    Sulle strade della Campania, in un delirio di clacson, stanno correndo una gara da pazzi. Da una parte sfreccia il bolide delle assicurazioni che per rifarsi delle truffe hanno tariffe ormai impossibili. Sull’altra il mostro rombante di 800 mila persone che per evitare gli aumenti girano con polizze false sperando nella sorte. Chi sia scattato prima, se le truffe o i rincari, importa poco. Ciò che conta, e che dovrebbe gelare il sangue non solo a chi passa di là (con una possibilità su 3 di non essere rimborsato in caso d’incidente) ma soprattutto il governo e le opposizioni, è che un pezzo del Paese slitta ancor più nell’illegalità. Nella scia d’un sistema perverso che dopo furbizie d’ogni genere registra oggi l’ultima chicca: le sentenze false emesse da giudici falsi e notificate da avvocati falsi per incidenti falsi. Per ora ne hanno scovate una trentina, ma i magistrati si son fatti l’idea che ce ne siano a pacchi. Nessuno stupore: è il perfezionamento d’una procedura avviata coi metodi, diciamo così, tradizionali. Basti ricordare il caso del giudice onorario di Aversa Alberto Mecozzi, che una mattina, riuscì a esaminare 230 processi. Uno ogni 78 secondi. Record mondiale. Come quello di Gerardo "tapparella" Oliva, un tappezziere che in un anno ha visto, dice, 650 incidenti. Un primatista ma in buona compagnia. L’anagrafe dell’Isvap, pronta a settembre, avrebbe trovato decine di persone che, come escono di casa, assistono qui a un tamponamento, lì a uno schianto, lì ancora a una retromarcia sbagliata. C’è chi ne ha visti duecento, trecento, quattrocento.
    Dicono all’Ania che su cento automobilisti italiani quelli che hanno un incidente l’anno sono 11. Gli alto-atesini 7, i lucani 9, i reatini 10, i napoletani 19. Per non parlare delle moto. La media italiana è del 5,54%. Quella di Arezzo del 3,6, di Isernia del 4, di Enna del 6, di Napoli del 20. Impossibile resistere, dicono gli assicuratori. Tanto è vero che la "Toro", la "Winterthur", la "Milano" e altre compagnie han ridotto al minimo o abbandonato la piazza partenopea: troppi rischi.
    A Casal di Principe peggio ancora: se ne sono andati tutti.
    Egoismo, accusano le associazioni dei consumatori. E citano i bilanci 2000 delle principali imprese. Tutti in attivo: di 115 miliardi all’Unipol, 2.759 alle Generali, 338 all’Ina, 302 la Fondiaria. Per quale ragione chi è già ricco ed è appena stato condannato dall’Antitrust a pagare 700 miliardi di multa per avere concordato attraverso un "cartello" una catena di rialzi immotivati, dovrebbe chiedere a centinaia di migliaia di napoletani perbene, estranei alle truffe, di pagare per una berlina 1300 fino a sei milioni di polizza, pari a un terzo dello stipendio annuo d’un operaio? O peggio ancora rifiutarsi con mille scuse di rispettare l’obbligo di stipulare polizze? Alfonso Pecoraro Scanio, un anno fa, era andato più in là. Accusando le compagnie di «una discriminazione razzista».
    Risposta delle assicurazioni: gli attivi vengono da altre voci. Ma sugli incidenti stradali il bilancio è in rosso: meno 3.307 miliardi.
    Anche per colpa della Campania. Media italiana di truffe accertate sul totale di sinistri: 3,17. Napoletana: 17,54. Casertana: 17,06. Totale dei miliardi rastrellati in regione coi vari trucchi nel solo settore degli incidenti stradali: 192. La metà del totale (512) italiano.
    Accertati. «Quelli che non riusciamo a scoprire sono molti di più», dice Pino Mollica, segretario degli agenti assicurativi, «Credo si possa parlare di almeno 800 miliardi l’anno». Distribuiti fra migliaia e migliaia di persone. I soli indagati sono 20 mila. Per il napoletano, ha scritto il vicequestore Maurizio Vallone, «la truffa alle assicurazioni è un ammortizzatore sociale».
    Qualche segnale incoraggiante, dopo anni di guerra delle forze dell’ordine, c’è. Nei primi due mesi e mezzo del 2001 le denunce per truffa sono scese da 300 a 194. Ma lo "Scasso", il grande mercato di auto e ricambi rubati sotto la tangenziale, è al suo posto e nessuno osa toccarlo. Come nessuno è ancora riuscito a bloccare il finto esodo di chi trasferisce la residenza (c’è un tizio ad Ancona che si è intestato oltre 200 polizze napoletane) nelle zone dove l’assicurazione costa meno, la stampa di tagliandi falsi venduti a 50.000 lire, l’imbroglio degli agenti che fregano le stesse compagnie per cui lavorano.
    Un caos. Dove su 2.918.000 auto presenti in regione quelle assicurate sono scese a poco più di 2 milioni e cento. E rischiano di calare ancora. Le voci che chiamavano "Radio Marte Stereo", ieri, erano tutte uguali: «Basta, non ci assicuriamo più». Qualcuna, forse, saliva dal popolo dei furbi. Molte altre no. «Siamo pazzi?», ha telefonato Antonio Coviello, uno dei massimi esperti italiani: «La spirale perversa tra le truffe e i rincari dev’esser rotta. Subito. O andiamo al disastro».

    Gian Antonio Stella

  3. #13
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    Nelle regioni meridionali il maggior numero di truffe alle assicurazioni: 8,8% contro l’1,1% del Nord
    Rc auto: al Sud frodi record
    Desiata (Ania): il reato genera un’anomala lievitazione
    del costo delle polizze
    Il maggior numero di frodi alle assicurazioni per incidenti stradali viene commesso nelle regioni meridionali: nel 1999 in Italia sono state compiute frodi per 343 miliardi di lire, distribuite in modo disomogeneo nelle varie aree geografiche. Rappresentano, infatti, l’1% di tutti i sinistri nel nord e nel centro Italia, ma raggiungono l’8,8% nel meridione. Per il presidente dell’Ania Desiata il fenomeno delle frodi genera «una anomala lievitazione del costo delle polizze». I primi risultati per il 1999 delle elaborazioni Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) sono stati anticipati ieri a Bari dal presidente, Giovanni Manghetti, nel corso di un convegno su frodi e legalità nelle assicurazioni organizzato dall’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici). Secondo l’Isvap, lo scorso anno le frodi sui sinistri rc auto hanno rappresentato il 3,39% dei casi e il 2,45% degli importi (in lievissimo aumento rispetto all'anno precedente). L’incidenza di tali sinistri - ha aggiunto Manghetti - è stata maggiore per le imprese assicurative più grandi per le quali ha raggiunto il 4,58% dei casi e il 3,25% degli importi. Questi dati riguardano non solo le frodi accertate ma anche quelle che le assicurazioni ritengono tali e che non hanno denunciato per mancanza di prove. Si tratta di una situazione estremamente grave - ha detto Manghetti - per fare fronte alla quale è necessaria la collaborazione tra tutte le istituzioni e i soggetti interessati. Per Manghetti, fondamentale per la prevenzione delle frodi sarà il ruolo della Banca dati istituita dall’Isvap, che consentirà alle forze di polizia alla magistratura e alle stesse imprese di assicurazioni di acquisire, nei casi in cui vi sia sospetto di illeciti, utili informazioni sui veicoli sinistrati e sui soggetti coinvolti. L’operatività - secondo il presidente dell’istituto - non dovrà limitarsi all’area sinistri attualmente prevista dalla legge, ma dovrà estendersi a quella dell’assunzione dei contratti rc auto anche per individuare documenti assicurativi falsificati. Assolutamente rilevante nella prevenzione delle frodi, il ruolo dei periti, a proposito dei quali Manghetti ha sottolineato l’esigenza di un unico codice deontologico, «che costituisca per tutti il punto di riferimento per la loro attività professionale».

  4. #14
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    Haha.... alèee Alex

  5. #15
    Alex_
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    Caro Orso non bere troppo che alla tua eta' puo' far molto male (poi gli effetti si presentano quando scrivi i post).

    Io non ho negato le ruberie (da ladri di polli) che compiono l'esigua minoranza degli automobilisti meridionali(pure il vostro articolo parla di un 8%), ho semmai soppesato e confrontato tale tipo di imbrogli con quelli, ben piu' grossi per entita' e danno sociale, compiuti dalle societa' assicuratrici (tutte del nord). TI ricordo le continue infrazioni delle suddette...
    Questo per rispondere al tuo stupido, ipocrita e imbecille post "i terroni brava gente". Evidentemente nel settentrione sono ancora piu' bravi.

    Voi leghisti siete famosi per l'ipocrisia che genorosi manifestate ogni volta che aprite bocca. Una dimostrazione lampante la si ha in questo stesso forum.
    Infatti censurate tutti i messaggi che dimostrano, con la sola forza della civile dialettica, quello che siete. Lasciami dire: che pena!
    (ovviamente se vigliaccamente censurate anche questo messaggio riportero' l'intera discussione, su di un altro forum....ben piu' democratico e civile)

    Dato che Dragonball ha riportato un vecchio articolo di Gain Antonio stella, mi sembra giusto riportare un secondo articolo dello stesso autore. Questo per dimostrare ancora una volta che mentre nel meridione d'Italia si ruba una lira....nel nord , in compenso, rubano decine e decine di migliaia di miliardi!

    ********
    Ma la fabbrica piena di rifiuti tossici è ancora lì E' chiusa, nelle
    fondamenta arsenico, cadmio e residui di lavorazione dei metalli che
    rischiano di inquinare il fiume Ofanto

    Stella Gian Antonio
    Decine di imprese, spesso del Nord, hanno fatto affari d' oro
    speculando con i lavori del dopo sisma. Il caso più clamoroso a Lioni
    con la «Iato» che doveva assemblare fuoristrada Ma la fabbrica piena
    di rifiuti tossici è ancora lì E' chiusa, nelle f ondamenta arsenico,
    cadmio e residui di lavorazione dei metalli che rischiano di inquinare
    il fiume Ofanto DAL NOSTRO INVIATO LIONI (Avellino) - È una gara con
    in palio la pelle: arriveranno prima le ruspe del risanamento o quelle
    migliaia di tonnell ate di veleni che stanno affondando nelle falde
    dello sventurato Ofanto? Venti anni dopo il terremoto e il via alla
    ricostruzione miliardaria che un convegno Dc salutò entusiasta come
    «la più grande mai compiuta in Europa», il cadavere di cemento del la
    Iato, la fabbrica morta con la pancia gonfia di rifiuti tossici
    sepolti di nascosto nelle fondamenta, è ancora lì. In attesa di essere
    sventrata, svuotata, ripulita. Ci vogliono almeno 5 miliardi. Firma
    dopo firma, pare che l' approvazione del fin anziamento faticosamente
    s' avvicini. Goccia dopo goccia, l' arsenico e il piombo e le altre
    scorie portate dal nord si avvicinano alla falda. Il fiume è lì, a
    pochi passi. E ogni giorno che trascorre i più pessimisti cercano una
    risposta nella salut e del gregge che il burbero «Bertone» pascola
    davanti ai capannoni decrepiti e disseta con l' acqua pescata in due
    pozzi artesiani: «"Bertone", come stanno le pecore?». Grugnisce:
    «Bene...». Sono stati tanti gli imprenditori venuti dal Nord che hanno
    fatto i soldi col dopo-terremoto in Campania. Si pensi ai consorzi
    crea ti per fare incetta delle grandi commesse per le infrastrutture
    tipo quello che dietro la Pizzarotti di Milano vedeva allineati la
    Pessina di Rho, la Grassetto di Padova, la Bon atti di Parma, la
    Furlanis di Fossalta di Portogruaro e la Cifa di Rovigo. O a quel
    veneto coperto d' oro per metter su un cantiere nautico (mai aperto) a
    Morra de Sanctis, che stava a 860 metri di altitudine e a 100
    chilometri dal mare. O a quell' a ltro padovano che si fece finanziare
    una fabbrica di camicie a Nusco per poi confezionare solo una lettera
    in cui prometteva centinaia di assunzioni una settimana prima delle
    elezioni. O alle schiere di architetti, geometri e ingegneri
    settentrionali che si spartirono, secondo il rapporto della St. John'
    s University di New York, «almeno seimila miliardi». Poche storie come
    quella della Iato illustrano però quanto nel buco nero della
    ricostruzione, salutato dal libro di Andrea Cinquegrani e Rita
    Pennarola col titolo feroce di «Grazie, sisma», si siano saldati
    insieme l' affarismo di certi politici meridionali e la
    spregiudicatezza di certi imprenditori settentrionali magari pronti a
    sparare sui «terroni che si mangiano i soldoni». Perché i liguri della
    Iato non si accontentarono di farsi dare dei soldi per mettere su un'
    impresa fantasma: riuscirono perfino a farsi pagare prima lo
    smaltimento dei rifiuti tossici e poi l' acquisto degli stessi rifiuti
    come materiale inerte per costruire lo stabilimento. Se li ricordano
    ancora, a Lioni, i camion che arrivavano nell' area industriale a metà
    strada tra Lioni e Nusco carichi di una poltiglia di uno strano
    colore. Ne arrivarono per settimane e settimane. Centoventi
    autorimorchi, forse d i più. Che portavano almeno 3.600 tonnellate di
    arsenico, cadmio e vari residui della lavorazione del piombo che la
    Metalli e Derivati di La Spezia aveva rastrellato qua e là. Buttarono
    tutta quella roba, la quale secondo Legambiente ha ancora oggi u na
    concentrazione seimila volte superiore al tollerabile, nella grande
    fossa costruita per le fondamenta. A pochi metri dalla falda che
    rifornisce l' Ofanto, che scorre a 300 metri. Coprirono tutto e ci
    costruirono sopra la fabbrica. E che fabbrica! Benedetta da un
    sontuoso finanziamento pubblico e fortissimamente voluta da Paolo
    Pofferi e gli altri protagonisti della Metalli e Derivati di La
    Spezia, destinati a essere presto arrestati per altri scandali e poi
    travolti in una catena d' una dozzi na di fallimenti, la Iato sarebbe
    dovuta essere uno dei punti di forza dell' area industriale, assumere
    un sacco di gente e assemblare fuoristrada. Roba di buon livello,
    sulla carta. Con motori della Fiat e scocche di una speciale
    vetroresina costrui te dalla Passat, un' impresa bulgara di Mit churim
    che come fiore all' occhiello vantava la produzione di sofisticati
    sommergibili per l' Unione Sovietica. «Solo che per ogni scocca in
    vetroresina perfetta, coi suoi strati da 4 millimetri, ce ne arri
    vavano tre così scadenti da essere inservibili. Le accatastavamo sul
    retro e le lasciavamo lì», ricorda Pasquale Mattia, uno dei dipendenti
    finiti sulla strada, «Con la "nostra" vetroresina laggiù c' era chi si
    faceva gli sci, chi la barca...». Fatti i conti, ogni fuoristrada
    veniva a costare alla produzione una quarantina di milioni. Troppi,
    per competere sul mercato. Finì che in quattro anni, invece di
    quattromila come era stato previsto, la Iato produsse 250 esemplari.
    In buona parte rimasti per mesi e mesi nel parcheggio e poi svenduti,
    chiusa la fabbrica e licenziati gli operai, a prezzi stracciati. L'
    inchiesta sulla truffa, cominciata dal pm di Sant' Angelo dei Lombardi
    Mario Pezza, è finita a La Spezia. Dove già la magistratura avev a
    accumulato due stanze stracolme di faldoni sulle varie avventure
    fallimentari della Metalli e Derivati e delle sue sorelle. Come quella
    della Metalli e Derivati Sud, aperta e chiusa a Buccino dopo avere
    ingoiato 16 miliardi. O della Idaf-Igc, coinv olta nello scandalo
    delle «lenzuola d' oro» per le Ferrovie dello Stato. O ancora della
    Omtes di Buccino, che grazie agli accordi seguiti alla fine della
    guerra fredda aveva incredibilmente vinto (nonostante i titolari
    fossero già stati incriminati p er altre vicende giudiziarie) un
    ricchissimo appalto per smantellare e distruggere 633 carri armati
    M47. Carri armati smontati ma finiti, invece che in una fonderia,
    nelle caserme di bellicosi Paesi in via di sviluppo sottoposti a
    embargo internazion ale come la Libia, la Somalia o la Costa d'
    Avorio. Quanto all' inchiesta sui rifiuti tossici seppelliti sotto lo
    stabilimento, partita in gravissimo ritardo e solo grazie ai rimorsi
    di un operaio che a distanza di anni denunciò di aver partecipato a
    ll' operazione, è finita là dove finiscono tutte queste inchieste: in
    prescrizione. E i cinque miliardi necessari per rimuovere e ripulire
    tutto chi li paga? Noi. Gian Antonio Stella
    ************************************************** ****


    --------------------------------------------------------------------------------

  6. #16
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    1) Sono quasi astemio.
    2) Non sono leghista
    3) Che palle!

  7. #17
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    Originally posted by Orso Brrrrr
    1) Sono quasi astemio.
    2) Non sono leghista
    3) Che palle!
    e tu pensi che riesca a capire la piccola vedetta itagliana????....

    mwahahhaahhahahahaha

  8. #18
    Alex_
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    Fradolcino non distinguerti sempre per il "genio" che sei.
    Tu puoi spacciarti per un democristiano, un leghista o un forzanuovista....rimani sempre quello che sei(e dimostri di essere con i tuoi insulsi post), a prescindere dell'etichetta che vuoi mano mano incollarti addosso.

    Questo vale come risposta anche per l'orsacchiotto

  9. #19
    email non funzionante
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    E se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi
    se la guerra adesso cominciamo a farla noi
    non sorridete, gli spari sopra sono per voi!



    E questa vale come risposta per nicoscemo, la zucca vuota e tutti gli altri suoi cloni imbecilli.

  10. #20
    Ospite

    Predefinito

    Così non va, Alex ...

    Attieniti al merito della discussione senza trascendere in offese di carattere personale.

    E questo vale anche per qualcun altro ...

 

 
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