Il paese e il caso del leader musulmano
Ofena:«Adel l'islamico
deve rispettarci
se vuole restare qui»
Se non fosse andato in televisione, a "Porta a porta", e se non avesse alzato il tiro sul Cristianesimo, probabilmente quasi tutti ad Ofena
avrebbero continuato ad ignorare l'esistenza di Adel Smith, quel signore con la barba che nel salotto Rai di Bruno Vespa ha dato pesanti
giudizi soprattutto sul crocifisso, simbolo del Cristianesimo.
Sì, quasi tutti avrebbero continuato ad ignorare l'esistenza di Adel: quasi. Già, perché dopo le parole giudicate come blasfeme di Smith
(presentatosi in tv come leader di un'associazione islamica), qualcuno s'è ricordato che quel signore era lo stesso che, tempo fa, aveva
chiesto ed ottenuto che dall'aula della scuola materna frequentata dalla figlia venisse tolto il crocifisso, nel tentativo di rendere quel luogo
scolastico asettico dal punto di vista religioso.
Ieri Smith ha cercato di correggere il tiro delle sue affermazioni nel salotto di Vespa, parlando di cattiva interpretazione delle sue
dichiarazioni, e contemporaneamente chiedendo più tolleranza nei suoi confronti.
Tolleranza che ad Ofena sembra essere di casa, con gente pacifica che certo non ama stare sotto i riflettori della cronaca. Ma una
tolleranza che tutti vogliono sia reciproca. «Siamo tolleranti -ha detto infatti il sindaco di Ofena, Annarita Coletti- , ma pretendiamo rispetto
per il paese, per le sue tradizioni e per la sua cultura, visto che la popolazione è soprattutto anziana e comunque molto religiosa».
Sicuramente nel senso di cattolica.
Anche il parroco, don Giuseppe, ha puntato sulla reciprocità della tolleranza ricordando, come del resto aveva fatto in un'altra occasione
l'arcivescovo Molinari, che «i musulmani possono costruire nei Paesi cattolici le loro moschee, ma se io volessi costruire da loro una chiesa
cattolica, beh, mi sarebbe impedito».
E' comunque palpabile, ad Ofena, il fastidio per l'assalto di cronisti e curiosi per una vicenda che vede il paese coinvolto assai
marginalmente: quel signor Smith, ormai pieno d'impegni, lo vedono molto poco.
Sabato 10 Novembre 2001
Ofena
e il signor
Smith
Parla il leader
musulmano:
«Qui vivo bene
I miei proventi?
Ho una
fabbrichetta
in Albania»
di GIANCARLO DE RISIO
OFENA - Sembrava una storia morta e sepolta quella della richiesta di far togliere il crocifisso dall'aula della scuola
materna di Ofena. Poi la trasmissione "Porta Porta". Qualcuno ha riconosciuto la faccia di Adel Smith, il presidente
dell'Unione Musulmani d'Italia, che proprio a Ofena vive con la famiglia, e la storia è tornata a galla. Sì, era stato proprio
lui, Adel, a chiedere al direttore di rimuovere il crocifisso «perché l'Italia è innanzitutto uno Stato laico e tutte le religioni
hanno diritto di cittadinanza».
E così a Ofena è tornato a serpeggiare, tra gli abitanti, il fastidio di quei primi giorni di scuola in cui Smith si era
presentato a scuola chiedendogli di rimuovere il crocifisso dall'aula di suo figlio. Ma nulla di più. Dire che la gente si sia
ribellata, sarebbe un'esagerazione, o che abbia emarginato Smith, sua moglie e i tre figli anche. Ofena, paese
civilissimo, ha mugugnato sotto sotto, ma sempre pensando ai fatti propri. «Non so molto di questa vicenda -dice la
signora Maria Bambina, che lavora come assistente alla Scuola materna- Sì, Smith andò dal direttore. Il direttore parlò
con l'insegnante. Quel che è accaduto dopo non so dirlo. Ma ho l'impressione che la cosa sia finita lì». Una cosa di cui
non tutti parlano volentieri. Don Innocenzo Ragoni, il parroco, si è limitato a poche battute: «Di questa vicenda io so
quello che hanno scritto i giornali. Ignoravo che Smith fosse andato a scuola a chiedere la rimozione del crocifisso. Non
so proprio cosa dire». E anche lo stesso sindaco, l'architetto Anna Rita Coletti, lascia un po' sorpresi quando afferma
«di essere caduta dalle nuvole, leggendo la notizia di Smith sui giornali (lei abita a Pescara; ndr). Perché -aggiunge- io
quella puntata di "Porta a Porta" non l'ho neanche vista». E'informatissimo invece l'ex sindaco Bruno Gentile: «Questa
storia me la ricordo bene, dice. E ricordo anche quando Smith venne a Ofena per prendere casa in affitto. Certo, è un
personaggio strano».
Che sia considerato «strano» Smith lo sa bene, ma non sembra prendersela più di tanto. A Ofena abita in largo San
Pietro, proprio all'inizio del paese. Una casa piccola, ma sufficiente per sé e la famiglia: «Sono il presidente dell'Unione
dei Musulmani d'Italia, l'unico partito politico religioso presente nel nostro Paese. Sì, perché, per chi non lo sapesse
ancora, io sono italiano. Nato in Egitto da padre scozzese e madre egiziana, musulmano dal 1987». Ma la storia del
crocifisso? «Verissima. Sono andato io a chiederne la rimozione dall'aula della scuola frequentata da mio figlio di 4
anni. E non ci trovo nulla di strano. Reazioni? Neppure una. Eppoi perché avrebbero dovuto essercene? Perché ho
scelto di abitare ad Ofena? Nessun mistero, è un posto tranquillo ed io scrivo libri. Se poi qualcuno si chiede anche
come mi guadagno da vivere posso rispondere che ho una fabbrichetta di quaderni in Albania ed ho messo dei soldi
da parte». Anche sulle vicende in atto di terrorismo e di guerra, Smith non ha dubbi: «Non si può dire che Bin Laden è
colpevole degli attacchi terroristici all'America, perché non ci sono prove. La guerra all'Afganisthan? Gli Stati Uniti, lo
sanno tutti, sono criminali di guerra».
Domenica 11 Novembre 2001
Ofena. Domenica movimentata nel piccolo centro dell'Aquilano. Ora si pensa a una petizione
Il prete: «Adel sbaglia»
Don Ragone tuona all'omelia. Il crocifisso messo su un armadio
di GIANCARLO DE RISIO
OFENA- Alla fine hanno creduto di salvare capra e cavoli spostando sì il crocifisso come chiedeva Adel Smith, il presidente del
"Movimento dei Musulmani d'Italia", ma tenendolo sempre nell'aula. Il fatto è che la croce si vede e non si vede, perché, secondo
quanto ha raccontato la madre di una piccola allieva, sarebbe stata poggiata su un armadio. E la cosa, se ha accontentato il
musulmano, non è piaciuta ai genitori degli altri bambini e al resto del paese che, tra le altre cose, non ha gradito le ultime
sortite del loro concittadino che continua a fare commenti pesanti e a definire gli Stati Uniti «criminali di guerra». E la protesta
minaccia montare, al punto che alcuni consiglieri di minoranza si sono riuniti e stanno pensando ad una petizione per far
rimettere il crocifisso al suo posto. E' insorto anche il parroco. All'omelia della messa delle 11,30 don Innocenzo Ragone, è stato
costretto a mettere i puntini sulle "i". Qualcuno lo aveva "accusato" di essere andato in auto col musulmano; la cosa non era
parsa conveniente: «Quell'uomo- ha spiegato don Ragone ai fedeli- io non lo conoscevo neanche. Gli ho dato soltanto un
passaggio. Certo la storia del crocifisso mi ha colpito. E' una manifestazione di intolleranza. Smith sbaglia, sbaglia
profondamente». A raccontare come sono andate le cose è stata l'insegnante Rosita Colantoni: «Sì-racconta- quando Smith mi
ha chiesto di togliere il crocifisso sono rimasta perplessa. Mi sono consultata col preside e abbiamo deciso di spostare la
croce un po' più in là, ma non mi risulta ci siano state proteste». Il fatto è che richieste come quella di Smith si sono avute anche
in altre scuole del comprensorio aquilano da parte di genitori di bambini di religione musulmana. Ma il crocifisso non è stato
tolto dalle aule o spostato. Un dirigente scolastico si è offerto di esporre eventualmente anche simboli della religione coranica,
ma poi la cosa non ha avuto seguito.
A Ofena intanto qualcuno vorrebbe che della cosa si parlasse in consiglio comunale: «Ma non ne vedo la ragione- ha spiegato il
vice sindaco Marcello Palmeri-. Adel Smith mi sembra una persona come tutte le altre, con le sue idee che certo qui non
condividiamo. Non rappresenta un pericolo per la gente, non dà fastidio a nessuno, conduce una vita irreprensibile. Non so
proprio di che cosa dovremmo parlare. Certo, le sue affermazioni a "Porta a Porta" e quelle fatte in seguito non sono da
approvare».
Lunedì 12 Novembre 2001
Ofena e il signor Smith. La richiesta di Adel sarebbe stata accolta in cambio dell'iscrizione del figlio, per salvare la classe di scuola materna
«Il crocifisso tornerà al suo posto»
La rabbia del direttore Giancola. All'origine della rimozione uno strano "accordo"
dal nostro inviato
GIANCARLO DE RISIO
OFENA - Non saranno necessarie né petizioni popolari come qualcuno ha proposto domenica dopo l'omelia del parroco, né
riunioni straordinarie del consiglio comunale e tanto meno assemblee aperte come ha suggerito un consigliere di maggioranza.
Sarà una disposizione del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Pasquale Giancola, a far rimettere il crocifisso al suo posto
nell'aula della scuola materna di Ofena. La croce era stata tolta e poggiata su un armadio su richiesta di Adel Smith, il presidente
del "Movimento dei Musulmani d'Italia" che proprio in quella scuola ha un figlio di quattro anni. Ieri mattina Giancola era indignato:
«E' accaduta una cosa incredibile. Nessuna legge vieta il crocifisso nelle aule scolastiche anche se il nuovo concordato non
considera più la cattolica come religione di Stato. Quella del musulmano è stata una prevaricazione, un atto inconcepibile. Ho
convocato il provveditore perché disponga che il crocifisso torni al suo posto».
Ed è sembrato ancor più indignato il direttore Giancola, quando ha saputo che l'intera vicenda è nata da una sorta di baratto che
sarebbe stato proposto dallo stesso Smith e purtroppo accettato dalla scuola. E' bastato parlare con un po' di gente in giro, ieri
mattina ad Ofena, per rendersi conto di come si sarebbero effettivamente svolte le cose. Smith avrebbe chiesto in sostanza di
togliere il crocifisso, altrimenti non avrebbe mandato il figlio a scuola. In questo caso la classe non si sarebbe formata; i bambini
sarebbero stati solo sei, cioè al di sotto del numero minimo, e la materna di Ofena avrebbe dovuto chiudere i battenti.
«Sì, è andata proprio così -racconta Antonietta Carota, una giovane mamma che all'asilo ha un figlio di quattro anni, Domenico-
Qualcuno ha avuto il timore che la classe non si riformasse e forse ha ritenuto di accontentare le richieste del signor Adel Smith.
Forse su questa storia si sta esagerando, ma ritengo che non sia stato giusto prendere la decisione di togliere il crocifisso
dall'aula. Oltre tutto in quella classe c'è un bambino che è figlio di testimoni di Geova. I suoi genitori non si sono mai sognati di
chiedere di portare via il crocifisso».
Ma è sempre il direttore Giancola a chiarire che il supposto "baratto" col presidente dei "Musulmani d'Italia" non avrebbe avuto
ragione d'essere. «La normativa è cambiata -spiega- Oggi con le nuove regole la formazione delle classi non è più legata al
numero dei bambini. E' possibile avere una sezione di scuola materna anche con un numero molto ridotto di alunni qualora se ne
ravvisi la necessità». Giancola non lo dice, ma è chiaro che pensa che in questa vicenda qualcuno abbia sbagliato "a fare i conti" o
a interpretare la legge, e che comunque, se è vero quel che si dice in paese, uno "scambio" di quel genere non era certo
ammissibile. Perché di voci ne girano tante. La gente è costernata da tanta pubblicità data ad un centro operoso e tranquillo, con
ritmi di vita scanditi da attività che non hanno nulla a che vedere con quelle dei grandi agglomerati urbani.
«Sì, questa storia non ci piace affatto -dice Stefania De Luca, proprietaria del bar Aufinium, un centinaio di metri più su della piazza
principale- Ognuno è libero di professare la religione che crede. Noi le rispettiamo tutte. Ma non fa piacere che arrivi qualcuno e di
punto in bianco cerchi di imporre i propri punti di vista, con sistemi che sanno di prevaricazione». Il bar è pieno di gente. La
maggior parte degli avventori sfoglia i giornali sul "banchetto" di fronte alla cassa. E tutti cercano notizie sul caso del "crocifisso
rimosso". Qualcuno commenta l'omelia di don Ragone alla messa di domenica scorsa. Qualche altro se la prende col sindaco «che
non avrebbe dovuto permettere una cosa del genere». Ma tutti sono concordi nel dire che in paese non c'è nessuna guerra di
religione, che "il musulmano" può vivere nella maniera che crede, ma che «deve rispettare le idee degli altri, fino in fondo». E
aggiungono in coro: «La croce deve tornare al suo posto».
Martedì 13 Novembre 2001
FOTO PROIBITE
Il mistero dell'aula
«Non si può entrare»
dal nostro inviato
OFENA - Alle dieci e mezzo del mattino il sole inonda il piazzale davanti alla scuola di Ofena. Ma il portone è sbarrato,
rigorosamente. Schiacciamo il pulsante del campanello, scatta la serratura automatica, ma veniamo fermati proprio
sull'uscio. «Ho avuto l'ordine di non far entrare nessuno», dice una donna in camice bianco che sostiene d'essere la
cuoca. Fotografare l'aula del crocifisso, o il crocifisso stesso? Non se parla nemmeno. Gli ordini sono ordini. A darli è
stato il professor Angelo Recina, dirigente incaricato dell'"Istituto omnicomprensivo" che raggruppa le scuole, dalle
materne alle medie, di alcuni centri tra cui Navelli, Capestrano e, appunto, Ofena. A lui avevamo chiesto il permesso di
entrare nella scuola, di sentire l'insegnante e i bambini. Ovviamente ce lo aveva negato. «Lasciatemi prima mettere a
posto un paio di cose, parlare con chi sta sopra di me, poi, nel caso vedremo». Sul crocifisso rimosso, il professor
Recina ha avuto una comprensibile reticenza. Non sapeva? Sapeva? E se sì, fino a che punto? E l'assenso a metter via
la croce poggiandola sull'armadio era stato lui a darlo, o l'insegnante aveva deciso per proprio conto? Anche su questo
punto nessuna chiarezza. Certo la vicenda, esplosa all'improvviso dopo "Porta a Porta" e deve aver dato fastidio a
parecchie persone. Ora il sindaco Annarita Coletti cercherà di rimediare: «Il Comune non ha nessun potere di
intromettersi - ha detto-, ma se la normativa dovesse lasciare alla maggioranza la possibilità di decidere è evidente che
si dovrà tutelare il diritto del maggior numero possibile di persone».
G.D.R.
Martedì 13 Novembre 2001
Ofena. Assente il musulmano Smith
I cittadini in assemblea
chiedono compatti
il ritorno del crocifisso
di STEFANO DASCOLI
OFENA - I cittadini di Ofena rivogliono il crocifisso nella scuola materna. L'indicazione è emersa al termine dell'affolatissima
assemblea tenutasi ieri nel Comune del paese, alla presenza del sindaco, dei genitori dei bambini che frequentano la scuola
materna "Silveri" e di numerosi cittadini che hanno voluto esprimere il proprio parere sulla vicenda che ha fatto il giro dell'Italia.
«Dall'assemblea - ha detto il sindaco di Ofena, Anna Maria Coletti - è emersa una ferma e decisa volontà da parte di tutta la
cittadinanza a sollecitare le autorità scolastiche a riposizionare al più presto il crocifisso nella scuola. Dopo una votazione formale
è stato redatto un documento che all'unanimità sancisce il volere dell'intero paese».
All'assemblea, durata circa due ore, non erano presenti esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale né Adel Smith,
l'islamico che risiede ad Ofena che, con le sue dichiarazioni contro i simboli del cristianesimo, ha richiesto la rimozione del
crocifisso dalla parete. «È un atto molto grave - ha commentato il sindaco - che all'assemblea pubblica, della quale era stato
avvisato tutto il paese, non abbiano preso parte personaggi politici della minoranza né Adel Smith, che, ormai, ha perso l'ultima
occasione per esprimere pubblicamente le proprie idee. A questo punto c'è l'opionione di un paese intero che chiederà con forza
il riposizionamento del crocifisso».
Il sindaco si è dichiarato possibilista sull'eventualità di convocare un Consiglio comunale straordinario sull'argomento. «Avevo
detto - ha dichiarato Anna Maria Coletti - che avrei preso in considerazione questa ipotesi solo dopo l'assemblea. E così sarà.
Anche se Ofena ha altri problemi che vanno discussi, tra cui anche quello del terzo traforo e di elettrosmog, emersi nell'assemblea
di ieri, valuteremo se sarà il caso di convocare un consiglio straordinario. In ogni caso ora c'è una volontà ferma e decisa di tutto il
paese».
Venerdì 23 Novembre 2001
Ofena
Crocefisso: via
alla petizione,
l'opposizione
protesta
OFENA - Da ieri mattina è cominciata la raccolta di firme della petizione con la quale si chiede «alle autorità scolastiche che venga riposizionata il
crocifisso nell'aula della scuola materna». Deve tornare in aula il crocifisso tolto dalla scuola materna di Ofena su richiesta di Adel Smith, presidente
dell'Unione musulmani d'Italia, il cui figlio frequenta la scuola: così chiede la comunità del piccolo centro dell'Aquilano in un documento approvato
all'unanimità dall'assemblea pubblica svoltasi l'altra sera in Municipio.
All'assemblea, svoltasi alla presenza del sindaco, Anna Maria Coletti, ha partecipato («ma solo come cittadino») anche il parroco di Ofena, don
Innocenzo Ragone, il quale ha sottolineato di «comprendere le ragioni di Adel Smith, tuttavia occorre tener presente anche i diritti di tutti gli altri
cittadini».
Ma in paese l'opposizione, assente polemicamente all'assemblea, contesta il sindaco, tacciato «di un atteggiamento scorretto». «Con la richiesta
firmata da quattro consiglieri- ha protestato Bruno Gentile, ex sindaco e leader della minoranza- avevamo chiesto al sindaco la convocazione urgente
del Consiglio comunale nel quale discutere e deliberare l'immediato ripristino della croce nella scuola. Il sindaco, invece, ignorando tale richiesta ha
convocato un'assemblea pubblica senza nemmeno citare all'ordine del giorno la questione. Ecco perchè noi dell'opposizione non abbiamo
partecipato. Eppoi, il sindaco non ha detto finora tutta la verità. Ha, infatti, dichiarato di non sapere nemmeno della presenza di Smith ad Ofena
quando invece lo scuolabus, tutte le mattine, dall'inizio dell'anno scolastico va a prendere anche il figlio di questa persona».
Sabato 24 Novembre 2001
Ofena. Partita la diffida di Smith
La storia del crocefisso
si tinge di giallo: l'invito
di Lattanzi non arriva
di STEFANO DASCOLI
Si tinge di "giallo" la vicenda del crocifisso di Ofena. La relazione inviata dal provveditore agli Studi, Osvaldo Lattanzi, nella quale si
"caldeggia" il riposizionamento del crocifisso sulla parete di un'aula della scuola materna, infatti, non sarebbe ancora arrivata a
destinazione nonostante sia partita qualche giorno fa. Il crocifisso, intanto, ancora ieri giaceva su un armadietto all'interno dell'aula
ma non era ancora stato rimesso in vista. A nulla è valsa, dunque, almeno fino ad ora, la decisione dell'assemblea pubblica del
paese che l'altra sera, con un documento, ha chiesto all'unanimità che il crocifisso venga riposizionato il più presto possibile.
Quella di ieri, inoltre, è stata una giornata importante anche sotto il profilo legale della vicenda. È partita, infatti, la diffida che il legale
di Adel Smith, l'islamico che vive ad Ofena e che ha richiesto la rimozione del crocifisso, ha inviato al provveditore, al direttore
didattico del distretto di Navelli e alla maestra che dovrebbe riposizionare il crocifisso sulla parete. «Se ciò avverrà - spiega Smith -
procederemo a denunciare l'accaduto alla magistratura, visto che esiste una specifica sentenza della Corte di cassazione che
esclude l'obbligatorietà della presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, comprese le scuole. C'è poi l'articolo 3 della Costituzione,
che riconosce parità sociale a tutti i cittadini, cosa che, ovviamente, in questo caso è venuta meno. È ridicolo, tra l'altro, ciò che
sostiene il provveditore, appellandosi niente di meno che ad una norma del 1924. Non riesco a capire se si tratta di una mancanza di
cultura o di altro. Quello di Ofena, poi, non è il primo caso di una scuola che toglierebbe il crocifisso dalle mura: è già successo
anche a Milano dove, al contrario di quello che accade qui, la laicità dello Stato è rispettata. Le scuole cattoliche ci sono, chi vuole i
crocifissi basta che ci vada». Tra l'altro Smith sta pensando seriamente ad un gesto che avrebbe del clamoroso. «Sto vagliando
attentamente la possibilità di non portare più mio figlio a scuola visto che non gli è garantito il rispetto per la sua religione, ma non
voglio condizionare la sua preparazione e il suo diritto all'istruzione. Prima di prendere una decisione simile voglio aspettare il corso
degli eventi». In compenso, però, almeno a quanto riferisce, Smith sarebbe sostenuto nella sua "battaglia" da molte persone.
«Nonostante l'assemblea dei giorni scorsi in paese - dice - molte persone hanno detto di condividere ciò che sto facendo. Ho letto
anche un sondaggio su uno dei maggiori portali italiani ("Kataweb.it", ndr) dove il 40 per cento degli intervistati in Italia ha detto di
preferire che vengano tolti i crocifissi dalle scuole».
Martedì 27 Novembre 2001
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IL CASO SMITH
Ofena. Aspre polemiche in Consiglio comunale per il Cristo rimosso dall'aula della materna
Crocefisso, ancora scontro
La minoranza attacca il sindaco Coletti che non decide
di STEFANO DASCOLI
OFENA - Sul caso del Crocifisso tolto dalla scuola materna di Ofena, per volontà dell'islamico Adel Smith, è scontro politico asprissimo. Dopo le
polemiche sollevate nei mesi scorsi da cittadini, politici, religiosi per quello che è diventato un caso nazionale, infatti, le divergenze si sono acuite ancora di
più in occasione del Consiglio comunale che il sindaco Anna Rita Coletti aveva convocato per l'altra sera. Maggioranza e opposizione si sono date battaglia
in una discussione talvolta dai toni molti aspri. La minoranza, infatti, per bocca dell'ex sindaco Bruno Gentile, ha chiesto a gran voce il riposizionamento
immediato del Crocifisso nella scuola, mentre il sindaco (e la maggioranza) hanno preferito evitare qualunque decisione drastica e immediata convocando un
altro consiglio all'indomani del convegno sul tema dal titolo "La manifestazione della libertà di religione e il principio di laicità dello Stato" che si terrà l'otto
febbraio. Alla tavola rotonda parteciperanno autorità politiche ed esperti in materia.
Il sindaco ha di fatto espresso la volontà di approfondire la vicenda, giudicando «insufficiente e inadeguata» la deliberazione comunale presentata dai
consiglieri di minoranza. Nella motivazione di voto della maggioranza si legge che «la deliberazione presentata dalla minoranza (riposizionare il Crocifisso,
ndr) non appare suffragata da pareri di esperti in materia nè validamente e solidamente motivata. Non sembra corretto che l'amministrazione comunale
dichiari, come vorrebbe la minoranza, la "totale incompetenza dell'autorità scolastica in materia di arredo e di interpretazione dei principi di tolleranza"».
Duro il commento di Damiano D'Alessandro, cittadino di Ofena e responsabile dei rapporti con la stampa per la minoranza: «Vi sono leggi dello Stato, che
sono state ignorate e disattese, che conferiscono al Sindaco tutta l'autorità necessaria a riposizionare il Crocifisso nell'aula scolastica in qualsiasi momento».
Deluso anche il parroco di Ofena, Don Innocenzo: «Mi sembra che si stia cercando di sviare il problema - dice - il Dirigente scolastico non aveva nessuna
autorità per togliere il Crocifisso dalla scuola materna». Duro anche Adel Smith, l'islamico che ha chiesto di togliere il crocifisso in nome del rispetto della
pari dignità sociale: «Sulla situazione si sta facendo speculazione - dice - non capisco quale scontro debba nascere quando si è agito nel pieno rispetto della
Costituzione».
Mercoledì 23 Gennaio 2002
Ofena. La decisione presa dal Dirigente scolastico di Navelli che l'ha comunicata al primo cittadino
Il crocifisso tornerà in aula
Ma Adel Smith vuole che ci sia anche un simbolo musulmano
di STEFANO DASCOLI
OFENA - Il Crocifisso tornerà presto al suo posto, all'interno dell'aula della scuola materna "Silveri" di Ofena dalla quale fu tolto su richiesta del
presidente del partito "Unione musulmani d'Italia", Adel Smith, cittadino del paese dell'Aquilano. L'indicazione, che costituirebbe una svolta decisiva nel
caso che ha destato le attenzioni di tutta Italia, è emersa ieri da un avviso che il Dirigente scolastico di Navelli (che ha competenza anche sulle scuole di
Ofena), Lattanzio Recina, ha inviato al sindaco Anna Maria Coletti. Nel documento è stata espressa la volontà del Dirigente scolastico di riposizionare
prima possibile il Crocifisso nel punto dal quale fu tolto, senza però precise indicazioni sulla tempistica dell'intervento.
La voce dell'accaduto si è subito sparsa in paese, dove regna da qualche tempo un clima di tensione acuito nei giorni scorsi dal Consiglio comunale
straordinario, convocato ad hoc sulla vicenda, nel quale il sindaco espresse la volontà di voler approfondire la vicenda in una tavola rotonda convocata
per l'8 febbraio, scatenando l'ira dell'opposizione. «Il Crocifisso va riposizionato in aula prima dell'8 febbraio - ha detto il capogruppo dell'opposizione,
Bruno Gentile - visto che per quella data è stato convocato un incontro di assoluto valore politico e non volto a risolvere la questione. Il sindaco, infatti,
per quel giorno ha omesso di invitare il parroco, che invece dovrebbe essere la prima persona ad esprimere la propria opinione. Siamo ovviamente
soddisfatti della decisione del Dirigente scolastico, frutto forse della pressione che abbiamo operato sull'opinione pubblica. Non ci fermeremo qui, però:
vogliamo di più. A cominciare da una soluzione immediata della vicenda. Se ciò non avverrà l'8 febbraio ci saranno forti contestazioni».
Duro anche il commento di Adel Smith, presidente e fondatore del partito "Unione musulmani d'Italia": «Se dovesse essere deciso il riposizionamento del
crocefisso, per prima cosa chiederò che all'interno dell'aula vengano sistemati anche il tricolore, la foto del presidente della Repubblica e quella del Re,
oltre che un simbolo musulmano. Se anche questo non avverrà agirò legalmente. Io non sono un intollerante, ma solo un uomo che,nel rispetto della
Costituzione, si oppone alle discriminazioni ».
Sabato 2 Febbraio 2002
Ofena. Gentile: «Una sceneggiata»
Crocifisso, l'assemblea riaccende contrasti e polemiche
di STEFANO DASCOLI
OFENA - Il riposizionamento del Crocifisso nell'aula della scuola materna "Silveri" di Ofena, dalla quale era stato tolto per volere di Adel Smith,
musulmano, non ha spento il fuoco della polemica nel paese. Gli strascichi di una vicenda che ha creato grande tensione nell'arco dei tre mesi trascorsi,
infatti, sono emersi tutti nell'assemblea che si è tenuta ieri nella palestra comunale del paese, alla presenza di un centinaio di persone. Nella tavola
rotonda dal titolo "La manifestazione della libertà di religione ed il principio di laicità dello Stato" si sono confrontate realtà da tempo in contrasto: quella
di Adel Smith, che con le sue dichiarazioni ha acceso aspre contestazioni nel pubblico presente, quella della minoranza che ha accusato il sindaco di aver
organizzato una tavola rotonda «inopportuna e vergognosa» e Adel Smith di «aver offeso la dignità della comunità» e quella del primo cittadino, che ha
giudicato l'evento «molto positivo e da stimolo per la comunità che ha affrontato un problema spinoso dal punto di vista culturale e sociale. Ofena - ha
detto anche il sindaco, deve uscire dal guscio nel quale è rimasta chiusa per trent'anni».
«Come previsto - dice Bruno Gentile, capogruppo della minoranza - non sono intervenuti nè Giovanni Pace, presidente del Consiglio regionale, nè
Stefania Pezzopane, vice presidente a testimonianza dell'assurdità di una tavola rotonda che si è rivelata una «sceneggiata». Il convegno non doveva
tenersi. Smith? È andato sul pesante con le sue dichiarazioni, offendendo tutta la comunità. Il sindaco gli ha concesso una "pubblicità" enorme».
Laconico, invece, il commento del musulmano: «Qualcuno ha capito - ha detto Smith - altri, invece, quelli che vedono il mondo in "bianco e nero" hanno
contestato. In generale il clima non è stato certo amichevole». Al convegno sono intervenuti anche il sindaco di Sant'Eusanio Forconese, Mimmo Srour
e il consigliere regionale Luciano D'Alfonso. Il parroco di Ofena, infine, Don Innocenzo, ha organizzato contemporaneamente al convegno un'adunanza
religiosa di preghiera.
Sabato 9 Febbraio 2002




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